martedì

Sciopero dei mezzi.
Tutti a piedi.
Tina mi ha fatto cadere una teca di metallo sull’alluce destro.
Ho pianto dal dolore.
Ovviamente zoppico.
Ovviamente non potrò mettermi i tacchi stasera.
Ovviamente con lo sciopero dei mezzi dovrò zoppicare a casa.
In compenso mi sono fatta fare la cipolla in testa dalla parrucchiera.

lunedì

E oggi comincia questa settimana biennalesca o biennalista che dir si voglia.
Una mostra è bella che finita, un’altra è ancora in alto mare.
I prespaziati sono in ritardo.
La donna delle pulizie è malata.
Anche l’uomo che mette le pubblicità sui ponti è malato.
L’ufficio stampa esterno alla fine ha trovato un altro appartamento di amici di amici…la prossima volta non alzo neanche un dito.
Tina è in ferie e grazie al cielo domani torna.
Alla conferenza stampa c’erano poche persone, ma il caos in ufficio regnava sovrano e io continuo a pensare a cosa mi metto domani.
Perchè, sì, domani c’è una festa figa (dove si lavora tra l’altro)…e per compensare dieci minuti di tranquillità c’è lo sciopero dei mezzi.

 

sabato

La mia casa grida vendetta.
Dovrei dare una sistemata alla cucina e al bagno almeno.
Devo fare la lavatrice e la lavastoviglie. Sicuramente
Dovrei fare anche la spesa ma se me la gestisco bene arrivo anche a sabato prossimo (tanto pasta, riso, pomodori e mezzo sacchetto d’insalata ci sono).
Ecco le cose che dunque non faccio oggi perchè siamo in pre biennale e si lavora.
Tra l’altro stamattina c’è stata una freddolosa (vento, nubi nere, pioggerellina) visita guidata ad un numerosissimo gruppo di vecchietti…che è andata bene, per carità, ma io ero vestita troppo leggera.
Bene, torno a lavorare, anche se inaspettatamente tutto procede molto speditamente.

oggi

Non trovo un titolo per oggi.
Stamattina sono uscita tutta vestita benino, sandali della stessa tonalità della maglietta e della gonna, sono arrivata in ufficio con una promessa del curatore: oggi ti lascio in pace che devi finire il nuovo sito.
Ecco, il telefono (e spesso dall’altro capo del filo c’era il curatore) ha suonato ogni 10 minuti. Non ha aiutato che Tina fosse ovviamente in ferie.
Alle 2 sono andata a casa, mi sono messa una tuta, le scarpe da ginnastica, ho preso il carrello da trasporto e la pompa per le ruote che non si sa mai.
E ho fatto un trasporto di una cassa.
Grazie al cielo in taxi, se non fosse che a me il taxi fa mal di mare.
Apri la cassa e nel frattempo accendi le luci, rispondi alle domande e risolvi l’annosa questione: perchè non riesco più a modificare il sito (san tecnico del pc era al telefono con me per fortuna).
Ora dopo la pausa splinder torno a lavorare.
E c’è il busto in gesso di una vecchia modella dell’accademia che mi fissa in modo opprimente.

 

ore 15.54

Ora mi prendo 5 minuti di pausa.
E’ da stamattina alle 8.40, da quando è arrivata la prima telefonata del curatore mentre io pensavo al colore della mia maglietta, che non ho tregua.
Avrei anche un pochina di fame…
E mi ronza intorno una stagista fastidiosa e saccente, tra un po’ la schiaccio come una zanzara.
Qui cambiano l’allestimento ogni cinque minuti.
Di là sono indietro e significherà un fine settimana avanti e indietro con gli asiatici.
Sono quasi finiti i cinque minuti di pausa.
ah, domani alle 21.00 devo andare a trasportare dei cubi…no, dico, dei cuboni pesanti di venerdì sera…nella prossima vita vado in discoteca il venerdì sera.

una suorina cieca o una carcerata?

Uno degli artisti mi dice di trovare degli spilli dalla capocchia nera.
Io e la guardiasala giriamo mezza Venezia (letteralmente) e nessuno tra cartolerie, articoli per artisti e mercerie li ha.
A questo punto, presa dalla sconforto compro gli spilli normali e mi metto con un pennarellone indelebile nero a colorare la pallina.
La Bocconiana-stronza chiede all’artista se possono andare bene i nuovi spilli, perchè altrimenti dobbiamo trovarne altri (io la mando a quel paese nel frattempo).
L’artista (gayssssssimo) esulta:
“sembri una di quelle suorine cieche…o una carcerata”
Non so cosa sia meglio, forse la suorina?

 

esprimi un desiderio

Oggi sono entrata negli “-enta meno uno” ed è stata una giornata normale.
Tanto lavoro, diversi casini in ufficio, caldo…qualche sms di auguri tranne che in ufficio. Ma va bene così…a me non piace dover portare pasticcini o torte solo perchè mi dicono “tanti auguri”.
E poi la giornata cambia.
Arriva a Venezia mamma, lei che si ricorda sempre del mio compleanno, anche quando io non voglio, che festeggia sempre, anche quando io non voglio.
E per fortuna.
E così la solita cena, nel solito ristorante indiano, nella solita terrazza, quasi nel solito tavolo e, perchè no, quasi con il solito menù.
E si sa che per un’abitudinaria come me il “solito” è un grande regalo, soprattutto se si tratta di momenti lieti e piacevoli.
E mentre scarto il regalone di mamma, Patrizia-la-proprietaria mi porta il solito gelato al pistacchio e mango con una candelina accesa.
E non so nemmeno io da quando non spegnevo una candelina.
E questa cosa insolita mi ha riempito il cuore.

 

dipende cosa cerchi e come lo chiedi

Turbine dell’allestimento.
Curatore che due settimane fa disse con orgoglio “abbiamo tutto, non ci serve niente”, ieri ha richiesto della gommapiuma che prontamente ho trovato. E non è facile, la vendono solo quelli specializzati in materie plastiche e considerando che a Venezia le attività specializzate stanno morendo da decenni per lasciare spazio ai venditori di maschere è praticamente un miracolo averlo recuperato.
Oggi viene in ufficio e chiede: una sfera di 15 cm di diametro.
Sfera?
Io subito penso alle sfere che usava nonna per fare le palle di natale con il decoupage…considerando che non è natale direi che è un bel casino.
Chiamo il ferramenta. Non ha niente.
Chiamo l’omino della plastica che mi da un’ottima idea: sentire de.ca.thlon…
Chiamo il ferramenta che mi manda dal venditore di sanitari…
L’opzione quindi è stata: o una palla da danza ritminca in gommapiuma rosa (e già mi vedevo volteggiare come in Hilary il cartone animato) oppure un galleggiante per serbatoi grandi.
Indovinate cosa ho comprato?

Ovviamente un galleggiante e il venditore di sanitari mi ha servito come avessi chiesto la cosa più normale di questo mondo…e costa pure poco!

 

lattanti ovunque…siamo circondati

A me fa abbastanza senso (intendo ribrezzo, schifo q.b. e disagio) vedere allattare i bambini in un vaporetto stracarico di gente. Questo binomio del mezzo pubblico nell’ora di punta e dei lattanti proprio non mi va giù.
Oggi arriva una mail in ufficio in cui una tizia (di quelle talebane dell’allattamento…come le definisce ilProf) chiede che lo spazio in cui lavoro diventi un punto per l’allattamento in cui le mamme non vengano discriminate.
Ho cestinato la mail.
E ho deciso di togliere i divani (scherzo, i divani li ha tolti il curatore per altri motivi…) per fortuna.

 

c.r.a. – centro recupero astemi

Ieri gita, finalmente!
Io e il buon tatuatore siamo partiti di buon ora per andare alla sagra del carciofo violetto di sant’Erasmo.
Per arrivare, come sempre, abbiamo preso due vaporetti stracarichi di persone, poi abbiamo fatto una bella passeggiata sotto il sole e in mezzo ai campi per raggiungere la torre massimiliana, pranzo in spiaggia e poi tanti assaggi di vino prodotto dalle vigne del centro storico.
Una meraviglia.
Si stava d’incanto.
E poi siamo tornati indietro e abbiamo preso un vaporetto bis: eravamo 6 in tutto dentro e ha fatto sant’erasmo-fondamente nove senza fermate intermedie.
Il tatuatore si è scottato le spalle.
Io non ho pensato al lavoro.
E’ stata una giornata meravigliosa.
E ci voleva.