Archivi del mese: dicembre 2010

il solito resoconto di fine anno

E’ un post banale, ma tanto si fa una volta l’anno e quindi: facciamolo!
La domanda è: come è stato il mio anno?

Da un punto di vista lavorativo è stato un anno…difficile. Difficile perchè la rabbia mi ha accompagnata ogni giorno: rabbia nei miei confronti perchè non sono riuscita a farmi valere come con la casa editrice, rabbia con i miei superiori che hanno assunto la stagista stronza mentre io sono rimasta al palo dei precari, rabbia per il demansionamento. E non è bello non vivere serenamente. Anche se nei momenti giusti mi sono fatta valere e ho dimostrato la mia professionalità.
Però quest’anno ha portato le visite guidate alle mostre e la voglia di rimettermi in gioco con il mio primo amore lavorativo, quello per cui pensavo di essere nata. E questo primo amore mi ha fatto tornare la voglia di studiare…
Ho sentito il bisogno di fare delle cose per me stessa, come il corso per WP che secondo me nel 2011 porterà delle buone novità o meglio un progetto visto che mi ha portato anche una nuova amica. E poi mi sono iscritta di nuovo all’univesità e non vedo l’ora che questo master romano cominci.
E’ stato forse un anno di preparazione e transizione, solo il 2011 potrà dirlo.
Familiarmente parlando, a parte i lutti che ogni anno si porta appresso, è stato un discreto anno, di equilibri ritrovati – almeno per quanto mi riguarda. Della prima vacanza dopo tanto tempo con mamma. Dell’addio ad AmataAnalista per ricominciare a camminare con le mie gambe.
E’ stato anche l’anno della festa d’inaugurazione della casa circondata da amici e parenti, amici che hanno lasciato Venezia e alcuni che stanno anche ritornando (o meglio lo faranno nel 2011).
Da un punto di vista della salute…insonnia, lombosciatalgia, la storta al piede sinistro, il fuoco di sant’antonio, nausee, amennorea insistente. Va bene, però. Sono qui. Viva, felice. E sto bene a parte il dito maciullato.
E’ stato un anno…

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fiacca 2

Ieri ho dormito dalle 14 alle 18.30, dalle 20 alle 22 e dalle 23 alle 4 circa di quest mattina. Mi sono riaddormentata alle 6 circa e mi sono alzata dal letto alle 10 circa.
Mi sto lentamente riprendendo con calma e ho pure fatto ordine…il che è tutto dire…quindi forse ho trovato la soluzione giusta a questa fiacca.

 


sante parole

“dopo i venti, i figli rivalutano la compagnia adulta perchè il giro di boa perlopiù è a buon punto (<<Ok, sono abbastanza grande e indipendente e autonomo e ganzo anche se mangio e chiacchiero con i miei>>). A 14 e a 17 anni la boa è ancora lontana, la si intravede a malapena. Bisogna remare verso se sessi, imparare a staccarsi dalla riva.”

da Vanifty Fair n.51, Vanity Lui&Lei a cura di Irene Bernardini


fiacca

In questi giorni post natalizi sono fiacchissima.
Dormo una decina d’ore per notte, un paio d’ore il pomeriggio, la mia casa è un disastro (ma domani la sistemerò…), mi trascino in un ufficio vuoto (ovviamente) e mi chiedo: ma dove sono andate tutte le mie energie? chi le ha rubate?
O mi sta calando la stanchezza degli ultimi mesi e ho tempo fino alla befana per riprendermi oppure non so…aspetto il corriere e poi vado a dormire.


nuove tradizioni

L’anno scorso era successo questo e quest’anno ho replicato.
L’anno scorso avevvo vinto l’antitetanica, quest’anno no…vale per 10 anni.
L’anno scorso prima ero andata al lavoro sanguinante, poi ero andata dal farmacista e poi in pronto soccorso ma solo perchè AmataAnlista aveva aumentato le mie paranoie, quest’anno era domenica e sono andata direttamente in pronto soccorso.
L’anno scorso ero un codice bianco, quest’anno di un bel verde smeraldo.
Considerando che se questa deve diventare una tradizione mi accorgo che io ho a disposizione solo 10 dita, di cui già 2 “ciancicate”, suppongo non sarà una tradizione poi così lunga.

 


il regalo più bello

Ieri mi chiama C. per i canonici auguri, ma soprattutto mi ha detto che torna a vivere a Venezia! Io che mi disperavo ora ho di nuovo una delle mie più care nuove amiche (nonostante tutto) qui, ha trovato un bel tempo indeterminato e viene senza Architettando e con la gatta. E poi è sempre bello quando qualcuno torna qui, anche se lei – come me – non è di Venezia.
Mai avrei pensato di potermi emozionare per una notizia del genere.
Spero solo possa trovare una casina carina e non più un tugurio come quello in cui stavamo insieme.

 


messa on demand su HD – per italiano premi 4

Ieri sera con mamma abbiamo deciso di andare alla messa di natale nella Basilica di San Marco, impavide con gli stivali, pronte a farci immergere dalla magia che solo una festa così dovrebbe portare.
Entriamo alle 21 (la messa era stata anticipata), la chiesa è tutta buia e piena.
Nelle navate laterali 4 megaschermi.
Prologo in 3 lingue (inglese, francesce e tedesco) e poi in italiano.
E poi comincia la messa…in inglese. E prosegue in francese.
Quando poi mi sono arresa ecco dei brani in italiano, ma durano poco, si passa subito al tedesco.
E poi…e poi in latino.
L’avessero fata tutta in latino sarebbe stato decisamente meglio.
Ad un tratto quando dicono che il bambino è nato, tutta la basilca si illumina e finalmente la vediamo in tutto il suo splendore d’oro.
Omelia…in italiano, poi ad un tratto di nuovo in altre lingue. E avesse detto qualcosa di interessante o socialmente importante sarebbe stato meglio.
Fine della messa.
Il patriarca passa e dice a mamma “meri crismas” che lo guarda un po’ perplesso.
Fine della messa.
Usciamo e sta salendo la marea e andiamo a casa.