Archivi del mese: luglio 2008

giornata di merda

  1. Mi hanno decurtato lo stipendio A) perchè sono stata in malattia B) perchè il mio rendimento non è come se lo aspettavano
  2. a dicembre al 99% non mi rinnovano il contratto (ma non temere, qualcosa troveremo per te…disse il direttore)
  3. mi ritengono poco autonoma, ma loro non mi consentono di avere aree di autonomia
  4. …sono stanca e voglio andare a casa a dormire e non pensarci per un pezzo. Ah, e chi dobbiamo ringraziare per tutto questo? L’ufficio stampa, ovviamente.

 

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metti una notte in balcone

Eravamo tutti e quattro in pigiama, o meglio Architettando era in mutande, e siamo stati seduti in balcone dalle 23 a parlare del più e del meno, a fumare, a ridere, a ricordare e per la prima volta la Ceca ha imbroccato, dopo 9 mesi di permanenza in Italia, il giusto accento di “zaino”. E stato bello sparlare dei vicini, di noi, degli ex inquilini, di quel che sarà…e ad un certo punto Architettando ha proposto di andare in spiaggia, ma il nostro entusiasmo è stato sopraffatto dal dovere “devo andare a lavorare”, “devo fare le valigie”…peccato.

 


confusione

“questo lo tengo fuori per la cena” e va bene, “questo lo tengo per il dopo cena” ma non va bene, se sono sbronza mi mettono a letto come capita, se facciamo sesso mi ritrovo senza niente addosso, “queste tre tute e relative 6 t-shirt le tengo per il trasloco” sì, neanche fosse una sfilata di moda, “questo lo tengo per andare a lavorare nel caso mi faccia la ceretta stanotte o domani mattina, mentre questo se non mi faccio la ceretta” non ha senso decisamente. E l’armadio è ancora pieno e i cassetti tra calzini spaiati e mutande che una volta avevano un colore e un reggiseno abbinato. Odio mettere in ordine e odio traslocare.

 


limbo

In attesa del trasloco, in attesa della cena d’addio alla Ceca e della cena d’addio a me venerdì, in attesa di comprare un piccolo scaffale, in attesa di passare 3 giorni (ma dico 3…oltre 72 ore) con il tatuatore, in attesa che l’attesa finisca, in attesa di sapere se mi devo cercare un altro lavoro…mi sento in un limbo. La felicità degli stolti probabilmente.

 


non va poi così male

La concentrazione è spesso zero, però cerco di divertirmi in quel che faccio e così mi sono ritrovata a prendere le misure delle sale espositive con metro, spago e matita e quasi sorridevo. Era tanto che non mi succedeva, forse la gioia dei piccoli lavori sta tornando, forse l’idea che quell’odiosa di Mara se ne vada due settimane in ferie mi tranquillizza e mi riprendo il mio spazio.

Io resto in attesa ma sono fiduciosa, non c’è niente da temere.

Oggi ho incontrato l’architetto e il costruttore e casina casetta sembra sempre una meta più vicina, per settembre dovremmo avere tutte le carte in mano. Sono cambiate alcune cose, alcune stanze spostate, ma non la gioia che può sprigionare quel luogo, ha le pareti che trasudano positività e luce. Non so dire perchè, ma mi sembra di amare già quel posto, lo vedo già mio, già con me dentro. E non mi importa se piangerò o sarò felice, sarò nella città che amo.


l’ansia è mia compagna

Sto vivendo in un limbo dansia, non riesco a scrivere…ho talmente tanti film nella mia testa che qui posso riassumere in A)  oppure B)  i miei sentimenti più forti. Andrà tutto bene, lo so, ma è comunque super stressante.

 


amo la mia analista

Io: posso venire la settimana prossima?
Analista: no, perché?
Io: devo fare il trasloco
Analista: giovedì o venerdì?
Io: venerdì
Analista: venerdì alle 14
 
Non riuscirò mai a mollarla.