Archivi del mese: luglio 2009

così non va

Non mi merito un (altro) esaurimento nervoso.
Non per delle stupidissime piastrelle.
Oggi, mentre rimuginavo sullo stronzo piastrellista e venivo redarguita dalla costruttrice mi è venuto un ameno attacco di ansia e ho cominciato a piangere, quel pianto che ti toglie il respiro, che ti fa venire mal di testa, che ti opprime.
E no, non va bene.
Sono già stata male abbastanza nella mia vita per cose di ben altra importanza.
Lavoro da anni su me stessa perchè questi episodi non accadano più e infatti mi sono data una scossa e mi sono ripigliata.
Io ho in mano la mia vita.
Poi dopo aver annullatto per lennesima volta linstallazione della doccia, torno a casa e trovo fuori dalla porta il piastrellista che comincia con "non dovevi dire al mio capo che lavoro male, che ti tratto male…" e abbiamo cominciato a litigare. Nel mentre è arrivato larchitetto a mediare. Sembrava un matrimonialista.
Stranamente ora le piastrelle sono stuccate.
Ho richiamato lidraulico.
Verrà lunedì.
Forse questa storia si sta concludendo.

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il piastrellista (4)

Mi stavo lavando nel catino alle 15.20.
Avevamo appuntamento alle 16.15
Mi vesto in un lampo
“io il lavoro non lo faccio” ancora, per la terza volta in 4 giorni. Dice che non gli va bene il lavoro che ha fatto lidraulico, che non intende chiamarlo e che se ne va.
Io lo insulto, dico che è paradossale il suo comportamento e che questa casa lho pagata e se lui ha le paturnie non è un mio protblema.
Chiamo lidraulico e glielo passo al telefono.
Mi dice “se si rompe tubo non è problema mia”
E io “manca solo che mi allaghi casa e allora mi incazzo per davvero”
Silenzio.
Si lamenta che il lavoro non si può fare.
Gli dico: sostituisci solo quello che devi. Brutto è il lavoro e brutto resta.
“no no, faccio tutto. hai per caso una cazzuola?”
Lo mando a cazzuolare.
Poi mi dice che la colpa del brutto lavoro è solo mia che ho rotto le scatole per sistemare un lavoro già fatto.
L’ho mandato a “quel paese” e me ne sono andata in cucina.
Domani torna per stuccare.
Se non abitassi a piano terra lavrei già defenestrato.

cè chi parte e cè chi resta

Stamattina sono andata in aeroporto a salutare mia madre che partiva per le ferie. Sono arrivata con netto anticipo per colpa dei mezzi pubblici, anche se lo spettacolo di Venezia che si sveglia allalba è qualcosa di impagabile e mi sono seduta a guardare tutti quelli che partivano: valige, valigione, zaini, biciclette, allegria, uomini in giacca e cravatta…e poi è arrivata lei. Che strano i ruoli invertiti: io resto e lei parte. Mi devo ancora riprendere da questa strana sensazione anche abbastanza stimolante.

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come va?

Lo so, l’ho detto, ma questa è la mia estate di stanchezza perchè dormo male o forse ho sempre e semplicemente troppo sonno e l’attesa che tutto sia sistemato (anche se è questione di un paio di settimane) mi sta sfibrando perchè ho a che fare con persone che non rispettano gli impegni (vedi l’idraulico, il piastrellista, le’lettricista…), mi faccio la “doccia” in una bacinella di plastica azzurra, le mie cose sono ancora tutte inscatolate, i due lavori non convivono troppo felicemente…Ora mi rimbocco le maniche: un po più di tempo per me e la mia casa e una vita/gestione casalinga più oculata.

il piastrellista (3)

Tu che mi leggi hai visto oggi io mio piastrellista?
No?
Bene, neppure io.


parole fuori luogo

Lei: fai lamore con me?
Lui: no
Lei: daiiiiii
Lui: ma non avevi mal di testa?
Lei: un po
Lui: dai, hai le occhiaie. Dormi unoretta.
Lei:

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il piastrellista (2)

Il piastrellista è venuto e se ne è nche andato alla velocità della luce.
E arrivato alle 10, perchè era in spiaggia con la fidanzata.
Ha guardato le piastrelle e ha detto: Ah, io non avere cose oggi dietro. Poca colla.
E ha preso e se ne è tornato in spiaggia.
A me sta per venire un esaurimento nervoso.