un ospite inatteso

Oggi ero nello sbagiosso e ho avuto un gruppone in visita.
Ad un certo punto siamo sullo scalone che conduce al primo piano e vedo una cosa nera, strana su un gradino. Lo guardo ma non ci faccio caso, poi un visitatore mi dice “ma è un topo!”
Io sorrido, e invito i visitatori a prendere l’altra rampa chiedendo di stare lontani e di lasciarlo in pace. Smitizzo dicendo che a Venezia il rapporto sorcio-residente è di circa 30:1.
Continuo la visita da un altro punto di vista, cerco di non perdere i miei appigli e tutto è andato bene.
Poi il guardianobiologo l’ha spostato in giardino.

La piega

Ieri ero proprio di pessimo umore, o meglio ero molto affranta. Ed ero un po’ preoccupata per il turno nello sgabiosso, perché per principio bisogna essere cordiali e sorridenti con i turisti. Poi sono arrivata, c’è una delle colleghe che preferisco, il guardiano gentile che ci ha offerto dei pasticcini, dei visitatori finora educati e questa giornata sta prendendo una discreta piega.

corda e pietra al curatore

ok, avevo scritto un bel post esplicativo.
Si è perso.
Non è stato salvato.
La sintesi: la mia solita lamentatio perchè lavoro con degli imbecilli, stronzi e insensibili che mi bloccano la digestione, che mi fanno venire la gastrite, l’ansia e le crisi di pianto, l’insonnia e le paturnie.
E io posso farmi di antidepressivi e antiansia ma non è modo di vivere.
E sì, lo so, l’unica soluzione è andarmene.
In questo momento anche sotto un ponte viste le molte alternative.

un parametro di stupidità umana

Oggi due persone diverse mi hanno chiesto di leggere dei testi che avevano scritto: come consultare un archivio e un bando.

“Perchè se lo capisci te lo capiscono tutti”

Chissà perchè ma mi sento il parametro della stupidità umana e non è che mi faccia tanto piacere, nonostante le varie cavolate che sono state dette per cercare di rabbonirmi.

c’è chi non esiste (2)

Qualche mese fa avevo scritto obiettivi e articolazioni di un progetto per l’ufficio.
Ne parlo questa mattina con il mio capo a cui è stato chiesto l’avanzamento dei lavori.
Lui si mette a spiegarmi il progetto.

Io: lo so, l’ho scritto io
Lui: ma io l’ho corretto (ndr. ci ha messo la firma), quindi l’ho fatto io

E gli ho scritto la relazione d’avanzamento, lui ha tolto una frase e quindi di chi è secondo voi la paternità?
Neanche all’asilo è così.

c’è chi non esiste

Io, lavorativamente parlando, non esisto.
Scrivo mail, mando fax, parlo al telefono, organizzo, faccio, brigo ma praticamente non esisto perchè…troppo difficile da spiegare a livello contabile/legale/amministrativo.
Oltre un anno e mezzo fa scrissi un testo sul posto in cui lavoro, un testo molto didattico, quasi un redazionale.
Tra un mesetto lo pubblicheranno con la firma di un collega.
Indovinate perchè?
Sono troppo febbricitante per arrabbiarmi e poi non ne vale più la pena.

travolta da un trattore

Chi mi vede oggi può pensarlo: sbattuta, con le occhiaie, struccata, vestita di nero, stracarica di sonno, mal di testa, fotofobica…
No, non sono andata a divertirmi.
Non ho mai frequentato le discoteche o rave parties o altro.
Non ho abusato di sostanze, anzi ho bevuto pure the deteinato.
Solo questioni di famiglia, di calcoli, di pazienza, di termometri, di farmacie…