da cosa si deduce che è quasi festa

Abbiamo inaugurato due mostre.
Capo Curatore fa pulizia sul suo tavolo e soprattutto rompe le scatole perchè non ha più niente da fare almeno per un paio di giorni, diciamo fino al 27.
Ufficio Stampa va a fare strani sopralluoghi, ma in realtà va a comprare regali di Natale.
Tina parla con i parenti al cellulare, ma secondo me la sentono anche senza visto il tono di voce.
Io lavoricchio, ma sono sonnacchiosa. In un paio di giorni sono riuscita a rinsavire parzialmente dallo stress. Ho deciso che salto una riunione ed esco prima.
Attendo.

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la neve fa strani effetti

Io adoro la neve.
Quando la vedo è come se tornassi improvvisamente all’età di 4/6 anni, regredisco improvvisamente ad uno stato infantile e il mio più grosso problema è: dove faccio il pupazzo.
Ecco, ieri nevicava, io lavoravo.
Ma come fai a non lanciare le palle di neve dalla finestra addosso agli artisti?
Cioè è assolutamente innaturale non farlo.
E in ufficio al capo curatore?
Sono tutti così seri che nessuno è pronto alla lotta.
Dovrebbe nevicare sempre, solo grazie alla neve ho sopportato con successo l’inaugurazione di ieri senza neanche un bicchiere di prosecco.

 

un paio di scarpe che valgono una vita

Io adoro le ballerine, i sandali con il tacco e le decoltè classiche.
Si può ben dedurre che per la neve io non abbia un paio di scarpe adatte, anche se da Puma ho visto proprio il paio di stivali imbottiti da neve che farebbero al caso mio…
Ma…c’è un ma.
Nonostante io odi profondamente le cosiddette pedule, ne ho un paio e con la neve sono perfettissime.
Quindi immaginate una fanciulla con berrettino rosso d’angora, cappottino svasato, sciarpina prima classe, guantini conte di firenze, tubino nero, calze velate…calzettoni e pedule che si aggira nella notte veneziana in un post inaugurazione.
Quando si dice: un paio di scarpe che ti salvano la vita.

Oggi non nevica, ma io le pedule le porto lo stesso: la neve c’è ancora e soprattutto i miei piedi stanno asciutti al caldo, ma tanto sotto i pantaloni scozzesi mica si notano…

 

time out

Alle 16.40 ero davanti al mio pc in ufficio e stavo bevendo una tazza di the.
E avevo scritto un post in cui dicevo che mi stavo prendendo una pausa.
Poi l’ennesimo artista ha bussato alla mia porta e mi si è cancellato il post dimostrando che non mi stavo prendendo una pausa.
Due ore per mandare una e-mail, 1 ora per preparare una spedizione, tre ore per controllare tutta la posta. Un delirio di mattina che è proseguito per tutto il pomeriggio tra giovani artisti spanati in preparazione di due mostre e la scadenza di un bando.
Ora sono sul divano, sto guardando The big bang theory e mi sto rilassando.

 

non si dice mai di no a della psicoterapia gratis

Il corso di autodifesa del Comune ha incluso un incontro con una psicoterapeuta-sessuologa per affrontare argomenti temi e suggestioni emersi durante gli incontri.
Come dire di no ad un’ora e mezza di psicologia gratis?
E lo dice una che di soldi ne ha spesi e ne ha fatti spendere in psicoterapia e analisi freudiana.
Peccato che la tizia del consultorio (luogo in cui sono andata un paio di volte, ma dopo che non mi hanno fatto la ricetta per la pillola li ho mandati a quel paese) più che fare quello previsto abbia divagato sul significato di psicologo, psicoterapeuta, psichiatra e altri 40 minuti li abbia usati per dire quanto era brava e figa.
L’unica buona suggestione è stata sprecata…almeno era gratis.

 

pensieri

Dal blog di L.V. capito su quello di Mirtilla e mi leggo il suo post.
E mi rivedo per molte cose, non su tutte perchè io non sono in affitto ma ho un mutuo.
E sono anche io arrabbiata.
E mi continuo a chiedere se eticamente oggi abbia senso ricominciare a studiare. (Il fatto che io lo faccia perchè mi piace e perchè lo desidero ardentemente non c’entra in questo senso). E’ forse dire: dò ragione alla riforma? Credo in essa?
Spero proprio di no.
E a 24 anni ce li avevo anche io i sogni, sogni che man mano che lavoro stanno andando a disintegrarsi contro muri di ipocrisie e di giochi di potere.
A volte mi chiedo: se esistesse la meritocrazia, io dove sarei?
Forse a fare il magazziniere…