la laurea

Ebbene mi sono laureata con un misero 103, una corona d’alloro fatta fare allultimo momento e con presenti mamma, zia (in lacrime almeno lei), zio, bestiaccia, un’amica di vecchia data e una persona di casa che si è autoinvitata e che ad un certo punto avrei voluto uccidere. Comè andata? Quando mi sono liberata dei parenti improvvisamente l’ansia è svanita, mi sono resa conto che l’unica cosa che potevo fare era chiacchierare con conoscenti mentre aspettavo di entrare e far finta di essere cortese. E venuta pure Giulia la stronza (non per me ovviamente), ho parlato, camminato sui tacchi e ritoccato il trucco più e più volte. La discussione è andata bene, hanno detto che ero sciolta, ma in fondo non poteva essere diversamente visto che parlavo del mio attuale lavoro. La proclamazione in aula magna è stata assurda: inno “gaudemus” dellUniversità, i prof in toga, io che ho rischitato di rotolare giù dalle scale, mia zia che ha pianto come una fontana, io che capivo ma che mi sentivo un’emerita imbecille a stare davanti alla commissione in piedi non sapendo che fare mentre leggevano la pappardella “per i poteri conferitimi…bla bla…bla…la dichiaro dottore magistrale bla bla bla…” Dopo di che sono scesa dai tacchi e sono tornata alla realtà oltre che a Venezia. Gaudemus, qui si chiude il tag “viva la tesi” e “università”.

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