Archivi del mese: novembre 2008

stati

Non sto bene: continuo ad avere febbre, un principio di bronchite, freddo, mal di testa. Tutte cose lievi e fastidiose che durano da settimane, forse dipende dal troppo lavoro e dalla pioggia, forse dall’influenza, ma continuo a pensare che niente è casuale dopo la batosta di questa primavera. E vivo con la paura.

 


banco informatico

Il Banco informatico, tecnologico e biomedico è una delle associazioni non profit che si occupano di raccogliere computer, stampanti e cellulari usati, verificarne il funzionamento e destinarli ad associazioni e onlus italiane e del terzo mondo che ne fanno richiesta. Per rendere disponibili all’associazione i computer usati si può consultare il sito http://www.bancoinformatico.com/dotnetnuke/tabid/36/default.aspx

 


punti di vista

Gli specchi non mi piacciono.
Non mi piace guardarmi allo specchio.
Avere una camera con tanti specchi a volte non è poi così male.
Soprattutto se non porti le lenti a contatto.

 


parole fuori luogo (2)

Dire alla tua fidanzata dopo aver fatto l’amore “ma quante schifezze hai mangiato questa settimana? Hai un brufolo sulla schiena.” E poi portarle un elettrostimolatore (non funzionante) accasando la scusa del “ma me lo avevi chiesto” (ndr 3 mesi fa)

 


e una è fatta

Che ho fatto ieri (sabato)? Evento eventone in quel di Venezia, curato dalla Fondazione per cui lavoro…
ore 8.30 parrucchiera e appena esco alle 9 per fiondarmi in ufficio diluvio universale sopra la mia testa
9.10-10.30 ultima parte dell’allestimento con dei cavalletti da scultore recuperati in fretta e furia al deposito DHL
10.40-14.50 conferenza stampa al Teatro: si erano persi le cartelle stampa, gli stagisti in crisi, una pioggia da far paura, giornalisti in ritardo, sindaco e direttore desaparecidos. Io a gestire l’arrivo dei taxi…ne vogliamo parlare? Pioggia, uno scarico di materiali di scena per la porta dacqua*, collezionisti e giornalisti che non volevano andare a piedi, gli stagisti e i vigili del fuoco che non mi davano una mano e vecchiotti collezionisti che rischiavano di rompersi il collo salendo sul taxi.
15.10-16.40 prewiew della mostra per la stampa (sono andata al bar a prendere tramezzini per lo staff, eravamo morti)
17.10 si smagliano le calze
17.40 cambio con abito da sera, calze nuove (100 den), sacchetto con scarpe e ai piedi stivali da pioggia/acqua alta
18.20 arrivo a teatro
18.40 metà degli ospiti ha dimenticato il biglietto del teatro in albergo, spesso confondendolo con l’invito per la cena…per circa 20 minuti ho rischiato di non vedere l’opera (in prima nazionale) e forse sarebbe stato meglio
20.10 a metà dello spettacolo esco dal teatro, vado a cercare la porta d’acqua, chiamo i taxi e mi dicono che non si può fare…la marea è troppo alta. Con il curatore nuovi media corro al ristorante/albergo, lascio gli altri a gestire la salita sui taxi a rialto
20.30 sono in albergo…un turista tedesco è appena morto…stanno aspettando il recupero della salma.
20.50 lartista ha invitato anche tutti i musicanti e non ci sono abbastanza posti a cena anche perchè alcuni si sono portati tutta la famiglia (8 bambini urlanti, moglie e cognata). Proviamo a far entrare tutti.
21.50 mi siedo nella hall esausta dopo aver fatto sedere tutti e penso se andare a prendermi una pizza o farmi un piatto di pasta a casa. Arriva l’Ufficio Stampa in uno slancio di bontà…c’è un posticino anche per me.
23.50 la moglie di un consigliere si sente male…
02.10 a nanna
e sono sopravvissuta e oggi muoio a letto.
Domani si replica.

 


(a volte) vorrei essere come lei

Amo il mio capo. E una donna straordinaria: colta, impegnata, passionale, ha amato e ha sofferto per amore, ha lottato, sa scendere a compromessi e sa imporsi, insegna, dirige, crea. Nel mondo dell’arte o la ami o la odi, ma in entrambi i casi sai chi è e la ammiri. Lavorare con lei è fantastico: non si tira indietro se deve dipingere una parete o se deve salire su una scala a spegnere delle apparecchiature, se deve scrivere una lettera o darti una spalla su cui piangere…stasera sono stata a casa sua…che luogo così simile a lei: bianco, perfetto eppure con quel qualcosa che lo contraddistingue…

 


caro vecchio amico

Caro vecchio amico che ogni tanto torni a farti vivo. Io cerco di dormire e tu alle mie spalle mi fai venire i peggiori pensieri di questo mondo, temo che tutto vada a rotoli e mi fai alzare con un mal di pancia atroce e una nausea infinita che non accenna a passare. E tengo a bada questo amico con “cose chimiche” ma proprio non mi va. Lunedì sarà un’altra vita.