ma che cosè il lavoro?

Io proprio non capisco una cosa: se studi non dovresti lavorare perchè altrimenti ci impieghi più tempo e vai fuori corso e sicuramente il lavoro che fai non è dei più gratificanti, ma se alla fine degli studi non hai esperienza non trovi facilmente un lavoro… Poi ci sono lavori duri e massacranti e lavori in cui stai dietro ad una scrivania a guardare la gente che passa: entrambi sono retribuiti quasi allo stesso modo anche perchè hanno lo stesso monte ore. Nonostante la parità dei sessi ci sono lavori solo per donne e solo per uomini. Tutti sono alla ricerca di un lavoro, ma quello che trovano non va mai bene: perchè?

Io più passa il tempo più mi rendo conto che in fin dei conti lavorare un po’ mi piace, anche se l’idea di dover lavorare per 40 anni mi angoscia non poco. E poi mi chiedo: ma dal lavoro vorrei delle soddisfazioni? E quando devo desiderarle? Ora o tra un paio danni…?

 

 

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Giornata storta

Suonano le sirene dell’acqua alta.
La Ceca teme un attacco nucleare, ma poi si gira e torna a dormire.
Suona la mia sveglia.
La spengo.
Mi giro.
Mi sveglio di soprassalto alle 9.20…devo prendere il vaporetto delle 9.45
C’è acqua alta.
Piove e tira vento.
La guardasala triste si è messa in malattia (ancora)
La guardasala nuova è iperattiva
Ho freddo.
Siamo invasi da turisti infreddoliti e un po’ rincoglioniti.
Architettando non è andato al lavoro con la scusa dellalta marea…sarà andato a portare il mio CV alla nuova galleria?
Io oscillo tra gli annunci di lavoro e quelli matrimoniali che mi fanno più ridere.
Non andrò ad un’inaugurazione stasera per dovere e mi chiuderò in biblioteca a studiare.

 

 

Ibernata

Cera un mio ex che diceva che delle volte, quando rispondevo al telefono, avevo una voce da 144…non so se lo dicesse perchè chiamava spesso le “gentili signorine” o…

Da due giorni siamo al freddo e al gelo in galleria, il riscaldamento butta fuori aria fredda e io mi sono decisa a chiamare il tecnico per l’ennesima volta.

Per convincere il segretario a mandarci lunico tecnico disponibile in centro storico entro poche ore ho puntato su due fattori: la voce suadente e un “La prego io sto congelando!!!!!!!” e ho optato anche per non fare la figura dell’ignorante come con l’elettricista con cui faccio finta di non sapere neppure cosa sia un interruttore. (e tra parentesi, io so come è fatto un trapano a batteria, so come si usa, ma non ho la più vaga intenzione di farlo, quindi in una cassetta degli attrezzi casualmente non lo riconoscerò mai)

 

alla ricerca di un lavoro

E cominciata la ricerca di un nuovo lavoro…

  • Architettando oggi porta il mio Cv e quello di C. in una galleria, ovviamente lui vorrebbe che assumessero C. dato che in questo periodo fanno sesso e lui si sente il cavalier servente
  • ho inviato diversi CV a tutte le agenzie che fanno attività di guardiania nei musei di Venezia, speriamo bene
  • nei prossimi giorni porterò CV ovunque cerchino personale partime in negozi e affini
  • lunedì andrò in qualche agenzia interinale a Mestre
  • Martedì proverò con le gallerie darte di Venezia centro storico

 

nella borsa…

“Con la complicità di cinque fotografi (Francesco Cocco, Fabio Cuttica, Daniele Dainelli, Stefano De Luigi, Riccardo Venturi), è nata la mostra «Quello che le borse raccontano» che, dopo la Triennale di Milano, è già pronta a decollare per Tokyo, richiesta a Roma, Palermo, Firenze e reclamata da cinque università per studi antropologici. (…) Gli ultimi studi di cinesica (scuola di Albert Meherabian), scienza che studia il linguaggio non verbale, spiegano come una borsa tenuta stretta sulle ginocchia, sia il segno inequivocabile di una mancanza di disponibilità femminile e dunque, addio approccio romantico. Mentre il continuo frugare negli anfratti della pochette in cerca di chiavi, mentine e fazzoletti è un segno di forte disagio. Soltanto se la borsa è abbandonata sul sedile in auto, o posata negligentemente a ragionevole distanza dalla proprietaria, è possibile che le avance abbiano successo.” da un articolo de “La Stampa”

Per i posteri: sappiate che quando sono fuori a pranzo/cena/cinema la mia borsa è decisamente ovunque, una volta mi sono seduta al cinema e l’ho ritrovata due file più in là. Sappiate anche solo in macchina, quando guida qualcun’altro io me la tengo stretta, forse perchè così non mi attacco al sedile come un polipo aspettando di andarmi a schiantare. Nella mia borsa troverete di tutto: dall’aspirina all’ansiolitico, dalle mentine alle carte delle mentine, dalla postepay scarica che naviga senza sosta al portafoglio vecchio vecchio e sdrucito ma pur sempre Alviero Martini, dai fazzoletti, allombrello, allagenda (e la mia agenda è tuttaltro che piccola), a una lista della spesa fatta mesi fa, ai trucchi e gli inganni che mi dimentico di usare,  alle penne, alla carta per appuntare qualunque cosa, biglietti del treno, dellautous, abbonamenti scaduti e in corso di validità, una bottiglietta d’acqua…vado avanti?