altri tempi

Wolfgang torna a casa dopo un lungo periodo di assenza e ci racconta che è andato ad una festa e ha conosciuto molte ragazze e poi a conclusione fa: “una mi ha anche dato il suo contatto messenger”.

Quando ero giovane si iniziavano ad usare i cellulari…e si dava al massimo il numero di telefono di casa. Proprio altri tempi.

 

 

Annunci

l’incontro

Qualche post fa vi avevo parlato di lei: Giulia la stronza.
Oggi l’ho incontrata per pranzo e da ieri mi ero detta: sarò splendida splendente e soprattutto la farò morire d’invidia. Volevo a tutti i costi fare una bella figura, farle pesare per una volta che mi trovavo in una situazione migliore della sua, che avevo delle prospettive per una volta.
E invece ci ritroviamo a parlare e mi sono messa ad invidiare i contatti che aveva trovato a Roma e Milano, il progetto di ricerca che ha presentato per la Fondazione Agnelli, il fatto che si sia laureata prima di me, che il suo ragazzo non l’abbia lasciata durante l’erasmus (l’unico caso finora!), la tesi splendida che ha fatto, i buoni rapporti che ha con le colleghe di corso e con i prof più influenti.
Come al solito mi sono sentita invidiosa, incapace e con la sensazione di non aver fatto tutto quello che potevo per raggiungere degli obiettivi: potevo studiare di più, magari conciliare due stages, affrontare con più passione l’università, puntare di più sulla tesi…
E come al solito mi sono sentita una merda e non è giusto perchè so che quello che sto facendo, anche se è molto “provinciale” è meraviglioso e giusto per me.
Mi sono sentita una schifezza.
Avevo voglia di buttarmi in canale, non avevo neanche la forza di pensare male…o meglio dentro di me le ho augurato il solito fallimento totale.
Almeno è ingrassata.

 

 

un lunedì anomalo

Oggi (e per il momento…non è detto che lo sia per tutto l’orario) è una giornata di puro cazzeggio. Non ce ne siamo andati tutti perchè siamo in attesa che squilli il telefono, io aspetto che arrivi il postino giusto per salutarlo, il mio capo è andato in galleria a fare un giro, tutti navigano in internet in attesa di un miracolo…in effetti è sempre così dopo le inaugurazione ma se me lo fossi ricordata sarei arrivata in ufficio alle 10 e mi sarei stirata i capelli con la piastra…

 

 

io e i blog (2)

Dicevo in qualche post fa che leggo molti blog…a dire il vero mi affeziono proprio a chi li scrive e così ogni giorno controllo la mia lista preferiti per vedere se ci sono novità. Leggo quelli delle “mamme” forse perchè sento che nella mia vita non ci sarà necessariamente quell’esperienza, mi piace capire nel profondo ciò che leggo e così sono capitata in quello di tre donne: Roty, una ragazza e Mia. Una cosa ci accomuna: abbiamo aperto un blog come valvola di sfogo e una cosa chiamata dca (chi più chi meno). Mi piace perchè nonostante vite diverse sono (siamo) tutte donne molto forti e abbiamo un futuro che ci attende dietro quell’angolo lontano.

Altri blog? Cristian per il suo sense of humor e perchè vorrei capire veramente come tira a campare questo 21enne che ha scelto un template fenomenale, la profe che troppo spesso è prolissa ma che nella blogosfera è molto nota, e poi c’è so british che mi fa sbellicare dalle risate ma che leggo per imparare come comportarsi nella Gran Bretagna contemporanea e Chiara

 

 

futuro

Siamo in attesa che cominci la brutta inaugurazione dell’orribile mostra e stiamo ciacolando del più e del meno mentre la manovalanza si accapiglia perchè sono in ritardo con l’allestimento e mi consola che tutti i miei colleghi (o quasi) vogliano andare via e cercare fortuna all’estero. Mi dà forza che lo pensino loro rispettivamente a 29 e 35 anni, dopo aver maturato una notevole esperienza in Italia…forse il momento di spiccare il volo non è questo per me, forse è un bene che in quest’anno mi formi e poi cominci a cercare la mia fortuna.

 

 

un amico ritrovato

Lorenzo Cherubini è una parte di me: suo è il primo video che ho visto alla tv ancora prima che andasse a fare il militare, suo è il primo speciale musicale che ho visto sempre per televisione quando era a militare, suo il primo live che ho ascoltato e cantato a squarcia gola quell’intensa estate a Malta mentre le nostre vite erano a 200 metri di distanza (St. Julian è un paese piccolino!) concordando sul fatto che il gruppo di supporto era una tragedia. La mia vita è cresciuta con le sue canzoni, la mia mente ha seguito la svolta del pensiero quando da ragazzino scanzonato che voleva una moto è diventato un uomo. E stamattina con il mio ipod stavo andando a prendere il vaporetto e ho ascoltato “Fango” tratto dal nuovo album e ho capito che se anche lui non è propriamente il “mio cantante” (rimane e rimarrà sempre Freddy) siamo ancora sulla stessa lunghezza donda e lo invidio perchè lui è riuscito ad esprimere anche questa volta una parte di ciò che penso.
l’unico pericolo che sento veramente
è quello di non riuscire più a sentire niente
il profumo dei fiori lodore della città
il suono dei motorini il sapore della pizza
le lacrime di una mamma le idee di uno studente
gli incroci possibili in una piazza
di stare con le antenne alzate verso il cielo
(…)
la città un film straniero senza sottotitoli
una pentola che cuoce pezzi di dialoghi
come stai quanto costa che ore sono
che succede che si dice chi ci crede
e allora ci si vede
ci si sente soli dalla parte del bersaglio
e diventi un appestato quando fai uno sbaglio
un cartello di sei metri dice tutto è intorno a te
ma ti guardi intorno e invece non cè niente
un mondo vecchio che sta insieme solo grazie a quelli che
hanno ancora il coraggio di innamorarsi
e una musica che pompa sangue nelle vene
e che fa venire voglia di svegliarsi e di alzarsi
smettere di lamentarsi
che lunico pericolo che senti veramente
è quello di non riuscire più a sentire niente
di non riuscire più a sentire niente
il battito di un cuore dentro al petto
la passione che fa crescere un progetto
lappetito la sete levoluzione in atto
lenergia che si scatena in un contatto

E vorrei poter parlare anche degli altri testi, ma non ha senso…l’unica cosa che posso dire è: grazie per essere diventato l’uomo che sei.

 

 

allestendo

Lo so, si ripete ogni volta ed ogni volta mi lamento per poi essere incredibilmente felice…che succede? Niente, stiamo “coadiuvando” nell’allestimento e dato che ora da stagista sono passata al ruolo di “assistente organizzativa e curatoriale” ho ovviamente stuccato e dipinto una parete! Gioia e gaudio, capelli sporchi di pittura, mani incrostate e tante risate. Dio mio, è la parte preferita del mio lavoro.