lartista sopra le righe – not politically correct again

Un artista presenta unopera.
Ovviamente.
Un quadro con unimmagine della sua spalla con tatuato "property of g"
E per G si intende il nome di un famoso gallerista che sulla sua spalla è per nome e cognome.
Tutti lo conoscono perchè la settimana scorsa ha fatto una performance in una galleria privata.
Non è stato selezionato.
Allora mi scrive una mail in cui i contenuti sono indicativamente questi: come avete potuto non selezionarmi? io che sono stato selezionato in residenza a Londra, io che ho vinto, fatto, bla bla bla. Io che ho fatto la performance!"
E la per cronaca in cosa consisteva la performance?
Si è autotatuato un epiteto offensivo rivolto agli omosessuali su una coscia (se lo scrivo lo trovate troppo facilmente su qualunque motore di ricerca).

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diventare grandi – mi piace lamentarmi

Finora mi sono sempre lamentata che guadagno poco e che lavoro poco.
In fondo mi faceva comodo, perchè potevo cercarmi degli impegni partime retribuiti o meno, perchè mi sentivo nelle condizioni di avere un orario molto fessibile.
E potevo, appunto, lamentarmi.
Ora mi hanno aumentato lo stipendio in modo quasi umano.
Che con 33% di detrazioni rimane sempre lo stipendio di una ragazzina che lavora partime in un pub tutte le sere, però idealmente è altro.
Però non ha lo stesso sapore.
Non riesco più a pensare alla flessibilità totale ed assoluta, ma parziale sì (perchè comunque non mi spettano ferie e malattia), non mi sento più nel diritto di lamentarmi.
E oltretutto ho un orrendo senso di responsabilità.
Che mi sta succedendo?
Siamo ad un punto di non ritorno.
Aiutooooooooo, vorrei tornare alle elementari!
O forse no?

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up and down

Non ho voglia di fare shopping.
Credo sia una malattia grave.
Sono entrata da coin e non ho avuto voglia di comprare niente, non riuscivo a concentrarmi e a guardare gli stand e neppure le vetrine lungo le calli.

Entro in profumeria, compro un nuovo fondotinta e mi regalano i campioncini tra cui una crema anti age.
Down.

Compro una porta a soffietto, poi passo davanti ad un negozietto e vedo delle decorazioni carinissime.
Improvvisamente mi sovvengono ricordi familiari bellissimi, teneri, nostalgici.
Ovviamente ho comprato delle cosine.
Up.

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artista non ecologically correct

Partiamo da un presupposto: larte non deve mai fare del male agli animali.
Un artista cretino una volta ha presentato in America Latina una performance in cui faceva morire di fame un cane.
Ecco, non va bene.
Lartista può farsi del male, scorticarsi, ustionarsi, tatuarsi ma mai fare del male ad un animale.
Fine del presupposto.

Un artista presenta unopera: una scatola piena di grilli.
Perchè? gli chiediamo.
La scatola canta, basta dare da mangiare ai grilli.
Ora, cretino di un artista, i grilli cantano destate, al caldo, in mezzo alla natura. Cantano per comunicare. Non quando sono rinchiusi in una scatola, dinverno, in una galleria darte.
E la questione sopravvivenza grilli?
Beh, gli date da mangiare.
Nella mia profonda ignoranza non so cosa mangino i grilli.
Opzione due: si lasciano morire i grilli e si rimpiazzano.
Ma sei cretino, o caro artista?
Primo non farò morire di fame volontariamente nessun animale, secondo dove li vai a trovare sti benedetti grilli?

Soluzione: linstallazione non si farà.
Grazie al cielo.

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A come influenz”A”

T: sai che il nipotino ha preso la "A"
Io: bene
T: è stato in ospedale due giorni
Io: è asmatico, ha una madre e una nonna che fumano ovunque come ciminiere male non gli ha fatto.
T: in effetti…
Io: tizia, come sta il bambino?
Tizia: bene bene, il bambino è tornato a casa. In fondo è solo uninfluenza

(e la settimana prima Tizia era andata in paranoia e non voleva neanche uscire di casa per paura dellinfluenzA)

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parole fuori luogo al lavoro

Stiamo scrivendo il documento di previsione di bilancio.
Cè una pagina che si chiama "organizzazione del personale".

Tina: se non fosse che appari sul sito e sui cataloghi nessuno saprebbe che lavori qui.

Triste verità, io lavoro ma sono inquadrata come prestazione di servizi (al pari della società che fa le pulizie o la vigilanza) e non come consulenza, il che è anche meglio da un punto di vista amministativo. Un po meno per il mio amor proprio.
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e la mente (non) vola

E un periodo un po intenso lavorativamente parlando e come al solito la mia vita viene assorbita completamente.
Vado a letto pensando al lavoro e mi sveglio pensando al lavoro.
Faccio fatica a scrivere perchè passo le giornate a fare cose troppo serie per essere raccontate oppure sono talmente assorbita nel viverle che faccio fatica a scriverle.
Non che stia male, certo che no, sono felice, sono serena nei limiti delle mie possibilità…ma sogno una mini vacanza o un qualcosa che mi faccia staccare la mente (qui lo dico e qui lo nego: una bella influenza normale).
Quindi portate pazienza se latito un po ovunque. Anche qui.
Tra un mese è tutto finito.

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