Archivi del mese: agosto 2010

cosa resta…

Restano giorni pieni di mille impegni.
I piedi stanchi alla sera.
Il sonno la mattina.
La visita di Ste che si è sorbita due inaugurazioni e i miei artisti pur di vedermi.
Io che imbuco zio, zia e bestiaccia ad una visita guidata quasi vips di una mostra.
Le mostre inaugurate mie e degli altri.
I buffet ormai inesistenti.
La curatrice turca.
I problemi risolti con strane e folli telefonate ad amici di amici e colleghi di amici.
Il frigo vuoto perchè non ho avuto il tempo di fare la spesa.
Il tatuatore che lamentava la mia assenza e quando mi ha visto era ubriaco.
La litigata post inaugurale con il tatuatore sempre di cui sopra.
I biennalisti senza anima.
Resta che sono stata un po’ assente, ma ora IO SONO QUI*.

Variante di Yes, I can…un filmaccio mi ha fulminata.

 

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biennale

C. dice che ogni anno mi lamento nello stesso modo per la Biennale: “brutte opere e gente stronza”.
Credo comunque riassuma bene lo stato delle cose…

 


sono troppo buona o troppo scema?

Sottotitolo: se non hai tre cognomi non lavori

Ore 9.45 mi sto preparando per uscire e squilla il cellulare.
Rispondo.
Tizia: buongiorno, sono Tizia de Tizi Tizionis e lavoro per Squinza Squinziosa Squinzi
Io: … (penso ad una promozione telefonica)
Tizia: La chiamo per la visita guidata di oggi alle 15
Io: aaahh mi dica
Tizia: il gruppo arriverà alle 3 ma forse non saranno tutti e 15 o forse sì o forse solo in 3…
Io: non si preoccupi, ci vediamo lì. Mi chiami se ha variazioni

Ore 13.00 sono in museo da un paio d’ore, sono stata all’inaugurazione, ho fatto le mie pubblic relations, ho ripassato per la prima visita guidata in inglese.

Ore 13.30 suona il cellulare
Tizia: buongiorno, noi stiamo arrivano. Lei potrebbe farcela ad arrivare?
Io: veramente sono già qui
Tizia: bene, può fare una breve visita al gruppo?
Io: breve quanto?
Tizia: 15 minuti

Accetto, non faccio in tempo a fargli vedere praticamente niente e poi mi hanno tenuta bloccata fino alle 16 per farmi sapere se tornavano per continuare la visita guidata.
Non sono tornati.

Opto per sono scema.

 


two openings

E anche questa è fatta.

 


strani segni

Una volta le cose strambe del mio lavoro mi facevano ridere.
Ero contenta.
Ora la passione sta scemando.
Mi sento felice quando trovo soluzioni folli a problemi strampalati.
Ma sono passati i tempi dei
vermi.

 


animal artist

Pericolo rosso. Gli artisti che stanno allestendo negli ateliers sono in crisi: un pipistrello si aggira nei loro spazi. Che poi poverino è giorno e ha sonno.
Grazie al cielo è una specie protetta e grazie al cielo si è stufato presto degli artisti e se ne è andato sua sponte.

Pericolo rosso. E’ stato avvistato un sorcio in cucina. Ora spiegatemi come fa un sorcio a salire 4 piani di scale…noi abbiamo chiamato la deratizzazione e gli artisti hanno fatto una trappola. Con il formaggio? No, con la soppressa. Quella c’era.
Speriamo sopravviva il povero sorcio e decida di andarsene come il cugino volante.

 


lamentazioni pre biennale

No, questa volta no.
Ho sonno?
Ovvio.
Sono stanca?
Ovvio.
Sono innervosita?
E ci mancherebbe il contrario.
Ho la nausea?
Chiediamolo a quello che fu la mia colazione e il mio pranzo.
Le guardiasala creano problemi?
Ma che domande, certo!
Ma questa volta io non mi lamento. Faccio a meno di parlare con chi mi sta sulle scatole (leggi stagista-stronza-bocconiana), lascio scorrere gli eventi, una soluzione verrà fuori.
Questa volta, giuro, non mi lamento.
Anche se mi servirebbero giornate di 48 ore.
Ma abbiamo mai pensato che forse esistono 24 ore proprio perchè così non riusciamo a fare tutto?