Archivi del mese: luglio 2012

teli bianchi – post criptico

Quando avevo 18 anni o poco più ho attraversato una fase piuttosto difficile della mia vita, mi sono come sentita divisa a metà, letteralmente scissa nell’anima. Tanti erano i problemi e le novità che stavo affrontando, le decisioni che stavo prendendo, ma era più di triste/euforica, più di una sorta di bipolarismo dell’anima.
Comunque, era come se accanto a me avessi un’altra persona che ne sapeva, a volte, più di me. E, come se tutto questo non fosse stato sufficiente, durante questo periodo ho visto tutto ricoperto di teli bianchi. Come quando si chiude una casa e sopra i mobili, per non farli impolverare, si mettono dei teli per coprire. Ecco, io vedevo tutto coperto da teli bianchi e idealmente non li spostavo, guardavo e non vedevo. La mia psicologa di allora non diede una “diagnosi”, parlò di stanchezza e del mio modo personale di ridurre il carico delle emozioni…
Ecco, in questi giorni non vedo tutto coperto, ma è come se mi stessi nuovamente scindendo e in certi momenti, in alcune ore, mi aspetto fuori dalla porta per ricongiungermi a me stessa e razionalizzare sul mio vissuto. E non sempre il ricongiungimento è indolore, come a 18 anni finisce che non siamo sempre concordi.


stanchezza

Quest’ultima mostra mi ha letteralmente sfibrata, anche se ho mantenuto un discreto controllo delle emozioni e ho cercato di arrabbiarmi il meno possibile, c’erano comunque tante cose da fare. 
Il punto è che ieri, alla fine e ancora stanca, ho lavorato nello sgabiosso e di gente stramba ne è passata tanta.
Oggi mi sono girati i cinque minuti, mi sono arrabbiata, ho modificato i miei piani e penso già a quando sarà vacanza: da mercoledì sarò da sola in ufficio. Niente capocuratore, niente stronza, niente ufficiostampa, niente stagiste arriviste. Solo io e Tina che ci divideremo amabilmente la giornate.
Questa per me sarà vacanza, anche perchè trasferirò ventilatore e telefono vicino ad un divanetto, mi toglierò le scarpe e lì – finalmente – dormirò nella quiete che questo ufficio dovrebbe sempre avere.


a piedi nudi

Ieri abbiamo fatto una inaugurazione serale.Tutti avevamo sulle spalle una giornata di lavoro di circa 11 ore ed eravamo stanchini.
Io indossavo un vestitino nero, carino, nuovo, leggero ma con le maniche lunghe e i leggins…un caldo atroce.
Però…però io, a differenza delle squinzie e della stronza, non ero sui tacchi.
Ho scelto di fare la guardiasala nell’unica stanza della mostra in cui si doveva entrare senza scarpe.
Io e i miei piedi siamo stati felici.
Stanchi, ma sicuramente più felici di quelli con le scarpe!


alta professionalità cercasi

Ieri ho fatto un lungo colloquio di lavoro (oltre un’ora) per un lavoro che ovviamente richiede 2 lauree, un master e conoscenza lingue straniere: consegna e ritiro audioguide.
A volte mi chiedo perchè mi impegolo in queste cose.
Ah, sì, per essere economicamente indipendente o per lo meno per provarci.
Domando al tizio del colloquio: che tipo di contratto?
Mi sembra una domanda lecita.
Lui: niente contratto, paghiamo con notula per prestazione occasionale.
E ora mi sorge spontanea la domanda: avendo altri lavori, quando faccio la dichiarazione dei redditi vengo tartassata sui lavori fatti e pagati con notula. E mi sa che da un punto di vista economico non mi conviene, perchè oltre alla ritenuta d’acconto del 20% pago tantissime tasse…
E poco cambierebbe se sul mio CV comparisse l’ennesimo lavoretto del cavolo.

Quindi?


è sempre la stessa vita

E domani colloquio per un altro lavoro partime estivo!
Sono stati carini a chiamarmi…almeno loro!


in realtà nulla cambia

“Ci sentiamo?”
“Certo.”
“Potremmo vederci ancora…”
“Sì, ti avevo accennato a quella festa…”
“Già…”
“Così ci mettiamo d’accordo…”

Ecco, se voi l’avete sentito casualmente al telefono ditemelo, perchè non si è più fatto vivo. Non che mi dispiaccia, è stata una bella serata e le belle serate valgono sempre qualcosa, mi dà solo fastidio essere ignorata.
E non venitemi a dire che potrei farmi sentire io: la parte della povera fanciulla che già immaginava un viaggio di nozze in Polinesia non intendo farla.

E non dirò: ah, uomini!
Dico solo che è molto più semplice essere soli nel proprio guscio che affrontare di nuovo il mondo.
Ecco perchè ero solo felice.


quel che può esserci di nuovo

Credo che da oggi si possa dire quasi definitivamente chiuso il tag “cuore triste – tatuatore”.
Non è che non pensi ancora a lui e al ricordo di quel nostro primo incontro.
A volte penso che non proverò mai più quella sensazione.

Ma ho incontrato un ragazzo…sul quale non mi sbilancio e non verrò certo a dire che sono felicefelicefelice.
Però è stato un bell’incontro.
E mi sento rinata.