le voci

E’ stata una settimana lavorativamente difficile per tanti motivi e ho avuto bisogno di staccarmi da Venezia tornando a casa da mia mamma. Se di giorno è stato facile rilassarsi…beh, di notte è stata tutta un’altra storia. Ad un certo punto mi è sembrato di avere 30 persone nella mia testa che urlavano, si parlavano l’una sull’altra e nel silenzio della notte queste voci sono molto forti. E mi hanno impedio di dormire bene, di ascoltarmi…Devo capire come abbassare il volume…

la casalinga

Come dice Romina fare la casalinga ha tanti lati positivi, in particolare scrive “non ho più bisogno del maalox”, l’unico problema di questo lavoro è che non è retribuito. E lei è fortunata perchè ha un compagno.
Dopo giornate come oggi in cui lo stress l’ha fatto da padrone e dopo essere uscita dall’ufficio avevo voglia di urlare dalla rabbia prima che lo sconforto mi prendesse alla gola. Il risultato è stato un tremendo mal di testa con annesso mal di denti da stress…se non fossi sola farei volentieri la casalinga.

fortunati loro

Le finestre del mio ufficio si affacciano su una corte privata e giusto di fronte ci sono le finestre di un albergo, quasi tutti bagni.
Ieri stavo lavorando e verso le 5.30 noto una coppia in atteggiamenti piuttosto intimi, lei nuda, lui palpeggiante appoggiati alla finestra in stile…caos calmo.
Non sono una guardona, la loro finestra del bagno era aperta, la mia chiusa e non ho sentito il risultato del loro orgasmo pomeridiano che posso comunque dire esserci stato.
La scena si è ripetuta anche 10 minuti fa, ma un mio collega (che ieri non c’era) se ne è accorto e tutto l’ufficio è casualmente passato davanti alla finestra del mio ufficio per vedere la coppietta.
Mi sa che si sono sentiti osservati.
Hanno chiuso la finestra.
Mi sa che si sono infilati in doccia. Al loro posto avrei fatto così.
Ah, che bei tempi quando anche io potevo fare queste cose!

in ballo

Nel vortice di una stramba mostra in cui mi mandano comunicazioni in una lingua che non capisco cerco di stare a galla.
E aspetto di sentirmi un po’ più vispetta.
Però va tutto bene e io sto bene.
Lo so perchè sto sistemando l’impostanzione dei post importati da splinder e ho riletto molto di me ed è stato un esercizio importante perchè mi stavo dimenticando delle sensazioni di tristezza, vuoto, principio depressivo del 2007 e 2008.
Oggi non ho più attacchi di panico, stati di ansia e di agorafobia, pianti improvvisi. Sono solo stanca e a volte un po’ triste.
L’unica cosa che non è cambiata è la lamentatio sul mio lavoro.
Ma come ho imparato ad amarmi (o per lo meno a volermi bene), così prima o poi riuscirò a lasciare questo giogo serenamente.

l’armeno di bergamo

Ieri sono andata a seguire una lettura/conferenza sulla presenza armena nelle commedie di Goldoni.
Fino a qui tutto bene.
In realtà l’ingresso è stato a colpi di insulti e strattonamenti per conquistare una sedia, però si sa che una volta conquistato un posto a sedere va sempre tutto bene.
Inizia un prologo noiosissimo e lunghissimo.
Segue un prologo su Goldoni altrettanto lungo.
Segue un povero musicista che suona un piffero armeno.
Poi cominciano le letture recitate.
E a quel punto uno si rende conto: Goldoni era un genio.
Fa ridere ancora oggi, nonostante le pessime recitazioni, i prologhi estenuanti, le situazioni più strane.
E il testo più divertente è stato “La famiglia dell’antiquario” con stereotipi e “gag” che ancora esistono oggi.
E sono tornata a casa sorridendo.