la ronda degli stagisti

Abbiamo dei nuovi stagisti, che non son più schiavi come in Boris, ma stagisti retribuiti a norma di legge non si sa ancora bene come.
Comunque, abbiamo ‘sti tre ragazzi: una tizia supermasterizzata che si è fatta 800 km per venire qui (e poteva anche non farlo), una tizia un po’ svanita dalla vocina ina ina e forse anche dal cervellino ino ino e un ragazzo carino ma iper timido e accondiscendente.
Non ho più commenti sugli stagisti come un tempo, ormai mi sono distaccata, cerco di non arrabbiarmi neanche più…li osservo come in un acquario quando fanno danni, quando imparano, quando…
E da fuori l’acquario ho imparato a fare il back up di tutti i file su cui loro stanno lavorando perchè non possono il venerdì pomeriggio venirmi a dire: il file non si apre e se si apre si è mangiato dei dati. No, non si può.
E per la mia sanità mentale rimetto in circolo la copia (fatta la sera prima) dei loro file che riappare magicamente… (c’è da dire che con le cose importanti lo faccio anche con i miei perchè ogni tanto ho la sensazione che il server viva di vita propria e non ci ami particolarmente).

Che poi parlando di macchine dell’ufficio c’è la rivolta del fax. Non per scherzo, funziona solo se gli stiamo accanto e gli diciamo che lavora proprio bene. Se ti allontani inceppa i documenti.

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egoist!

Sì, sono egocentrica ed egoista.
Per la prima caratteristica lo sapevo, per la seconda speravo di no.
Ma lo sono perchè oltre ad avere una giornata storta sono arrabbiata per tanti motivi inutili e stupidi.
Sono arrabbiata perchè mamma è di nuovo in ospedale, perchè volevo andare ad uno spettacolo teatrale stasera e ad una conferenza, perchè mi sento sola, perchè mi sento ignorata, perchè ci sono problemi con il contratto per lo sagbiosso, perchè ho paura di cambiare il mio secondo lavoro, perchè volevo andare a farmi l’abbonamento in piscina, perchè sono giornate faticose al lavoro, perchè non faccio altro che lamentarmi e avrei voglia di piangere e di sbattere la testa contro un muro.
O saranno gli ormoni?

il virus cattivissimo

Gli eminenti gastroenterologi erano giunti alla grande scoperta: nulla c’azzecca la gastrite con lo stress. Lo stress è un’inezia davanti al brutto e cattivino Helicobacter Pylori. Lui, la causa di tutti i mali, lui che infetta più del 50% della popolazione che neppure lo sa e quindi giustamente lo ignora e allora lui s’arrabbia di più con chi lo conosce.
Io già gongolavo all’idea di un bel cocktail di antibiotici per dire addio alla gastrite che mi sveglia di notte, all’acidità quando lavoro.
Già godevo.
Ecco, io ‘sto caspio di batterio di non ce l’ho secondo le analisi del sangue.
Va bene?
Forse farò un altro test, ma che non mi vengano a dire che lo stress non c’entra perchè da quando ho saputo che mamma è di nuovo in ospedale quei due biscotti schifosissimi che avevo mangiato con il tea delle 16.30 hanno fatto danni.
Ma c’è una pillola contro lo stress?
Ah, sì, la mia neurologa aveva detto: cambia lavoro.
Ma bisognerebbe cambiare in più: casa, amici, città, bollette, stipendio e pure (se ci resta) un pezzo di famiglia.
Niente da fare: stasera sono acida anche nel cuore.

la lungimiranza

Questa mattina sono andata a farmi un prelievo del sangue, ma ormai ho imparato: inutile arrivare alle 7.30 e fare una coda di un’ora senza un posto a sedere, meglio arrivare alle 8.40 e metterci 15 minuti.
Incontro un’infermiera di una certa età, molto gentile, molto paziente.
Dopo cinque minuti di osservazione mi guarda perplessa.
“Sì, lo so. E’ uguale anche sull’altro braccio”
“Non le dispiace se chiamo Nicola?”
“A dire il vero stavo per chiederglielo io…”
E in un batter d’occhio il baffuto Nicola si presenta.
Prova, inserisce l’ago, io ho gli ho occhi chiusi.
“Per favore, la smetta di ravanare…”
“Proviamo da un’altra parte…”
“Che ne dice del polso?” so che Nicola non ama i polsi, lui vorrebbe fare le cose da manuale, ma ha accettato l’idea.
E così dolorante, sollevata e di corsa sono andata in ufficio (non prima di aver fatto colazione).

le riforme tecniche

Un governo tecnico fa riforme tecniche.
Sul serio, io non sono in grado di dare giudizi, so solo che è un disastro e che queste riforme tecniche, gli sprechi e la famosa crisi la sento sulla mia pelle. La sento quando pago le tasse ed emetto fatture che al netto sono 1/3 di quanto ho segnato al loro, lo sento oggi che sono molto triste. A dicembre mi scade (e come a me a tutti i colleghi) il contratto a progetto per le visite guidate. Oggi abbiamo fatto una riunione e la soluzione meno brutta che ci hanno prospettato è stata quella del voucher, che ha tutta una serie di limiti e come dipendenti effettivi costeremmo troppo e quindi niente tempi determinati o indeterminati, mai più co.co.co, non se ne parla neanche di ritenute d’acconto (meglio per tutti). L’altra, sottovoce, di aprire una partita iva. Che io già ho per la lungimiranza di mamma, ma che gli altri non hanno e così ho quel senso di colpa latente che dice: non lasciare affogare i tuoi colleghi. Ma come dice qualcuno: col chiaro di luna che c’è…

E mentre mi lamento dei problemi della res publica, mamma è stata in ospedale e tutto è andato bene, perchè a volte (spesso) il SSN funziona, i ricercatori lavorano alacremente con quel che hanno e con l’appoggio di persone sagge, la ASL mi ha chiamata per fare gratuitamente uno screening oncologico e la lettera è arrivata in un anniversario particolare…ad un anno esatto da quando una persona speciale se ne è andata.