conosci la tua città

Vivo a Venezia da cinque-sei anni, conosco qualcosa ma come molti che abitano in città d’arte spesso non guardo cos’ho letteralmente dietro casa.
Sabato, subito dopo pranzo, merito di una giornata splendida e di mamma qui abbiamo preso in mano una guida tipo “Veneziasegretacosechedovrestivedereechenonfaiperchèdicidinonaveretempo” siamo partite da casa per andare a vedere il sottoportego della Corte Nova, un sottoportico appunto che durante una delle tante epidemie di peste fu decorato e divenne una sorta di cappella di passaggio. E pensare che è a 15 minuti a piedi da casa, vicino alla biblioteca di sestiere (quartiere)…da lì abbiamo continuato a passeggiare un po’ a caso, in quella zona non ci avevamo mai messo piede, anche se è ben popolata e soprattutto ricca di gioielli. Camminando per una fondamenta vediamo quella che era la chiesa di Santa Giustina e mi dico “secondo me è del Longhena” e in effetti, controllando sulla guida a casa, ci ho azzeccato e siamo arrivate in riva e abbiamo capito finalmente dov’eravamo: di fronte a San Michele, al di là del canale dove comincia la fondamenta dell’ospedale (zona Bacini), ho accarezzato un gatto su un ponte e ci siamo infilate in una calle.
“Dai, andiamo a vedere che chiesa è!” ci diciamo vedendo l’ennesima chiesa palladiana. E non era l’ennesima: era la chiesa di San Francesco della Vigna. Una volta lì c’erano le vigne, adesso d’estate c’è una bellissima sagra (e visto che ho capito come ci si arriva ci andrò anche io). E la sorpresa è stata bellissima: Veronese, Bellini e una Madonna stupenda di Antonio da Negroponte e le cappelle, un tempo acquistate dalla nobiltà veneziana per finanziare la chiesa) con alberi di limone, stucchi, marmi…
Da lì ci siamo “perse” per altre calli e siamo giunte dove volevo andare dai tempi dell’università: alla Scuola di San Giorgio degli Schiavoni per vedere finalmente il ciclo pittorico di Vittore Carpaccio. Ed è stata bellezza pura e avrei voluto avere lì con noi il mio professore di storia dell’arte per farmi raccontare ogni singolo telero, ogni storia, ogni pennellata.
Uscita ho avuto un soprassalto: eravamo esattamente dove eravamo partite, solo dall’altra parte del ponte. Avevo cercato quel posto da anni e ce l’avevo esattamente lì vicino.
Tornando verso casa abbiamo deviato un istante per Campo della Bragora e anche lì “ma perchè non entriamo in chiesa?”. E anche lì splendore e sull’altare una delle più belle tele di Cima da Conegliano per non parlare di tutto il resto.
E poi a casa…sì, 10 minuti a piedi.

*cliccate sui link, non basterebbero pagine e pagine per descrivere quello che ho visto.

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2 pensieri su “conosci la tua città

  1. Che meraviglia perdersi a Venezia! Con questo post mi hai messo una gran voglia di prendere il treno e partire… Io a Venezia ho studiato un pò di anni fa, purtroppo in quegli anni (e negli anni successivi a dire il vero!) mi sono concentrata più sui bacari che sulle bellezze artistiche della città. Ma non è mai troppo tardi giusto?

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