Archivi del mese: marzo 2008

maledetti freudiani

Ho paura del vuoto. Questo si sa. Dunque dopo aver consultato mia madre, DDD e l’analista credo che lascerò il lavoro di guardiasala per dedicarmi all’avvenire. Quale sia l’avvenire questo resta un mistero e ovviamente mi angoscia. Il punto è che gli psicanalisti freudiani fanno risalire tutto al fattore sesso e quindi se sei una femmina al rapporto che avevi con tuo padre e viceversa. Per una sta cercando di eliminare il padre dalla sua mente non è una discussione facile…poi le racconto il mio incubo ricorrente da quando avevo 8 anni: il vuoto nero, uno spillo su cui ruota vorticosamente il cuscino. La psyco: “sogno interessante, a suo tempo lo spillo era sua madre e Lei (ndr Io) il cuscino” E io gaudente: “visto che non cè il padre!” E la psyco: “Il padre è fuori campo ma c’è sempre”. E che due palle, dico io ora. Andando avanti…Lei: “avevi qualche paura da bambina?” E Io: “sì, che un granchio risalisse dallo scarico del water e mi mordesse con una chela.” E Lei ha ricondotto tutto al sesso, oggi ha visto tutto in chiave di sesso e di rapporti morbosi di genitorialità che devo riprendere in mano, perchè sono completamente sfasata, perchè ho paura del vuoto, perchè non condivido e non ho un’apertura allo’spitalità dell’estraneo. E anche questa seduta se ne è andata.


inquietudine

Ho dormito poco e pazienza.
Mi sono sbronzata e pazienza.
Mi sono laureata e pazienza.
Ho un ragazzo e non so cosa provo per lui, non so cosa voglio da lui e so che mi sento in colpa perché non sono abbastanza coinvolta, a dire il vero è come avere un cuore di pietra: non sentire e fingere di partecipare. Lui sta facendo ruotare la sua vita attorno alla mia e questo mi fa paura. Lui prova delle cose per me, lui vede qualcosa in me. Ha detto che la cosa che più gli darebbe fastidio è che io avessi un altro e proprio in questo istante sto pensando di scrivere un sms al tizio che si è rifatto vivo dopo che mi aveva bidonato.
L’idea di andare in terapia oggi mi fa male perché so di cosa dovremmo parlare.
Non riesco a sentirmi serena.
Ho come l’idea che ci sia qualcosa di incompiuto.
Ho come la sensazione che l’inizio di questa nuova vita non mi veda pronta.
Ho paura di sentire un vuoto, ho paura del vuoto.
Avevo deciso di lasciare il secondo lavoro, ma mi sa che me lo tengo…magari lo metto in stanby, ma non voglio avere troppo tempo libero per pensare.
Ho voglia di piangere.

 


7+

Ebbene…prima notte insieme al tatuatore. Voto complessivo: 7+

Abbiamo deciso di andare in un albergo, anche perchè con 4 inquilini e un gatto e un letto singolo scassato, e la scelta…sì, è andata ma la camera era proprio piccina. Dettagli? Mah, è cominciata con un po’ di imbarazzo ed è proseguita tutta la notte sperimentando. Alcuni numeri giusto per intenderci: 4 ore di sonno, 11 “prestazioni ufficiali” di cui…va be, dai, niente dettagli (solo ai più intimi), 2 orgasmi quasi decenti e per tutti gli altri mi sono ispirata a Meg Ryan in “Harry ti presento Sally”. Pensiero negativo: è piccino (voto 3 1/2). Pensiero positivo: compensa in modo eccezionale con il sesso orale (10 e lode)…va be, vado al lavoro anche se volevo darmi per morta oggi.

 


la laurea

Ebbene mi sono laureata con un misero 103, una corona d’alloro fatta fare allultimo momento e con presenti mamma, zia (in lacrime almeno lei), zio, bestiaccia, un’amica di vecchia data e una persona di casa che si è autoinvitata e che ad un certo punto avrei voluto uccidere. Comè andata? Quando mi sono liberata dei parenti improvvisamente l’ansia è svanita, mi sono resa conto che l’unica cosa che potevo fare era chiacchierare con conoscenti mentre aspettavo di entrare e far finta di essere cortese. E venuta pure Giulia la stronza (non per me ovviamente), ho parlato, camminato sui tacchi e ritoccato il trucco più e più volte. La discussione è andata bene, hanno detto che ero sciolta, ma in fondo non poteva essere diversamente visto che parlavo del mio attuale lavoro. La proclamazione in aula magna è stata assurda: inno “gaudemus” dellUniversità, i prof in toga, io che ho rischitato di rotolare giù dalle scale, mia zia che ha pianto come una fontana, io che capivo ma che mi sentivo un’emerita imbecille a stare davanti alla commissione in piedi non sapendo che fare mentre leggevano la pappardella “per i poteri conferitimi…bla bla…bla…la dichiaro dottore magistrale bla bla bla…” Dopo di che sono scesa dai tacchi e sono tornata alla realtà oltre che a Venezia. Gaudemus, qui si chiude il tag “viva la tesi” e “università”.


monogamia o ripicca?

Ricordate il tizio che mi aveva dato buca via sms? Si è rifatto vivo dicendomi se vuoi ci vediamo. Ho cancellato il suo messaggio con un filo di disprezzo, ma non so se l’ho fatto perchè mi sento offesa dal suo comportamento o perchè sono fondamentalmente monogama.

 


e il giorno fu

Ebbene tra circa due ore mi laureo e sto al pc per non stare con lansia e con quella di mia madre. Ci sarà qualcosa di profetico nel fatto che la terapista mi voglia  vedere domani? Concentriamoci su ciò chè importante: non piove, il vestito mi sta benissimo, i capelli sono in ordine, devo solo ritoccare il trucco e concentrarmi per non cadere dalle scale con i tacchi. Mi spiace che non ci siano i miei amici qui, ma domani in fondo è la mia festa, lontana da questo schifo di città, lontana per sempre da Bologna. Sinceramente ho una piccola paura: il vuoto di memoria. Ma la tesi l’ho scritta io, sarò lultima della lista a discuterla e quindi nessuno mi ascolterà, per fortuna ho le mie slides e tanto EN in borsa. Unaltra cosa che mi fa paura è che non sto provando alcun tipo di sentimento: nè positivo nè negativo. Ricordo lemozione della prima laurea a Venezia, l’amore che ci avevo messo in ogni singolo dettaglio e invece oggi è come se dovessi andare a farmi una ceretta: si deve, ma non è piacevole. Se poi penso che da domani la vita universitaria sarà parte del mio passato mi sento triste perchè non mi sento pronta ad essere grande, non voglio essere grande…Ora vado a far finta che me ne importi qualcosa dei fiori e del colore del mio rossetto. Ho visto l’emozione e l’orgoglio negli occhi di mia madre e questo forse è quello che volevo…niente di più e niente di meno.

 


Sono senza voce, forse ho la febbre, mi viene da vomitare, ho sonno…domani mi laureo…e piove e io voglio il sole! e la terapista mi fa: va be, ci vediamo anche sabato. Cosa?!?!? Sabato? Va be, pazienza, sono rassegnata, non ho neanche la forza di alzarmi dalla sedia.