Archivi del mese: marzo 2012

e se fosse?

E se fosse veramene il mio talento?
Talento inteso nel termine più ampio di inclinazione, vocazione, dono…
Oggi al corso di arte per guide della diocesi abbiamo parlato delle cosiddette buone pratiche, ovvero degli atteggiamenti giusti per fare un accompagnamento.
E mentre snocciolavano e spiegavano mi sono accorta che queste buone pratiche io già cerco di adottarle e che instauro un rapporto con le persone che mi ascoltano.
Ma forse mi sbaglio…e si tratta solo di aver imparato a fare un lavoro o di non saperlo ancora fare e mi illudo.
Misteri…


il commiato

Ieri sono andata a teatro con il solito abbonamento.
Era in programma l’ultimo spettacolo della Valeri, scritto e interpretato da lei.
E’ una meravigliosa e perspicace attrice, ma ho provato una profonda tristezza. La fatica di recitare, la voce rotta, la difficoltà a stare in piedi e mi ricordava le mie vecchie prozie.
E mi ha intristito perchè questo spettacolo sembra un commiato, un addio, come quello della protagonista della piece.


non ho voglia di scrivere

Questo è un periodo particolare, perchè si sommano tanti anniversari di tante ricorrenze diverse che mi hanno letteralmente cambiato la vita in questi quattro anni. E forse non scrivo perchè tedierei anche me stessa o forse perchè tutto sta andando dovutamente in quell’antro della memoria che si chiama oblio e voglio godermi questo cullarmi in un apparente vuoto cosmico.
Tante cose sono accadute, alcune importanti veramente, tant’è che ricordo il 2008 come un anno di vera svolta, una virata verso lo scoglio dei 30 anni.
Ho fatto delle scelte importanti.
Decisioni che si prendono una sola volta nella vita…
Salti.
Mi sono aggrappata a tutto e a tutti con una forza che non immaginavo avere.
Ho sognato.
Ho pianto.
Ho lottato.
Ho piantato dei semi.
Ho amato.

E mi chiedo oggi, in questi giorni di memoria, se sarei in grado di rifare le stesse, se sono ancora capace di buttarmi da quel trampolino. E purtroppo non so la risposta.
O forse non la voglio sapere.
Paradossalmente non avere accanto Lui è come resettare questi 4 anni, rileggendomi mi accorgo che avevamo fatto dei progetti di vita di coppia, di famiglia, non avere accanto Lui  è anche ripartire con nuove consapevolezze sul significato profondo della vita, dell’amore, del lavoro, della famiglia, di me.
Noi ci siamo conosciuti ed amati non per caso, ma per un’accurata programmazione delle mie priorità (anzi, necessità).
Vorrei ricominciare ad avere le idee chiare come allora, grata delle immense potenzialità della vita.


benvenuto Francesco

Domenica ero di turno per le visite guidate.
E dei visitatori mi hanno chiesto come mai ci fossero tanti fiori vicino alla stazione.
E io non sapevo la risposta.
Poi durante il telegiornale hanno fatto vedere un servizio.
E’ arrivato il nuovo patriarca e dalle prime immagini, dalle prime dichiarazioni sembra una bella persona.
Speriamo sia una buona svolta per la città.


appuntamento di primavera

Come ogni anno il primo fine settimana di primavera è dedicato al F#i. Di gite belle ne ho fatte tante con mamma, mentre sabato sono andata a Chioggi@ per una visita guidata nel centro storico e una specie di spettacolo in piazza. I ragazzi del liceo che hanno curato le visite erano piuttosto imbranati nel senso buono del termine e ben vengano queste occasioni per fare esperienza, purtroppo il resto non è stato all’altezza. La giornata è stata comunque bellissima, a me basta essere vicino al mare, il sole di primavera caldo e il pranzo a base di pesce decisamente azzeccato.


sarebbe stato un anniversario

Non sono triste, però ieri sarebbero stati 4 anni insieme.
Così solo per ricordarmi a cosa corrisponde il primo giorno di primavera con questa bella assonanza linguistica.
Mi ricordo ancora il nostro primo incontro e rileggendomi mi sembra di essere stata veramente innamorata di lui il primo anno e mezzo. Mi ricordo che si parlava di vita di coppia, di figli, di futuro.
Ora non è che non veda un futuro, anzi, ma non riesco ad inquadrarlo. E’ come se mi sfuggisse dietro l’angolo, dientro un sipario e mi chiedo se sarò mai veramente in grado di avere ancora una relazione di coppia. Non tanto perchè il nostro amore fosse unico e indissolubile, ma perchè io mi sento bene e sto bene senza una persona accanto. E mi fa stramaledettamente paura questa sorta di misantropia o disinteresse all’amore. Il nostro ultimo anno insieme è stato un anno faticoso, io avevo rinunciato a molte cose di me e dei miei lavori per la coppia, se penso a quel periodo la parola che mi viene in mente è “costrizione”. Non ho parole liete, ho solo quest’idea di catene e ricordo la fatica di far combaciare tutto. Ecco, fatica.
Forse quando una persona è innamorata fa questo sforzo e non se ne accorge o è ripagata…
A volte temo sia troppo tardi per cambiare, però mi rendo anche conto che io non voglio cambiare carattere.
O forse per elaborare questa separazione 9 mesi sono ancora pochi?
Ecco, solo per dire che ieri sarebbero stati 4 anni.

 


ballerino maschilista

Il mio compagno di tango è un pizzaiolo di una certa età, ma non vecchio, e mentre aspettavamo che arrivasse qualcuno a lezione con l’ipod eravamo lì a parlare. Non chiedevi come siamo finiti a parlare di famiglia.
In sintesi: se ci si sposa si fanno dei figli che vengono al primo posto su tutto, soprattutto sul lavoro delle donne (che fondamentalmente non è importante). Il marito porta a casa i soldi e se serve lavora anche di più, la donna bada ai figli. Niente vie di mezzo. Anzi, i bambini possono andare alla scuola materna ma devono essere a casa per pranzo con la mamma. Altrimenti che vita è? Uno può fare anche a meno di sposarsi e farli. I bambini che hanno passato troppo tempo all’asilo, a scuola o comunque lontano dalla famiglia durante la settimana sono dei bulli, violenti, maleducati (perchè nessuno ha insegnato loro l’educazione), drogati e via dicendo.
A quel punto ho domandato se io gli sembro maleducata, drogata e via dicendo.
Poi qualcuno grazie al cielo è arrivato con l’ipod.
Tra noi non era possibile alcuna mediazione.
Per fortuna si è accoppiato con una come lui e io ci devo solo ballare.