Archivi del mese: agosto 2011

fatemi i complimenti

L’oculista ha detto che ho un bellissimo nervo ottico.
No dico: bellissssssssimo!

 

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le teorie di amicanuova

AmicaNuova, quella del corso per WP e del progetto (fallito, ma son dettagli) di San Valentino, ha cambiato lavoro. Prima preparava buffet per feste e matrimoni.
Il suo mantra era: mi piace fare felici le persone con il cibo.

Oggi AmicaNuova ha cambiato lavoro, è nel settore: articoli per l’intrattenimento degli adulti.
Il suo nuovo mantra è: tutti hanno diritto ad una vita sessuale felice. Compresi i single.
Compresa io.
 


non lo dico ma mi manca

Mi manca.
Ogni giorno mi ripeto che non è vero.
Analizzo i difetti, le cose che mi davano fastidio di lui, i famosi punti inconciliabili e so di avere fatto la scelta giusta. L’avrei pagata nel futuro. E a caro prezzo. La famiglia insegna.
Però mi manca raccontargli le miei giornate, i suoi consigli, il suo realismo, gli abbracci caldi e consolatori, mi manca non averci provato.
Ho passato un periodo (circa un anno e mezzo fa) in cui ero convinta di volere un figlio.
Ora sarà stata la crisi che io avvertivo tra di noi, la sola idea mi dà la nausea.
E mi irrita chi ha dei figli, mi irrita chi è incinta.
E non è invidia.
E’ rabbia.
Rabbia perchè potevo metterci meno cervello e più cuore, rabbia perchè so che ho fatto la scelta giusta e non è corretto far pesare su un figlio un padre splendido ma inaffidabile e una madre come me (potenzialmente pessima).
Rabbia perchè potevo farlo capire l’incidente e invece sono stata razionale.
E io provo a pensare di ricominciare a farmi una vita.
Provo a pensare a che tipo di uomo vorrei frequentare e mi ritrovo a fare le liste delle caratteristiche come quando avevo 13 anni.
Solo che queste liste sono realistiche.
Ma non ho il coraggio di fare quel passo in più, il salto del fosso.
Ho avuto un paio di inviti ad uscire ed ho glissato.
Non voglio fare del male a nessuno, non voglio che i pezzi del mio cuore taglino chi mi sta accanto, non voglio pensare di soffrire ancora, non voglio affrettare i tempi, non voglio allungare i tempi e finire irrecuperabilmente sola.


coraggiosa io!

Una delle mie idiosincrasie è il telefono.
Io odio telefonare a gente che non conosco.
E generalmente non mi piace telefonare.
MA…
Ma oggi ho telefonato per l’intervista.
La curatrice del museo era un pelino scocciata, allora le ho mandato parte delle domande via mail.
Speriamo risponda.
Intanto il groppo di ansia si sta lentamente sciogliendo…ma poco poco.

 


non importa il risultato

Sul serio, non mi importa come andrà a finire, anche perchè so che non ho tante possibilità, però intanto mi godo i miei due colloqui per questa settimana. Almeno 2 degli oltre 30 CV che ho mandato in risposta ad annunci sono stati letti.

 


cose che si fanno con gli amici

Oggi è l’ultimo giorno in Italia di Mau, ma lui tornerà presto e noi tutti quest’inverno proveremo ad andare a trovarlo a Vienna.
E così con C. e lui siamo andati dove io faccio le visite guidate e abbiamo fatto un tour privatissimo, poi siamo saliti sul campanile dell’Isola di San Giorgio.
Pazzesco.
La giornata era meravigliosa e si vedeva tutto, fino alle montagne. Tutta Venezia dall’alto, bellissima e splendente. Ed è pazzesco che io non ci sia mai andata prima di quel momento.
Poi siamo andati alla mostra allestita lì vicino sulla tappezzeria e dove lavorano i miei amati guardiasala che ci hanno coccolato e fatto camminare a piedi nudi sui tappeti per sentire i diversi materiali e la percezione che si ha.
Meraviglioso.
E poi siamo tornati a casa, a piedi da San Zaccaria.
E’ stato proprio un meraviglioso pomeriggio, anche se l’installazione di Anish Kapur non mi è particolarmente piaciuta.

 


un giorno forse la pagherò – misantropia

Che a me non piacciano i bambini è un dato di fatto.
Che non mi piacciano quelle mamme talebane con bambini è un altro dato di fatto, più che altro perchè danno per scontato di poter fare quello che vogliono, di importi la presenza dei loro lattanti.
Lo so, il cielo un giono mi punirà e so che anche mia mamma ha avuto le sue belle difficoltà con me.
Però….

Sembrava troppo bello che la giovanissima guardiasala in rosa fosse “normale”, senza psicosi, senza paturnie, senza crisi…e invece ha un lattante duenne e ‘sto benedetto coso ha avuto la febbre. E lei è andata in crisi.
Mi ha chiamata: forse lo porto dal medico, forse sto con lui, non so cosa fare.

Il punto è che con me non sfondi una porta aperta, anzi…non me ne può fregare di meno. Hai un compagno, lascialo a lui, trovati una baby sitter, un dog sitter, una nonna in affitto.
Ma non venirmi a complicare la domenica, visto che lo hai già fatto sabato.