la vigilia di natale

Il giorno più bello era la vigilia di Natale…cera sempre un carico di attese e di speranze (come il sabato del villaggio), soprattutto il pomeriggio aveva un sapore strano fatto di famiglia, una casa che per una volta diventava un nido, un albero illuminato e un presepe, i profumi della cucina, il freddo fuori dalla finestra. Mi mettevo a giocare con le pecorelle del presepe, avvicinavo sempre più i re magi e giocherellavo con gesù bambino perchè volevo metterlo nel presepio ma non ci poteva stare prima di mezzanotte e così ce lo mettevo ma facevo uscire Maria e Giuseppe dalla capanna, guardavo mia madre (che aveva lavorato solo al mattino) cucinare e io mi sentivo veramente in vacanza. Poi tornava mio padre dal lavoro, a volte con qualche scatolone regalato da qualche cliente e la cosa più bella al mondo era fare finta che quella scatola fosse una casa e non serviva aver seguito un corso intensivo di Mucciaccia. E stranamente tutti andavano d’accordo, forse si litigava su chi doveva mescolare il risotto ma niente più…i posti a tavola erano assegnati, tutto era come doveva essere: la nonna veniva a cena, la zia, lo zio e la bestiaccia. O noi andavamo da loro. Ma questa non era una novità, era solo un’occasione in più per farsi coccolare. La vigilia mi è sempre piaciuta, alla vigilia non si dovevano fare le telefonate di rito ai parenti lontani, alla vigilia si stava in famiglia, arriva babbo natale, si andava a letto tardi…

E poi un giorno questincanto si è rotto: mio padre è sparito dalla mia vita, io sono cresciuta, la bestiaccia è cresciuta, la nonna è venuta a mancare, la vita quotidiana ha preso il sopravvento. Ma ieri, per un attimo ho ritrovato quella gioia di un tempo: mentre aiutavo mia madre in cucina (stavo sgusciando dei gamberi) mia madre dice “Va be’, la trota salmonata…no, il salmone trotato…be, direi che è venuto bene”.  E ho cominciato a ridere e poi è venuta la zia, lo zio e la bestiaccia e, sebbene quella cena non avesse il sapore del Natale, era la nostra cena della viglia. Nessuno ha litigato, nessuno si è irritato, ci siamo scambiati qualche dono, ma soprattutto siamo stati insieme come un tempo.

Direi che non auguro buon Natale, ma di ritrovare il sapore di quando il Natale era un dono meraviglioso.

 

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Un pensiero su “la vigilia di natale

  1. ciao..sei riuscita a farci commuovere!!vorrei avere la tua capacita’ di scrivere cio’ che a volte sento dentro , ma credo che sia un dono ed e’ giusto che nn lo abbiano tutti…..dave71

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