Archivi del mese: ottobre 2010

pensieri scomposti in un post che doveva parlare d’altro

Il mio oroscopo di Paolo Fox diceva che da luglio le mie finanze sarebbero state splendide. Forse il buon Paolo non immaginava il mio flop con la casa editrice che tra l’altro dipende dalla mia propensione a non farmi pagare o forse ha immaginato che 250€ di visite guidate fossero una manna dal cielo. Sono soldi che non butto via, che mi fanno decisamente comodo ma che non mi renderanno ricca. O forse il mio quadro astrale aveva previsto che non avrei più sperperato i soldi con AmataAnalista che, ogni tanto, mi manca proprio tanto. Anche se devo dire il fatto di non dover più sgattaiolare ai suoi appuntamenti sempre in ritardo mi ha dato una certa serenità.
Comunque, tutto questo per dire?
Per dire che non sono messa male, sono una potenziale benestante e che proprio per questo ho deciso che devo cercare una persona per stirare e far le pulizie almeno ogni 10 giorni…anche questo può funzionare da terapia!
Perchè, come per il Prof, anche la mia religione mi vieta l’uso del ferro da stiro.
E mi ritrovo a pensare come all’inizio del film di Mary Poppins…

Cercasi tata per due adorabili bambini:

Che sia buona, sia paziente,
sempre allegra, divertente.
Non dovrà, gridar,
ma sol giocar.

Dovrà badare a noi bambini,
siam vivaci ma carini.
Molti regali farci e poi
cantar per noi.
Se vorrà farsi amar
le poesie non ci farà studiar.
Solo compiti leggeri
e niente purghe né clisteri
Se te la senti di obbedire
Non te ne faremo mai pentire.
Nel letto ranocchi non ti metterem
Né sale nel thè, né pepe nel caffè.
Se l’offerta ti va ben, fa’ presto.
Jane e Michael Banks.

No, non vorrei Mary Poppins…vorrei solo un tipo come mia nonna che sapeva fare tutto: rammendi, bottoni, decorazioni, stirava, puliva, preparava, riempiva la casa…come mi manca in certi giorni e mi torna sempre alla mente quando mi fece imparare a memoria i sette re di Roma che ancora mi ricordo da quando avevo 7 anni.

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delle vocazioni

GrandeAmore, sul quale stendiamo un pietosissimo velo, quando andavamo a scuola, per offendermi diceva: hai un futuro nell’insegnamento.
Lo diceva con la dovuta cognizione di causa quando facevamo finta di fare le versioni di greco e latino insieme (quando invece alle 6 ce le facevamo dettare al telefono dagli altri compagni di classe) o quando lo interrogavo in filosofia (perchè il prof aveva un debole per me, ma non per lui), quando ripassavamo.
Mi sto perdendo in racconti nostalgici.
Dicevo, come tutti gli adolescenti eravamo in crisi con il sistema “famiglia” e sua madre era una prof. di italiano.
Per quello mi diceva sempre “hai un futuro nell’insegnamento” con quel tono ironico e sarcastico.
Oggi ci pensavo mentre mi appioppavano l’ennesimo incontro di orientamento scuola-università.
Non ho mai sognato di fare l’insegnante, quando ero piccola mi vedevo avvocato, però da dieci anni (così tanti, oh mamma, come passa il tempo) desidero fare “didattica sull’arte”.
E ogni volta mi dimentico quando mi renda felice fare questa cosa.
E sono felice anche se non lo faccio come vorrei, come dicono i manuali, a tempo pieno, con strumenti e laboratori.
E poi oggi la responsabile dell’assegnazione dele guide (comprimendomi il mio prossimo sabato) mi dice: tu sei una delle più brave guide che abbiamo.
Sono (piccole e fatue a volte) soddisfazioni.

 


adorabili vecchietti (2)

Secondo visita guidata della giornata alla mostra fotografica di Kubrick per una classe dell’università della terza età.
Ero preoccupata, era la prima visita a quella mostra, L.LaLagnosa che mi chiede “posso sentire la tua guida”?, io che temo di avere vuoti di memoria sulle nozioni…

Incontro il docente, incontro il gruppo e iniziamo la visita.
Giuro: i migliori studenti che abbia mai incontrato.
E’ stata una visita guidata di dialogo e di studio, di curiosità, di dettagli e qualche battuta ironica.
Nessuna parola era banale e nessun dettaglio fuori luogo, il docente a volte faceva degli appunti per loro, e loro spesso dicevano “ma se avesse costruito la foto colà e non così…” oppure “posso dire che non mi piace?”. Con altri probabilmente avrei avuto da ridire, ma io sono una fervente sostenitrice del Life Long Learning. E li ammiro.
Abbiamo discusso se volevamo leggere le foto secondo le basi (molto basilari) della semiotica o se interessava il contesto storico (e ha vinto il contesto, grazie al cielo), se ci piaceva la luce e la costruzione, abbiamo analizzato quattro minuti del secondo lungometraggio di Kubrick.
E’ stata una delle migliori visite che abbia mai fatto.
Volevano darmi la mancia…ho dovuto declinare.


adorabili vecchietti (1)

 Ieri mi telefona una tizia (responsabile di un’università straniera operante in città) in ufficio per chiedermi un favore: il padre ha prenotato i biglietti per una mostra, ma vorrebbe una visita guidata, solo che ha avuto problemi con il call center e così non sa cosa fare.
Io rispondo: ma certo! ti do il numero diretto, chiami e magari chiedi di me!

Bene, il gruppo era degli amici dei musei (non di Venezia), la tizia mi aveva avvisato che uno dei componenti poteva essere un filino invadente.
Oggi li incontro alla mostra e l’incontro è stata devastante.
E’ come se avessi fatto la visita al mio prof. di italiano del liceo:  l’uomo sapeva tutto e i vecchietti erano iperattivi (per essere vecchietti), chiacchieroni e un po’ persi a gruppetti.
Lui era un ex direttore di museo che aveva fatto una mostra sull’autore in mostra negli anni Settanta.
Mi interrompeva continuamente, aggiungeva, ribatteva, correggeva o mi diceva quando non era concorde con quello che dicevo o con la riproduzione di alcune opere.
Ne sono uscita dopo un’ora e mezza che volevo sedermi e aspettare che il tempo passasse e invece, mentre una vecchietta stava uscendo, mi dice:
“grazie, ci ha salvato dal presidente”.
Quel grazie è valso più di mille parole.
Però basta favori ai conoscenti e agli amici per un po’.


delle presentazioni

Ieri prima lezione introduttiva del corso femminile di autodifesa e l’istruttore ci invita a dire il nostro nome, se abbiamo dolori doloretti e affini e perchè siamo lì…preferibilmente in modo sintetico.

Cosa avrei voluto dire
Save, sono AmandaBlack.
Ogni tanto scricchiolo, ma non mi rompo.
Sono un’ansiosa patologica, insicura e spesso paranoica.
Non mi piacciono i contatti umani.
Non credo che Venezia sia una città pericolosa, ma non fa mai male essere qui.
Mi piace l’idea di sapere cosa potrei fare se mi dovesse capitare qualcosa, anche perchè non si vive solo a Venezia.

Cosa ho detto
Salve, sono AmandaBlack.
Sono qui per curiosità.
E sono sintetica.


le cose che…

Oggi è una di quelle giornate cominciate con il piede sbagliato, o meglio con la nausea di notte. E quando è così a poco serve ascoltare l’oroscopo del mattino.
Si sta facendo un libro istituzionale, io lavoro qui da quasi tre anni e non vengo inserita nello staff, bensì nei ringraziamenti.
E mi girano le palle, anche se è solo un colophon.
Perchè in quelle righe c’è la misura del rispetto che le persone con cui lavoro hanno per me.
E non mi piace.
E non mi piacciono i concorsi truccati e non mi piace l’ex stagista Bocconiana ora assunta e non mi piace chi non si fa i fatti suoi quando lavoro e non mi piace la guardiasala ipocondriaca che ruba i nostri pranzi e non mi piace questa giornata.


non farmi certe domande!

Sto uscendo dal lavoro e mi arriva un sms:
“che taglia porti?”

No cioè, non così. Piuttosto non farmi un regalo che se non imbrocchi la taglia mi deprimo.

p.s. era giusta