Archivi del mese: giugno 2010

quelli che alla sagra di san piero de casteo (2)

per l’ennesima volta non hanno vinto nulla all’estrazione della lotteria… sob 

 


traguardi

Ho finito la revisione del libro.
Ora non mi resta che (ri)leggerlo.
E con un giorno di ritardo glielo mando.
Incrociate le dita.

 


quelli che alla sagra di san piero de casteo

che vincono una pianta grande, due piante medie e due piccole al gioco dei tappi
che si mettono in coda 1 ora e mezza per mangiare la frittura di pesce con mamma e affini
che si mettono in coda il giorno dopo e per mangiare ci mettono 30 minuti con moroso e affini

che vincono (con un alto quoziente di sfiga) tante caramelle
che si mangiano la sacher
che comprano i biglietti della lotteria
che si riuniscono con ex coinquilini e fanno mezzanotte a parlare, bere, ricordare, progettare
che si ritrovano casualmente

Quanto mi piace la festa di san Piero.
Incrociate le dita per i miei bigllietti della lotteria!

 


eccheppppallle

Mi sembra di essere tornata all’università.
Però almeno in biblioteca riesco a lavorare.
Magra consolazione.


quella famosa aria di crisi

Io lo so che non si naviga in buone acque.
So anche che i fondi alla cultura (settore nel quale lavoro) sono sempre meno e che io potrei dover cambiare modo di lavorare dall’anno prossimo.
Ma finche la percepivo così non mi preoccupavo.
Sono andata nella grande biblioteca/museo di Venezia (la Q) per finire il libro da consegnare.
Hanno ridotto il personale.
Hanno tolto l’aria condizionata.
Ridotto le attività.
Chiuderanno tutte le attività: museo, biblioteca, caffetteria, emeroteca, area internet, uffici dal 1 luglio al 30 agosto. E il personale? Quello interno in ferie obbligata e quello esterno (guardiasala e via dicendo) in cassa integrazione.
E dire che il conte Giovanni quando aveva fondato la biblioteca aveva lasciato scritto che desiderava fosse aperta sempre, soprattutto quando gli altri luoghi di cultura e studio erano chiusi. Aveva, a fine ottocento, riservato persino una stanza alle donne che desideravano leggere e studiare.
Io qui ci ho lavorato e studiato e mi sento a casa.
Però oggi con tanta tristezza.
E vorrei che questa casa continuasse ad esistere per me e per tutti gi studenti e i veneziani.


quello strano non so che

Dopo una strana chiacchierata di due giorni fa con il tatuatore (voglio trovare un lavoro, mettere su casa, vita nuova e bla bla) e la mia normale voglia di fuga, i miei dubbi, dopo pensieri altalenanti sul senso della vita e sel futuro…oggi ho quello strano non so che e il blocco dello scrittore. Che non è bene avere visto che mercoledì ho la consegna…

 


avevo scritto un post

al lavoro avevo scritto un lungo post di reflessione al commento di Brillantina,  ma è saltata la connessione e con essa le mie parole; poi pochi minuti fa ho letto il commento di Bionda A Pezzi ed è accaduto.
Quell’unico immenso slancio di “c’è una speranza in fondo al tunnel”, la stessa sensazione che mi ha dato Wonder quando ho letto il suo libro (ebbene sì, l’ho comprato, l’ho letto e – visto che ilProf dice che è giusto – lo regalerò probabilmente all’ennesima amica/conoscente ingravidata) .
E non è giusto.
Io voglio dei punti fermi.