Archivi del mese: maggio 2008

il must

Oggi ho imparato una cosa importante da questo breve dialogo fatto mentre si cercava di avere il numero esatto di invitati alla cena di inaugurazione.
curatore: c’è il signor x,ha una persona…è con la sua studentessa. Poi viene l’artista Y…con la sua tesista/laureanda…e c’è anche il professor Z…con la sua studentessa…sai quella biondina.
Oggi ho imparato che le amanti vanno chiamate studentesse, danno una vaga parvenza di legalità e quando cominciano ad avere una connotazione fisica come “la biondina” o qualunque altra cosa vuol dire che la relazione è duratura, ufficiale e stabile al di là di quello che pensano le mogli legittime. E io non mi dimentico che quel marpione del professore di arte moderna che i miei amici hanno soprannominato “Babbo Natale” ha sposato una sua ex studentessa!

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do ut des

Non mi piace tanto come concetto applicato alla coppia, non dopo che il tatuatore ha cominciato a chiedermi scusa per la sparata dell’altro giorno e a raccontarmi quello che i suoi amici ritengono essere l’analisi più corretta (lui è un coglione – e su questo concordo – e io sono una patologica indecisa che deve riprendersi da un periodo difficile ma che lo ama pazzamente – e qui sono in disaccordo). Ad un certo punto gli ho detto: “ti prego, stai zitto, baciami e infila le mani da qualche parte”. Dato che non ha smesso di parlare io ho spento il cervello e ho cominciato a canticchiare mentalmente, motivo per cui ero più entusiasta ad agosto scorso quando ho ridipinto casa. Domanda fatidica: “adesso fai te?!?”. Oh, come odio il do ut des. è decisamente meglio quando IO sono al centro del mondo.

 


oh cielo!

Prima riunione al lavoro con un capitano belloccio del nucleo tutela dei beni culturali dei Carabinieri con fede al dito. L’omino ci illustra il suo progetto di mostra, io sono rapita dalle sue bellissime mani, sarebbe perfetto se non avesse fatto un corso di public speaking, ma mi piace perchè è colto, ha poco laccento romano e parla darte. Io rimango impassibile e professionale durante tutta la riunione.
Ad un certo punto fa: “il Ministro Bondi ha deciso di creare lui stesso lo slogan delle giornate del patrimonio.”
Io sbotto in un “Oddio!” visto che “Bondi”+”ministro”+”creare” non possono essere nella stessa frase.
Mi guarda un po’ perplesso, ma come tutti i galantuomini la butta sull’ironico sbeffeggiando il “ministro poeta”. Ma stiamo scherzando? Bondi che scrive? Bondi ministro? Vi prego, ditemi che è solo un incubo…

 


sfarfallando

Venezia è una città che riesce a darmi sempre serenità e gioia. E’ inutile, quando io arrivo qui dimentico le mie tristezze e sorrido, è una città che mi fa star bene. Oggi sono tornata per una breve visita e così sono passata a San Marco a vedere come procede l’allestimento e a salutare il capo curatore (tanto sciupato povero cocco), all’imbarcadero di Vallaresso ho trovato il curatore nuovi media (lavorare duramente lo ha messo decisamente in forma…sembrava veramente in forma e attraente), poi sono passata in ufficio a salutare l’ufficio stampa e la stagista e poi a fare la prima commissione: acquistare un pezzo della divisa da UCB a Rialto. Inutile: ho fatto spese anche per me da Golden Point… E ora sono in ufficio a fare le prime telefonate…avrei voglia di piangere dall’emozione e dalla felicità.

 


che noia

Ho bisogno di ricominciare a lavorare al più presto, non ce la faccio più a stare a casa a fare niente e a far sì che il mio unico problema sia continuare a rispondere ai pressanti sms de tatuatore. Almeno standomene in ufficio posso dire di avere da fare, anche se tutti saranno in ferie. A questo punto mi chiedo se e quanto il gioco vale la candela: urge un chiarimento con il cozzaro…o mi lascia più in pace o lo scarico e me ne cerco un altro. Nel frattempo ricomincerò il secondo lavoro anche se mi ero detta che l’avrei mollato per darmi più tempo per vivere, ma che userò come scusa per non usare il cellulare. Ho bisogno di stare a contatto con persone al di là della porta di casa, di preoccuparmi di altre cose, dell’affitto da pagare, dell’iscrizione in palestra, di far tornare i conti, di rivedere i miei coinquilini. Avevo pensato di andare in ferie un paio di settimane, poi mi sono detta che di assenze ne ho fatte abbastanza e che la mia stanza a Venezia l’ho abbandonata per troppo tempo. C’è una massima che dice “dormirai quando sarai morta”, io invece la riciclo con “andrai in Egitto quando sarai disoccupata” e in effetti la disoccupazione è alle porte! Il ritorno alla normalità prevede anche un simpatico incontro con la mia terapista domani…temo di andarci perché è una delle cose che ho fatto il giorno prima di stare male, di sprecare il mio tempo concentrandomi su argomenti inutili come il tatuatore, dall’altro ho bisogno di elaborare una specie di lutto, di parlare a cuore aperto e di piangere senza fare lo sforzo di aver superato la faccenda.

 


io certa gente non la capisco

Aggiornamento notturno,giusto per fare mente locale e sentire pareri esterni (oltre al fatto che concordiamo su quanto il tatuatore sia un idiota). Mi manda un sms in cui si lamenta perchè non rispondo e non gli do la buona notte. A mezzanotte, dopo una serata passata con mia madre in preda ad una nausea atroce e a vomito continuo (ho ancora lansia visto che la mia “cosa” è cominciata così) gli rispondo che non avevo il telefono a portata di mano e che non è parte di me. Lui risponde con frasi di circostanza e poi dopo un mio “sorvoliamo” molto sintetico arriva un sms che dice: “Di tua mamma bastava che me lo dicevi. Non mi sembra di essere uno non comprensivo. Va bhe, lasciamo stare probabilmente mi son io rinco”. Gli rispondo che lui non è stato una mia priorità finche mia mamma stava male e che se vuole la prossima volta faccio finta di dormire. Lui risponde: “Beh, ritieniti libera per giovedì sera. Mi sento preso per il culo”. E poi un altro sms in cui lui non si sente considerato da me.
Mi sfugge una cosa: mi ha scaricata?
E io, dopo avergli instillato un po di senso di colpa, devo rispondergli? Quasi quasi aspetto che si faccia vivo lui, in fondo è questione di tattica come insegnano tutte le donne da Eva in poi. E poi non capisco perchè mi devo preoccupare di certe ca****e….
Ah exLNS2, io giovedì vengo con o senza di lui!

 


mi fa male leggere

Ho sempre letto tanto, ma ultimamente ho la tendenza a leggere schifezze e proprio non riesco a concentrarmi su testi impegnati…al massimo mi butto sull’ultimo libro di Daniel Pennac, ma lo faccio più per il legame che ho instaurato con Malaussene in questi anni che per il vero e proprio interesse sulla vita del professor Pennacchioni. E poi ho letto “Le’leganza del riccio”, ultimo best seller francese, solo perchè prima ero incappata in un orrendo Ongaro e di cose brutte ne avevo già abbastanza intorno visto che ero in ospedale. Ora sto leggendo un libello sulla falsariga di “Sex and the city”, di Catherine Townsend “Io non dormo da sola- reportage da sotto le lenzuola”. Dalla quarta di copertina: ci sono tanti modi per conoscere una città, gli uomini, se stesse, il mondo. Catherine ha scelto il sesso. Sfacciato, spiritoso, pieno di dritte.”
Ribadisco, mi fa male leggere queste cose (come mi ha fatto male vedere i film con Scamarcio per alleggerire) e questi moderni libelli erotici (niente a che vedere con quei testi storici come “Il delta di Venere” o “Chiamami Venerdì”) mi fruttano tantissimi effetti collaterali. Uno su tutti: mandare sms erotici e compromettenti al tatuatore che non li capisce e mi risponde come se fosse un cucciolo abbandonato sul ciglio dellautostrada.
Per chi desidera approfondire l’argomento ho ancora in memoria alcuni degli sms spediti…