Archivi del mese: settembre 2010

l’uomo con il cane

Da quando vivo a Venezia e lavoro ogni mattina incontro un bell’uomo – avrà circa 40 anni – abbastanza alto, porta una montatura rayban nera molto spessa, è sempre un po’ sbarbato e ha un labrador nero. Ci vediamo da tre anni ogni mattina (o quasi) sul vaporetto della linea 1, lui sale a San Zaccaria e scende con me a Ca’ Rezzonico. A volte ci incontriamo anche al ritorno.
Dicevo, è un bell’uomo, non ascolta musica ma legge tanto: soprattutto quotidiani. E a me quest’uomo piace, è una buona abitudine.
E il suo cane è un amore.
Oggi l’ho visto con la compagnia e le due figlie e sempre il cane…ed era una di quelle famiglie perfette.
Mi ha ispirato un grande senso di pace e famiglia.
Come avrei barattato un posto in quella famiglia stasera o anche solo un invito a cena.

 

Annunci

mi mancava il maschilista oggi

Mi mancava un presunto artista, maschilista per giunta, che non vuole che gli attacchi il videoproiettore perchè non sono un uomo. E mi girano.
Perchè di stronzi è pieno il mondo.

 


cronaca di una visita guidata

Ore 10.40 visita guidata alla mostra da parte di 30 soci degli Amici dei Musei.
So come sono: ex maestre, ex insegnanti, casalinghe, studentesse strafighette…lo so, le conosco e mi preparo.

Ore 10.42 Inizio con l’introduzione alla mostra
Ore 10.44 Sì, però magari entriamo subito subito!
Li vedo che si sparpagliano, il 40% mi ascolta nei primi 15 minuti, gli altri sono persi. Capisco che da 1 ora e 45 minuti che servirebbero per vedere le opere devo ridurre i tempi.
Ore 11.20 Potrebbe tagliare?
Ore 11.25 La parte più bella della mostra viene tagliata brutalmente, alcuni si siedono sulla panca del video, altri scalpitano per andare avanti, altri sono persi
Ore 11.40 siamo nella parte figa della mostra, ma mi chiedono ufficialmente di spicciarmi…ah, povere mensole per caminetti che nessuno degna di interesse. Però la caffettiera a forma di conchiglia piace. In 20 minuti ce la caviamo.
Ore 11.55 ok, fine basta.

Le domande più strambe:
“Scusi ma di che legno sono le cornici?” (eh, se vuole le do il numero di telefono di Filippo il corniciaio che le ha fatte)

Dialogo con giovane laureata in storia dell’arte, organizzatrice della gita:
GL: ma Lei sa se l’architetto X ha lavorato anche con il direttore Y?
Io: Che io sappia no
GL: Perchè l’allestimento è proprio simile, l’uso dei colori…
Io: Se ha qualche nozione di museografia, museologia o…
GL: Io sono stra laureata…
Io: Bene, allora saprà che questo allestimento, con muri di cartongesso, dato uno spazio ampio e vuoto senza muri portanti centrali è classico e che l’uso dei colori, in particolare del grigio topo morto e del rosso bordeaux caldo sono i colori classici che permettono all’occhio di concentrarsi sull’opera e non disturbano la visione
GL: Sì ma a Punta della Dogana è diverso
Io: Sì, ma lì è arte contemporanea qui è arte del Settecento
GL: Sì ma…
Io: No…è un allestimento standard. Altre domande?


le notti insonni

Di solito, quando non sono in letargo che dormo 12 ore di fila, ho notti molto frammentate. Ieri è stata una di quelle e in più c’era un uomo nel mio letto che stava per morire: raffreddore e soprattutto mal di schiena.
Il che vuol dire: se io non dormo lui si lamenta.

Lei: vuoi un antidolorifico sparaflesshiante?
Lui: no
Lei: sicuro? fai sogni psichedelici e dormi…
Lui: no…
Lei: vuoi un antinfiammatorio? (e ci aggiungo anche l’antistaminico così dormi)
Lui:… (ci pensa)
Lei si alza, lo imbottisce e cerca di riaddormentarsi.
Silenzio
Lui: un orso…due orsi…tre orsi….quattro orsi…
Lei: se non la smetti ti tolgo l’orso di peluche
Silenzio
Lui: un elefante, due elefanti, tre elefanti
Lei: per favoreeeeeee
Lui: ho sonno
Lei: dormi, io tra 4 ore e mezza devo essere in piedi…


che strano lunedì

E’ stato uno strano lunedì: di lavoro ininterrotto, di assenza di fame nervosa, di una sorta di pace interiore, di mille cose da fare, di mille cose ancora da fare lasciate lì.
E’ stato un bel lunedì.

 


Doppi sensi/usi

Lui e Lei al supermercato

Lei: ah, devo comprare le batterie
Lui: ….
Lei: per l’orologio della cucina
Lui: adesso si chiama orologio?
Lei: sono anche per l’orologio

 


autunno è…

Vedere gli operai del comune mettere le prime passerelle per l’acqua alta…