casina casetta

Un post dedicato a lei: la mia nuova casa.

Oh, mia piccola casina, i miei primi 48 metri quadrati ancora da vedere, ancora non calpestabili perchè non hai un vero pavimento. Potrei dormire e vedere il cielo, le stelle, la luna…non hai ancora un tetto e neppure gli infissi e neanche il bagno, però hanno già costruito gli scarichi. Ti guardo e ti vedo come sarai tra qualche mese: bellissima, accogliente, luminosa. Non hai ancora la porta dingresso, potrei venire a disegnarla con un gessetto, però so bene dove sarà la camera da letto, non sei ancora indipendente ma ancora unita all’altro appartemento confinante, ma tra poco avrai le tue belle mura. Non esisti ma io ti vedo, non esisti ma da oggi pomerigio sei mia.

 

il tatuatore

Il tatuatore temporaneamente cambia lavoro e farà l’imbianchino. Ieri mi fa: “però sarà sabato e domenica. Però il sabato sera prendo la motonave e vengo a dormire da te e poi torno a lavorare e poi torno a dormire.” E io: “beh, vieni direttamente la domenica.” Sta diventando un ex tatuatore-imbianchino-tendenzialmente stanziale che finalmente ha deciso di ricominciare a lavorare e a guadagnare e già fa castelli in aria (andiamo in ferie!) e si fa trascinare da un impazzamento ormonale e io mi preoccupo di fargli tornare la voglia del suo primo amore artistico: il tatuaggio. E sui tatuaggi ci sarà da dire, ma diamo tempo al tempo.

 

campagna sociale

Sono capitata in un blog carinissimo, me lo sono letto quasi tutto e stasera appoggio questa campagna: per il benessere delle mie colleghe d’ufficio, delle coinquiline squinternate, della amiche in crisi, delle guardiasala paranoiche, degli uffici stampa sfibrati…e ovviamente per il mio. (Mi scusi l’impertinenza, prof!)

delirando

Sabato, domenica, lunedì mattina si trasloca da una stanza all’altra, mentre Diana la squinternata cambia casa e ci liberiamo di tutte le sue boccettine di roba omeopatica (ci metterà una settimana, lo so, ma poi sarà la quiete). Bisogna rendere noto che trasloco da me fa rima con sesso. Quindi, sì, sono stanca di spostare mobili, ma sono anche parecchio impaziente di provare il nuovo lettone matrimoniale. Anche se sempro più la brava lavanderina che sta programmando le pulizie generali in casa che una fanciulla disinibita.

 

da un post di mvo…già che ci sono continuo

Ogni tanto si parla di figli con il tatuatore, per sognare, per tirarsi su di morale quando la vita fa proprio schifo, quando ci si chiede se la vita valga, per non parlare sempre di computer. E parliamo di una in particolare: Emma.

Dalla mamma prenderà: i capelli, gli occhi, le mani, lintelligenza (e scusate se è  poco), il buon senso, la vocazione alla pazienza e all’attesa, la voglia di studiare. Dal papà: il naso (prima che se lo rompesse), le labbra, la bontà, la capacità pratica di arrangiarsi, la voglia di viaggiare, l’indipendenza, l’estro creativo, la calma interiore. Per il fisico chiediamo un’intercessione o che prenda da quell’unico parente magro che deve pur esistere (ah, la futura zia!) E se poi il miscuglio non viene così? Se si rivela esattamente l’opposto? Mia madre dice sempre: un figlio è la giusta punzione per i genitori. Il terrore credo sia condiviso. All’inizio diceva: “quando sarai pronta”, poi “quando te la sentirai”, poi “quando ce la sentiremo”, poi “quando arriverà”. Ora, sinceramente, sono felice di fare chiacchiere senza fondamento, di sognare e di risvegliarmi come se niente fosse accaduto, di essere io e lui e basta, di potermi concentrare sul lavoro, ma di provare quel misto di paura/speranza quando interrompo la pillola e il ciclo si fa attendere…e poi arriva e tiro un sospiro di sollievo. Si continua a sognare e credo di avergli fatto paura l’ultima volta che ha dormita da me due libri: i cibi che aiutano la fertilità e guida al concepimento sicuro. La provocazione/terrore ha funzionato!

 

puzzle

Le cose si stanno risolvendo, in fondo è come fare un puzzle: Diana, la coinquilina paranoide, ha finalmente deciso di andarsene e lascerà casa libera questo fine settimana, io mi sono trovata due pacifici urbanisti che entreranno tra domenica e lunedì, ho posticipato il pagamento della’ffitto di un paio di giorni, mi sono presa mezza mattina di ferie lunedì, il lavoro è abbastanza tranquillo in attesa del delirio della settimana prossima. Sono stanca, questo è vero, ma piano piano faccio tutto e incastro le cose che non hanno senso, l’unica cosa che non riesco ad incastrare è il tempo per me stessa e per la mia famiglia e mi sta pesando (poi so che a dicembre sclererò e vorrò tornare a Venezia). Ieri il tatuatore non troppo pacificamente mi ha “accusato” di voler stare sola sabato: voglio solo spostare i miei mobili, vedere il mio padrone di casa e i miei due nuovi coinquilini…non mi sembra di chiedere la luna, non quando ho un ciclo assurdo ed eterno e l’unica cosa che mi interessa fare è dormire e piangere.