il fantasma dei natali passati

Dopo un pomeriggio in spiaggia tutti imbaccucati, dopo tante coccole e chiacchiere lo stavo portando lemme lemme verso il suo autobus e, come al solito, stavamo chiacchierando del senso di una relazione stabile, di esteriorità ed interiorità, di familiari che si preoccupano e ad un certo punto al Ponte delle Guglie mi dice “ricordati che mi stavo per sposare”. Fosse crollato il ponte mi sarei sentita meno persa. Finora Alice era stata un’entità su cui disquisire, era colei che mi aveva fatto passare giorni assurdi con un tatuatore geloso, ossessivo, troppo presente nella mia vita e che non mi presenta i suoi amici e familiari solo perchè lei, otto giorni prima del matrimonio, si era fatta beccare a fare sesso “nel letto coniugale” con uno dei migliori amici del tatuatore. E improvvisamente ho visto Alice come una donna e non più solo come un nome e non è servito ricordare a me stessa che solo un’idiota si sposa per soldi&amore a 21 anni (lei) e 25 (lui).

 

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