facciamoci del bene

Ieri sera C. mi chiama e dice: vieni a casa ho una proposta indecente da farti.
C’è da dire che C. in questi giorni è a casa con 39 di febbre e quindi più che proposte mi aspetto richieste o un bel delirio!
E invece…
Invece con dei buoni sconto abbiamo preso un pacchetto a testa per 5 fanghi e 5 massaggi linfodrenanti o anticellulite alla modica cifra di 50 euro.

 

a tempo di record – cose da donne

Ieri avevo voglia di una fetta di pane tostato, miele e pomodori secchi.
Tutti insieme.
E oggi è arrivato il ciclo.
Dopo soli due mesi e mezzo!
Un record.
Secondo quanto mi ero promessa prima il mio corpo doveva riprendersi e poi mi sarei rimessa in gioco.
La cosa mi fa un po' paura.
Intanto vado a mangiarmi dei pomodori secchi.
Se non fosse che io odio i pomodori.

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una dietro l’altra

Ieri, ore 14.15 circa.
Io, Tina e Sindacalista stavamo per bere il caffè.
Il mio cactus è stato posizionato da qualcuno (non so chi) sopra la stampante. Sta bene lì, è bello in alto.
Sindacalista stampa.
Fa per prendere i fogli e cactus cade sul mio telefono.
Terriccio ovunque.
Io presa alla sprovvista rovescio la tazzina di caffè sulla scrivania…e io non ho una scrivania in ordine.
Disaster.

 

il master sta finendo

Il master sta per finire…oggi ho completato l’ultima ricerca ma non la invierò finchè il docente non risponde alle mie domande, anche perchè se risponderà in maniera negativa sarà tutto da rifare…oddio, speriamo proprio di no! Deve rispondere.
E nessuno ha detto niente della mia seconda bibliografia strampalata…
e devo completare tutti gli invii di esamini, tesine e cavolini varie entro il 15 ottobre…
E se dicessi che ho un filino di ansia per l’esame finale che sarà il 12 novembre?
Cioè…poca poca…ma ce l’ho.

 

il disallestimento

I miei oroscopi di oggi (perchè ne ascolto circa 3 ogni giorno: leggo, tgcom, tg5 e a volte tg la7) avevano detto che sarebbe stata una giornata impegnativa.
E così è stato.
Arrivo in ufficio alle 7.35 perchè so che alle 8 dovevano arrivare le casse da riempire, la società ha già scaricato quasi tutto lasciando gli imballi così in fondamenta.
La stronza bocconiana arriva con calma alle 8.15.
Il curatore alle 8.40.
No, per dire che questo disallestimento è di loro competenza e con gli scaricatori di porto (sul serio) ho sbraitato io in dialetto. Giusto per dire.
E poi tante cose da fare.
Sono arrivate le MBT ordinate su internet.
Gioia avere delle scarpe nuove!
Ora continuo a lavorare.
Sarà lunga fino a stasera.

 

vorrei un pappagallo sulla spalla

Ieri, come al solito, ero nello sgabiosso e in 8 ore ho fatto 4 visite guidate.
Io amo questo tipo di lavoro, sul serio, ma farle così a ripetizione è estenuante.
Mi sembra di perdere la bellezza della comunicazione, come ripetere all’infinito una poesia o il riassunto di un libro.
Ci sono momenti in cui mi sembra di avere un registratore in “play” al posto della bocca, di essere come una hostess di ryanair che ripete le stesse cose venti volte in un giorno, anche se cerco di calibrare sempre la visita in base al gruppo.
E mi domando: ma i visitatori capiscono che sto andando in automatico o no?

il non sentire nulla

Quando sono stata Male non riuscivo a sentire il mio corpo. Ero una mente attiva dentro un corpo che reagiva lento e in modo disorganico alle mie volontà. Ricordo che per tanto tempo la tattilità aveva un qualcosa di diverso, di ovattato. Addirittura non sentivo le gengive.
Non mi piaceva quella sensazione, perchè la mia testa pensava, elaborava, programmava.
Ora mi trovo nell’esatta situazione contraria: la mia testa vuole una pausa da tutto, anche dal mio corpo (dalle vesciche per i sandali nuovi, da quel leggero mal di schiena, dalla testa che scoppia, dai crampetti inutili) e sogna quel mondo ovattato e sicuro.
Il problema è che per tornare in quello stato o mi ripiglia un colpo (e non mi sembra il caso) o mi do alla chimica farmaceutica, ma quella proprio strong.
Poi mi dico che sono ancora troppo giovane per avere una sana dipendenza da farmaci alla dottor House e quindi mi stendo sul letto, guardo il soffitto e aspetto che il sonno mi venga a prendere.
Voglio ricordarmi di questa volontà e me la voglio imporre.
Io sono più forte dei miei vacui desideri.
Io posso ritrovare il mio equilibrio.
Ed è in questi momenti che mi pento di aver lasciato la terapia.

 

quelle sere di tango a venezia (2)

C’era un tizio campano che aveva voglia di fare ciacole, chiacchiere per dirla in italiano.
E si interrogava sul tango con un po’ di classiche banalità: ballo sensuale e via dicendo.
Immaginate la scena sulla scalinata; eravamo seduti in ordine: due signori sulla cinquantina, Giancarlo (uno dei miei cavalieri attempati) che è ben oltre i 50, un tizio sui 40 (con cui poi ho ballato) e io.
‘Sto tizio si domanda: ma ci sono giovani che ballano il tango?
Ma dico io: guardati intorno.
A meno che tu per giovani non intenda imberbi fanciulle dai 15 ai 25 anni, sì ci sono e uno di questi giovani sono pure io.

 

quelle sere di tango a venezia

Sono andata a ballare il tango stasera sul sagrato della chiesa della Salute.
E ho ballato veramente.
Ma soprattutto con persone diverse che conoscevo.
Mi sono pestata un alluce con il tacco, ho pestato dei piedi, ho ballato male, non ho sentito il tempo, mi sono scusata.
Ma soprattutto ho Ballato.
E con degli estranei, precisando che ero assolutamente principiante. E loro hanno portato pazienza.
E alla fine io ho ballato, non ho avuto attacchi di ansia e quando mi sono seduta sulla scalinata le gambe mi tremavano.
Forse per una persona “normale” ho avuto una serata banale, per me è stato un grande passo avanti.
Ma ero felice.