la storia della buona notte del gatto veneziano con gli stivali (1 parte)

C’era una volta un micino peloso e carino, tutto rosso, un po’ giallino, con qualche chiazza nera che viveva a sant’Elena.

Il micio era sempre andato a caccia di marisandoe e maregoe ed era un gatto curiosane e goloso.

Un giorno il micio decise di andare a passeggio e si perse per Venezia e arrivò in quel di Rialto.

Mentre vagava incontrò un ratto pura razza rialto.

Grande, grigio, coda lunga, baffoni.

Appena il grande topone vide il micio si mise su due zampe e digrignò i denti.

“Ma chi sei tu. Che strano gatto che sei”

“Io sono un topooooo. Frrrrrrrrrrr”

Il gattino era perplesso.

“Io mi mangio i gatti”

Il gattino prese paura.

Il topone cominciò ad avvicinarsi e il gatto fece dietro front e cominciò a correre, ma tutti i suoi 12 kg di ciccia e pelo lo fecero desistere dopo poche centinaia di metri.

La grossa pantegana era ancora dientro di lui e si stava avvicinando…

Il gatto si infilò in un ristorante.

Il padrone appena vide il micio sorrise.

“Ma cosa ci fai qui bel micione?” e cominciò ad accarezzarlo. Intano il felino si guardava intorno e quatto quatto entrò anche la pantegana ma il ristoratore appena la vide, prima che i clienti cominciassero a strillare lo cacciò a colpi di scopa.

 

“Ti aspetto fuori! frrrrrrr” disse il panteganone.

 

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mi regalo…

…una maschera energizzante
…poltrire a letto con le lenzuola pulite
…una ceretta fai da me
…silenzio (anche se i vicini hanno la musica a palla e in lontanza si sente la regata)
So che non è molto, ma è il massimo che mi posso permettere per oggi per non morire di stanchezza domani. Poi avrei voglia di piangere, quindi mi sa che mi concederò anche questo tra non molto.

 

 

riflessioni

Con il tatuatore non è un bel periodo: io sono molto stanca, concentrata sul lavoro, ogni mia energia è già dosata per riuscire ad arrivare a sera, non riesco a scherzare, faccio fatica a dormire, non riesco a pensare ad altre cose perchè mi ruberebbero energie necessarie. Lui non lo capisce, lui non accetta (ma forse è il termine sbagliato, non mi vuole casalinga) che io lavori più del normale in questo periodo, che non abbia sabati e domeniche libere, che finisca alle 22 o a mezzanotte. A dire il vero nessuno capisce cosa voglia dire il mio lavoro, che in fondo si viene ripagati dal quel nomino sul colophon, dal vedere riuscito levento nonostante tutto, dal sorridere per non pensare al male ai piedi, dallincontrare persone incredibili nonostante tutto. Comunque, litighiamo, ci punzecchiamo, li cerca di far sentire in colpa perchè per lui non ho tempo. Poi se ne verrà fuori con le vacanze e tanto sappiamo molto bene che non riusciamo ad organizzarle, poi sta già cominciando a dire che sarò isterica per il trasloco e che il secondo lavoro sarà distrutivo per me. Io non so più che fare. Razionalmente sto sul serio pensando di dirgli addio, sentimentalmente no. Ma forse con un po di sano egoismo dovrei riprendermi i miei spazi e i miei tempi.

 

 

l’incontro del giorno

Ansia. Arriva la Signora Distruggi Scarafaggi con il suo corteo: da un anno a questa parte ha una nuova guardia del corpo. Ma noi fanciulle, dopo i saluti rituali, puntiamo un dettaglio: non è lei che è vecchia, che ride come un’ebete o che è altro. No, noi guardiamo la fidanzata 19enne modella del figlio. Magra, bella, una pelle splendida, un po volgarotta (durante la breve riunione ha cominciato davanti a tutti a limonare con il figlio degli scarafaggi e a palpeggiarl) e…come abbiamo detto in simultanea io e stagista raccomandata: una bocca da pom***o. A tutto in fondo c’è un perchè!

 

 

dite quello che volete ma lei è un genio

20090423-1894-Rebecca Horn Portrait

Una delle installazioni consiste in una delle sue macchine molto semplici che oscillano: un martello batte, muove una sbarra alla cui estremità cè un fallo dorato che ritmicamente entra in una conchiglia sospesa.
(Per ovvi motivi ora non posso postare la foto)
Ho visto l’opera nel silenzio della galleria, in mezzo alla polvere, da sola, tic toc tic toc tic toc.
Sarei rimasta lì per sempre.
Poi sono tornata alla realtà.

E lei sarà anche un genio ma è pure un pochino antipatica (e la tinta carota era da rifare…le ho visto la ricrescita)

giornate

…calde
…intense
…pregne
…spossanti
…belle
…soddisfacenti
…curiose
…strambe
…esistenti perché io esisto
…che preannunciano grandi disastri e grandi paranoie.