G.A.

“Hanno fatto presto, ci hanno messo solo 16 anni” (Alexander)

Ieri sera stavo guardando Queer as Folk (versione Uk): seconda serie.

Stuart e Vince, la storia d’amore più profonda e bella dei primi anni Novanta della cultura gay (alla faccia di Will&Grace e capostipite di un genere).

La situazione: un matrimonio (quello della sorella di Vince), una camera d’albergo, una notte meravigliosa che potrebbe portare alla felicità eterna oppure a tante complicazioni assurde e all’odio, conviene rischiare una vita per quell’unico momento magico?

Ho capito, finalmente, questa sera perché tra la sottoscritta e il mio Grande Amore non ci potrà mai essere del sesso…vuol dire invecchiare, buttare nel cestino la possibilità di un eterno momento magico e io sono una romantica, capace di vivere nel ripianto di quell’unico non istante, ma non disposta a lasciar scivolare via la profondità e la dolcezza quasi fuori dal reale di un rapporto magico.

(E ho anche capito che ho speso bene i 30 euro per il cofanetto originale della serie)

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