la conferenza più breve della storia

3 relatori.
30 sedie.
1 impianto audio – video.
ZERO partecipanti.

 

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beata primavera

Le giornate si stanno allungando, c’è un’aria frizzantina e la mia voglia di stare chiusa in ufficio è inversamente proporzionale alla presenza del sole.
E ho sonno, ma proprio tanto sonno.
E quindi ora vado a fare il mio meritato riposino prima di mettermi a studiare o prima di voltarmi dall’altra parte e continuare a dormire.

 

3 anni di…

..piccoli litigi, grandi tragedie e grandi passioni, tanto sesso, risate e pianti, promesse e disillusioni. Tre anni mi sembrano così tanti, eppure era solo ieri quando tutta questa strana cosa cominciava.
Tre anni in cui siamo esistiti solo noi, senza troppe interferenze esterne, in cui eravamo solo io e il tatuatore, il tatuatore ed io.
Che poi non fa più il tatuatore, ma io qui lo chiamo ancora così, anche se fa mille lavori che non capisco e ha progetti che “vedrai porterò a termine”, che pensa al futuro come io non so fare, che si prende cura di me quando la vita vacilla, che sogna in grande, che brontola tantissimo ma alla fine è dolce come un muffin, che cucina e mi prepara i pranzi per quasi tutta la settimana non dimenticandosi delle verdure, che è così casinista e disordinato che io confronto sembro miss precisina…
E così eccoci qua…sapendo che non cambieranno i nostri difetti e nemmeno le mie idiosincrasie, sperando solo…

 

ricominciare

Ricominciano le visite guidate nei fine settimana ad una mostra personale di un maestro vetraio.
Se ieri ho fatto una visita quanto mai discutibile, anche se ben gestita, oggi è andata decisamente meglio e non mi fregano più con l’incalmo, i retortoli, le canne, l’incamiciatura, gli smalti e il vetro murrino.

 

della convivenza

C. è andata via due giorni e mi ha affidato la sua gatta che quindi si è insediata a casa mia.
Se non che la gatta è tranquillissima e piena di paure.
E ha incontrato il tatuatore che ama gli animali ma preferisce i cani.

Ieri pomeriggio metto la gatta sul letto e le do una coperta di pile.
“La coperta con le renne è mia!”
“Prego?!?!” chiedo io perplessa.
“E’ tua ma la uso io…è mia non del gatto.”

Stanotte. Io dormo.
“Amore, svegliati…il gatto mi cammina sui piedi”
“Amore…il gatto cammina sul letto…”
“Svegliati! la gatta miagola!”
E siamo andati avanti così dalle 2 alle 5, finchè non mi sono presa la gatta siamo andate a mangiare e a farci le coccole.
Quando finalmente tutti e due ronfavano ho potuto dormire anche io,

Oggi.
“Perchè la gatta non viene fuori?”
“La gatta mi ha fatto le fusa!”
E ha passato un’ora a parlarle.
Perchè lui preferisce i cani.

 

il mio master

Non ne sto parlando molto, anzi, non ne parlo praticamente con nessuno.
A metà novembre vorrei dire con noncuranza: ah, sì, quest’anno ho frequentato un master e ho studiato.
Ogni tanto mi scontro con un cervello che lavora settorialmente: le visite guidate, il lavoro e qualche svago. Lo studio complesso e complessivo fatica a rientrare nell’angolino del cervello in cui è stato fino a qualche anno fa. E così mi stupisco quando faccio i test online e li passo con qualche errore, mi incazzo quando non li passo (e ho già identificato il mio scoglio), mi inorgoglisco quando trovo il metodo di studio giusto e mi dico che sono stupida quando studio finalizzando all’esame e non al complesso delle conoscenze e per il test finale.
Ripasserò quest’estate mi dico.
Mi affiderò al colpo di culo.
Una soluzione verrà fuori: vuoi che tutto ciò che mi entra in testa debba necessariamente uscire dopo 10 minuti? Non credo.
E quindi oggi posso con orgoglio dire che ho fatto 7 esamini online e che sto preparando la prima tesina. E che non vedo l’ora di scrivere quella sul rapporto musei e letteratura (se ne parla ad aprile, perchè una parte delle tesine ha uno scadenziario da rispettare)
Ciò che mi consola è che è tutto senza voto.
Almeno la mia mediocrità fatica a farsi notare!