disinformazione

StudioAperto (che non è un vero tg) dice: a Venezia, a causa dell’acqua alta stamattina, i negozi sono rimasti chiusi.
Ma dove???
In realtà, a parte quelli in ferie, tutto era aperto e come ogni vigilia molti sono andati al mercato del pesce di rialto, io ho fatto colazione al bar…gli unici che hanno lo stop sono i corrieri. Ma che non mi vengano a dire che la città era bloccata.

Però sarei un po’ stufina di questa acqua…però va bene così.

 

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pazienza, santa pazienza

Ieri sera passo in ufficio a prendermi il magico carrellino gigio per andare a fare la spesa.
Incontro Capo Curatore, scambio di battute e concludiamo che visto che l’indomani mattina (cioè oggi) sarei dovuta andare in pasticceria a prendere il panettone e il pandoro e che la pasticceria è vicino all’ufficio, sarei passata poi a spegnere il suo pc e a controllare lo stato danni da acqua alta.
Mi chiama dopo 10 minuti che sono uscita dal billa con tre borse della spesa, gigio e un’insostenibile misantropia: potresti fare tu le spedizioni via mail domani mattina?
“Ok, tanto sono in quel dell’ufficio, 10 minuti o un’ora non mi cambiano poi in fondo.”
Dopo 1 ora mi chiama e sono a casa.
“Perchè non mandi gli inviti stasera?” Forse perchè sono a casa???!
Ora sono qui, mi ha appena chiamata due volte (tre, rettifico) nel giro di 10 minuti per mandare ‘sti @#@@&%! auguri di natale, auguri che nessuno guarderà mai.
Odio fare spam.

 

acqua alta, ultime spese e buddità

Come ormai accade da qualche anno il natale veneziano porta con sè l’acqua alta.
Piove ma ci saranno circa 10° fuori, un venticello caldo (un maledetto scirocco a dire il vero) e questo ha bloccato molte attività.
La barca che doveva portarmi la spesa mi ha fatto aspettare inutilmente tutta la mattina ed è arrivata alle 3, tutte le persone che dovevano diluirsi al supermercato durante tutta la giornata si sono concentrate dal pomeriggio.
E quindi: 40 minuti di coda in cassa per le ultime spese.
Sempre causa acqua alta la messa di natale in Basilica a San Marco è stata anticipata alle 21.30…tra un po’ la sposteranno a ferragosto…chissà.
Ma siamo attrezzati: stivali e tanta pazienza.

 

la consapevolezza

Mi ha fatto riflettere il post di Emily che si domanda se sia giusto educare i figli alla felicità o al dolore.
Mi sono riletta i miei dicembre da quando ho aperto questo blog e sono giunta alla conclusione personalissima che nessuno può educarti al dolore, al massimo ti possono prendere per mano quando stai male e camminare insieme a te. Io mai avrei immaginato di poter provare il dolore del cuore, il dolore del fisico, la paura…so che non ho provato tutto il male possibile, ma ho imparato che posso affrontarlo.
Se qualcuno me lo avesse detto a 14 anni o anche a 18 non ci avrei creduto e avrei continuato a credere nelle mie favole perfette.
Ed educare alla felicità? Mah, forse educare a godere delle cose e della vita e non c’è niente di male ad essere felici per un paio di scarpe nuove o per un lavoro o semplicemente perchè c’è il sole e va tutto bene.
Fine dei miei sproloqui.
Io mi propongo di affrontare queste festività con serenità, anche se piove.

 

una parte di venezia che muore

E’ sempre una brutta cosa quando una libreria di una città chiude.
E se ci mettiamo pure che il centro storico di Venezia è una città vecchia che ha perso la maggior parte delle librerie storiche e che non ha un punto Feltrinelli siamo a posto.
Venezia è un mondo tutto suo, non è come dalle altre parti, non è come in terraferma dove molte cose si danno per scontate.
Aggiungiamo che la famiglia Benetton, padrona di mezza città, ha dato lo sfratto alla Mondadori (oltre che alle Poste), l’unica libreria contemporanea e figa, “punto di incontro”, con un piano dedicato alle conferenze e alle mostre, incontri con gli autori, presentazioni di libri, piccoli eventi.
Aggiungiamo che le 15 persone che lavorano lì dal 7 gennaio saranno disoccupate.
E poi si lamentano che il centro storico si sta spopolando…

 

questioni di cuore e la psicologa di turno

La mia psicologa ha detto che tu non sei la persona giusta per me, non sei quello di cui ho bisogno, non possiamo costrurci un futuro così. Le ho detto tutto di noi e lei ha detto che non va bene questa relazione, mi fa male. (…) Forse sono io il pazzo e tu quella sano, io non so. Vuoi che chieda un altro parere ad un altro terapeuta? (…) Io non mi fido di te, ci sono delle situazioni in cui lo sai che mi fai stare male e le fai lo stesso. Che cosa ne sarà di noi? Mi vuoi lasciare? O forse dovrei avere il coraggio di farlo io. (…) Io ti amo, tu lo sai, ma non so se tu ami veramente me. (…)

Cose risentite dentro la mia testa tante volte, questa volta le stava dicendo uno sbarbato 17enne al telefono in autobus. Avrei avuto voglia di abbracciarlo e dirgli che sarebbe andato tutto bene, che lui si sarebbe bastato. E invece ho solo ascoltato e sperato che anche lui sopravvivesse al suo amore malato.
E sono 6 mesi che ho lasciato la mia AmataAnalista e…non mi manca lei come persona, però un po’ il suo modo di aiutarmi a guardare dentro di me sì.

nella mente di amandablack

Lui e Lei ogni tanto dormono insieme. La reticente è Lei, che ama profondamente il suo ampio letto vuoto, ama potersi alzare quando e come vuole e soprattutto dormire a stella marina. Anche se svegliarsi insieme la mattina è una delle cose più belle del mondo.

Lei si sveglia, non troppo serena, ma abbastanza riposata.
Lui: stai bene?
Lei: sì, perchè?
Lui: pensavo ce l’avessi con me questa notte…

Dai racconti del povero Lui, pare che la povera AmandaBlack in profondi periodi di stress parli di notte (lunghi discorsi e presunte telefonate), ma soprattutto (oltre a dare pugni al cuscino/compagno di letto) si diletti a snocciolare insulti non riproponibili su un blog.
E dire che durante le ore diurne la suddetta cerchi di non insultare chi si trova davanti…

Adesso si capisce perchè Lui e Lei non dormano troppo spesso insieme.