la frase che mi ronza in testa

E’ una frase tratta dal mio telefilm preferito, una stagione che nessuno ha mai visto…e mi ronza nella testa da ieri sera. Non sono così disperata, ma è pur sempre una bella frase…

Io non ho più ne speranze, ne poesia, ne sogni…tutto quello che provo è solo una fame insaziabile e tutto quello che sento è la mia voce che grida il mio fallimento…questo sono diventato

Annunci

mia nonna diceva…

Mia nonna mi diceva continuamente: devi imparare danze sociali (non usava questo termine, ma il concetto) e a cantare.
Non ho mai capito perchè avrei dovuto imparare a cantare, ma ieri sera sono andata a Tango.
Dopo aver capito che io non sento la musica, che se il mio cavaliere cambia i passi io gli ruzzolo davanti, che non sono portata per gli abbracci e che non è facile camminare…beh, quasi quasi io ci provo. Ho tempo una settimana per pensarci o due se cambio scuola.

 

oggi è una di quelle giornate…

Sarà il ciclo?
No, non credo, sono proprio i colleghi stronzi che rendono una giornata come quella di oggi una gran giornata del £@#€!
Cominciamo con io che comincio a fare una relazione da presentare e dopo che l’ho quasi finita, dopo tre giorni che ci perdevo tempo, viene fuori che sì: l’ha fatta già Ufficio Stampa (quella stronza baldracca gravida) e la sua amata ex-stagista-bocconiana a dicembre.
Non ci ho visto, mi sono arrabbiata.
Apposta il file era stato collocato in una cartella privata, fosse stato messo in quella giusta mi sarei risparmiata lavoro e arrabbiatura.
E che poi mi dicano che non devo trattare male l’ex-stagista…le darei volentieri una corda, una pietra e un calcio in canale.
E poi…dulcis in fundo: vengo eliminata dal colophon mostre perchè non ho un contratto.
E il colophon in questo lavoro è l’unico riconoscimento che uno ha: in pratica io non esisto.
Guadagnassi almeno bene…dove?
E allora domani mi prendo una giornata di ferie che non mi spetta, resto a letto, vado alla conferenza stampa della mostra a cui farò la guida (si prevedono zero adesioni…per conto mio) e poi vado ad un colloquio di lavoro.
La sola idea di farlo, anche se io non sarò quello che loro cercano, anche se io non vorrò lavorare con loro (a meno che non si tratti di un bello stipendio anche se è un partime), mi tira decisamente su di morale.
E per fortuna che mi aspetta C. con cui vado a tango e una torta al cioccolato, perchè pure lei non ci sta tanto con la testa ultimamente.

e io ci provo!

Incrociate le dita per me!
Ho deciso di sfidare le mie paure e le mie paranoie.
E come ben qualcuno sa: io odio essere toccata.
Domani e giovedì si va a lezione prova di tango in due scuole diverse.
Non mi assicuro nessun risultato e soprattutto non mi assicuro una permanenza sana lì (senza attacchi di panico, senza conati di vomito, senza paranoie…).
Ci vado e ci provo.
E se proprio volete saperlo il tatuatore non ci viene.
Ma avete notato che belle che sono le scarpe da tango?

amara sconfitta

La cena di san valentino non si farà.
Troppe defezioni da parte delle coppie di AmicaNuova e non ce la siamo sentita di andare gravemente in perdita.
Forse potevamo rischiare, forse potevamo comunque osare e sperare nella divina provvidenza visto che qualcuno ogni tanto chiama ancora per avere informazioni.
Ce la faremo ad avviare questo tipo di attività?