Archivi del mese: aprile 2012

accenti – se ci fosse stato Niko…

Alla fine della sottocitata visita guidata dò la ricevuta per il pagamento.
Solitamente se non mi ricordo l’accento di una parola o la parola in inglese uso un sinonimo per semplificarmi la vita.
“your receipt”
Non so come l’ho pronunciata, mi è scappato l’accento e il capo gruppo mi ha brutalmente corretta.
E io sono tornata indietro con gli anni, a quando sono andata a Londra con mamma per la prima volta, frequentavo le medie e la prof ci faceva imparare i dialoghi a memoria. Mamma mi manda a comprare dei francobolli e nella mia testa sapevo come chiedere quanto costavano. Poi, io eterna indecisa e insicura (e un po’ secchiona), chiedo fantozzianamente “how many costs?” e il tizio mi corregge con: “how many? nooooo, how much!” Quel giorno mi sono metaforicamente sotterrata.
E oggi mi sono sentita come allora.
E se risuccede, diventerà “invoice”.


gli uomini colti

Oggi ho accompagnato degli omini colti ad una visita guidata.
La loro guida aveva un approccio “particolarmente new age”…diceva: immaginate di essere in un convento nel 1500 a Venezia, passeggiate qui nel silenzio…immergetevi…
Praticamente la visita è stata molto silenziosa, ogni tanto venivo interrogata sulle date, i bibliotecari colti camminavano ammirati.
Per forza dell’abitudine ho tradotto in inglese una lapide in latino ma loro erano preparati, ho sorriso e siamo andati avanti.
Uscendo uno degli ospiti mi dice in un italiano traballante: voi avete proprio una bella biblioteca, io lavoro alla British Library.
E io, non sapendo cosa dire, ho risposto: ma voi avete dei bei libri.
Che risposta idiota…


ah, l’amato dottore

Ieri sono andata a trovare il mio amato dottore perfarmi fare il solito pacco di ricette, dirgli che sto di nuovo fiacca e finche ho tempo di capire perchè da un po’ tanto tempo ho una specie di macchiona sotto l’occhio. Quando stavo ancora con Lui i primi tempi si preoccupava, non tanto per il mia salute ma perchè sembrava che qualcuno mi avesse dato un pugno e non voleva che si pensasse male.

Io: che cos’ho?
Doc: non lo so
Io: e cosa faccio?
Doc: te lo copri?
Io: alternative?
Doc: dermatologo?
Io: a me lo chiede?

sì, perchè andare dal mio dottore è sempre una cosa spassosa. E soprattutto “beva tanta acqua!”


evento passaggero o ansia da rientro?

Scrivo poco in questi giorni, ma non perchè non abbia cose da dire o da ricordare, ma solo perchè non vale la pena di appuntare tutto. Ieri è stata una giornata fiacca e da brava ipocondriaca premurosa come sono me lo appunto!
La giornata è stata dedicata al letto (e al bagno), tra febbricciattola, debolezza e chi più ne ha più ne metta. Mi sono alzata un paio di volte per far entrare C. che ha fatto le sue cose e alle 21 per prepararmi un po’ di riso.
Evento passeggero o ansia da rientro?
Presumo la seconda.
Il 2 maggio si avvicina e intanto mi godo questo malessere e questi ultimi giorni di quiete.


l’ansia del contribuente (2)

Dimenticavo, ieri da AmatoCmmercialista ho cercato di lasciargli la fattura dell’abbonamento annuale dei mezzi pubblici e lui: dai, lo sai che non si può più detrarre.
Sgrunt.
Poi farfuglio qualcosa e gli passo la copia del pagamento del canone televisivo perchè avevo sentito che per taluni soggetti va dimostrato di averlo pagato. Lui: brava, ora bisogna dichiarare il numero di abbonamento.
Grazie.
Sgrunt.
E se potessi mi farei l’abbonamento a sky, ma qui è meglio fare le formichine.


consigli per gli acquisti

Ieri sera sono andata con AmicaNuova e un tizio infiltrato al cinema per vedere il nuovo film di Woody Allen.
Prima del film lei mi ha mandato una cosa come 15 sms per omprare i biglietti, temeva ci fossero troppe persone e di non trovare un buon posto. In realtà eravamo in 15 sì e no in un cinemucolo di Mestre che non ha poltrone belle e men che meno posti numerati.
Ah, sì, i consigli per gli acquisti?
Risparmiate i vostri soldi e piuttosto andate a mangiarvi una pizza.
A me piaceva il lavoro di Allen, ma ormai è una macchietta di se stesso, un film ricco di stereotipi italiani e non solo, una via di mezzo tra l’onirico, il paradossale, il reale.
Tanto rumore per nulla.


l’ansia del contribuente

Hai voluto vivere in un centro storico?
Oggi sono andata dal commercialista (3 ore in autobus tra andare e tornare e 10 minuti in studio) per la dichiarazione dei redditi e per l’imu e m’è preso lo sconforto. AmatoCommercialista è perplesso: probabilmente la gabella non verrà eliminata, basta vedere le diverse accise sulla benzina.
E io mi guardo intorno, con tutti gli scontrini della farmacia, le ultime tasse universitarie, i cud di tutti i lavori, i versamenti delle prestazioni occasionali…e mi sale l’ansia da contribuente.
E per fortuna che i conti li fa lui.