Archivi del mese: agosto 2007

i miei prossimi impegni

01/09 SUPER MEGA FESTA ALL’ISOLA DI SAN SERVOLO peccato, sono al Festival del cinema a vedere Ken Loach

dal 3 al 6/09 MI DEVO LICENZIARE…mai fatto prima d’ora…come diavolo si fa? e i sensi di colpa? Mi viene già l’ansia

6/09: ESAME DI MUSICOLOGIA…ultima chance…

10/09 Bologna: ultima chance per registrare l’esame di Sociologia dell’anno scorso…non lo vorremo mica rifare, vero????

11/09 ripresa del corso di arabo…e io che volevo vedere Ugly Betty…

12/09: ESAME DI COMUNICAZIONE PUBBLICA rimandato…non sono in grado di affrontarlo

22/09: è il compleanno del capo curatore…potrei dirgli che mi sono licenziata e che dal 7 ottobre si arrangiano in galleria…

24/09: Bologna….mica ne ho voglia

25/09: BOLOGNA ESAME DI RETI INTERORGANIZZATIVE…ultimissima chance…mi ha già bocciata una volta

07/10: ULTIMO GIORNO DI LAVORO EFFETTIVO…ma in realtà dovrò andare dal commercialista, fare l’inventario…

9-11/10: un weekend di puro stagismo…vediamo se riesco a sfangarla

12/10: ESAME DI COMUNICAZIONE PUBBLICA…se tutto va bene è l’ultimo esame della mia vita

 

E poi devo chiamare la prof per la tesi…organizzare una super mega cena a Verona…


meglio tardi che mai

Finalmente ho finito la tesina di “Forma e critica delle pratiche musicali” e l’ho spedita or ora al Prof. Non so neppure io cosa ho scritto, ma ringrazio Luca Lo Svizzero per la consulenza estemporanea via msn su Beethoven finche entrambi eravamo al lavoro e ovviamente Wikipedia per il semplice fatto di esistere.

E un altro passo verso la laurea è stato fatto alla faccia del Cepu!


G.A.

“Hanno fatto presto, ci hanno messo solo 16 anni” (Alexander)

Ieri sera stavo guardando Queer as Folk (versione Uk): seconda serie.

Stuart e Vince, la storia d’amore più profonda e bella dei primi anni Novanta della cultura gay (alla faccia di Will&Grace e capostipite di un genere).

La situazione: un matrimonio (quello della sorella di Vince), una camera d’albergo, una notte meravigliosa che potrebbe portare alla felicità eterna oppure a tante complicazioni assurde e all’odio, conviene rischiare una vita per quell’unico momento magico?

Ho capito, finalmente, questa sera perché tra la sottoscritta e il mio Grande Amore non ci potrà mai essere del sesso…vuol dire invecchiare, buttare nel cestino la possibilità di un eterno momento magico e io sono una romantica, capace di vivere nel ripianto di quell’unico non istante, ma non disposta a lasciar scivolare via la profondità e la dolcezza quasi fuori dal reale di un rapporto magico.

(E ho anche capito che ho speso bene i 30 euro per il cofanetto originale della serie)


lezioni di vita

Oggi ho imparato una cosa:

anche i curatori sanno scassinare la porta del bagno se si blocca la serratura che ha montato la stagista


E l’università?

Mi mancano tre maledetti esami per poter presentare una tesi che in teoria sto già scrivendo, ma che in pratica è nel mondo degli angeli: la prof è irreperibile, la mia voglia è in vacanza alle Maldive, il tempo è pur sempre tiranno e io non ne posso veramente più…due cose mi invogliano ad andare avanti: la progettazione della festa di laurea e la partenza per un anno all’estero a fare qualunque cosa che non sia stare qui a fare la muffa.

L’inutilità dell’università è palese: a cosa mi serve un corso di critica musicale delle canzoni popolari tramandate oralmente? Essendo io iscritta alla facoltà di economia questo per me rimane un enorme mistero…e intanto entro stanotte presenterò una delle più orribili tesine della mia vita per presentarmi all’orale il 6 settembre.

E ora me me torno al lavoro…forse sarebbe stato più utile un corso del tipo: “disallestisci la tua mostra in 2 ore con forbice e cartoncino colorato” oppure “esegesi delle fotocopie nell’età contemporanea” oppure “100 modi per non vedere il tuo capo dopo pranzo” o il più importante “come usare un telefono per fare recall”


le gioie del lavoro

Sveglia alle 6.20

Colazione (a letto).

Preparazione della valigia per tornare a Venezia dopo 8 ore a casa, giusto il tempo per dormire.

Partenza ore 7.20 con il vicino che mi spia dalla finestra.

Arrivo a casa a Venezia ore 8.33

Cambio scarpe.

Arrivo al lavoro ore 9.40

Saluto chi è tornato dalle ferie, chiedo cosa c’è da fare.

La risposta è: a dire il vero niente.

Vado a casa…no, mi sa che aspetto, almeno mi vedono qui e sicuramente me ne vado prima che trovino qualcosa da farmi fare di veramente utile per la società (andare a comprare il pranzo, fare le fotocopie, fare il caffè…forse è per questo che mi sono presa una laurea).


C&me

In questi giorni c’è un po’ di maretta con C. e non so esattamente perchè…o forse è che sono gelosa?

Lei è una ragazza deliziosa, ci siamo riconosciute subito ed è stato “amore a prima vista”: usavamo lo stesso profumo, gli stessi colori, il blu tack, lo stesso tranquillante, lo stesso amore smisurato per le scarpe…ci sembrava di essere separate dalla nascita, ma forse c’è un motivo se lei chiama sua sorella “la vipera”. Forse lei, come me, è portata per essere una figlia unica, sempre al centro dell’attenzione.

Ecco cos’è: mi sento tradita.

Prima mi coinvolge nella sua vita come un ciclone, mi sconvolge, mi mette a conoscenza di pensieri e problemi molto intimi e poi si ritrae e quasi non mi rivolge più la parola, o meglio, mi parla ma non con lo stesso coinvolgimento di una settimana fa…e pretende che io non mi arrabbi.

Stamattina mi manda un messaggio che sono appena uscita di casa e mi fa: vado tre giorni a Milano da L., spero ti sia piaciuta la torta.

Così, dall’oggi al domani, senza preavviso…il punto è che lei può fare quello che vuole, andare dove vuole ma se così deve essere non deve pretendere che tutto sia come sempre, che tutti siano disponibili per lei in qualunque momento pronti ad abbracciarla.

Dividiamo la stessa casa e niente più.

L’altra sera avevamo appuntamento per andare al cinema, mi dice che prima vuole andare a cena perchè Architettando ha bisogno di parlare e mi chiede se voglio andare con lei: la mia risposta è cordialmente no. Non ho soldi a sufficienza per una cena (4 mesi di stipendio arretrato) e poi non mi piace fare il terzo incomodo. Alle 20.55 la chiamo per sapere dov’è…è ancora al ristorante. Arriva tutta affannata, prendiamo i biglietti e ci ritroviamo in prima fila tra i bambini con un torcicollo incredibile…

Sono sempre stata restia a legarmi a persone nuove, dopo alcune scottature ho deciso che è bene non legarsi troppo perchè poi ci si fa male e dal dolore è sempre difficile riprendersi…non mi piace aprirmi perchè sono gelosa del mio mondo, ma con lei avevo quasi fatto uno strappo e forse ho sbagliato.

Fino ad una settimana fa temevo il distacco da lei: si è appena laureata e non sa se riuscirà a restare a Venezia, tutto dipende da uno stage: se va in porto resterà un altro anno qua e la sua vita poi muterà radicalmente perchè è convinta che questa opportunità la porterà molto lontano nella vita (sempre che la sua vita sia lunga abbastanza). Ho cercato tra i miei contatti, le ho detto che poteva contare su di me, che desideravo continuare a vivere con lei…eppure ora non ne sono tanto sicura. La sua presenza è decisamente ingombrante e provo ad immaginarmi una casa senza di lei: quiete, meno sigarette, meno condivisione, ognuno che vive la sua vita…

E se la nostra felice convivenza fosse come un matrimonio di interesse?