Archivi del mese: marzo 2013

Quando i proverbi sbagliano

C’è un proverbio che dice: pioggia sulle palme, sole sulle uova. Tradotto: se piove la settimana prima di Pasqua, quella dopo c’è il sole. Ecco, qui diluvia e di notte c’è pure acqua alta. E forse c’era qualcuno, come la sottoscritta, che aveva programmato una pasquetta in spiaggia, con gli amici, un cestino da picnic e protezione solare. Il programma resta, cambierà la location: il salotto di casa mia. Alla faccia dei proverbi.

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umorismo pasquale

Il server di posta è andato in palla per un guasto elettrico. Poi tra una cosa e l’altra l’ufficio chiude e io ritorno martedì a pieno regime.
Al telefono con una tizia.

Io: salve, Le ho mandato una mail. L’ha ricevuta?
Lei: sì, grazie
Io: glielo chiedo perchè sa il nostro server è morto e risorgerà martedì
Lei: non domenica?
Io: no, i server a quanto pare ci mettono un po’ più di tempo dei cristiani


je suis stanca

Il prebiennale per me è cominciato 2 settimane fa.
Troppo presto.
Sono già in riserva di energie, con un potente raffreddore, febbriciattola, occhiaie e sonno. L’ansia è ancora a bada. Aspetto solo la bronchite primaverile che già sta facendo capolino e poi sono a posto.
Sono stanca fisicamente.
Ieri sono uscita dall’ufficio alle 21.15 (ed ero arrivata alle 8), oggi forse guadagno un’ora, ma è due settimane che vado avanti così. Per fortuna ho l’abbonamento in piscina che per due sere a settimana mi obbliga ad uscire ad un’ora decente. Tanto se mi addormento in acqua galleggio, io ho la vocazione del pesciolino (o della balenottera, dipende dalle giornate).
Riunioni, inaugurazioni, beghe, operai nelle sedi, ospiti…
Sono ufficialmente stanca.
Sabato mattina dormirò il sonno dei giusti, se riuscirò a non svegliarmi come ultimamente faccio alle 6.30 ogni giorno.
Torno a preparare un report.


quando il cervello non è collegato

Ieri riunione super noiosa con un tizio altrettanto noioso che si occupa di sicurezza.
Ad un certo punto il signore, che oltre ad essere noioso era pure logorroico, ha detto orgoglioso (fuori dal contesto della riunione che stava divagando su asili nido): “eh, i miei nipoti. Mia figlia ha avuto tre gemelli e tutti maschi”
Ed io: “oddio, povera donna”
Mi hanno ignorata, per fortuna.
E ho riportato l’attenzione sui solai.


Recensioni? Ma dove?

E anche l’abbonamento per la stagione teatrale di quest’anno e’ terminato (anche se andrò a vedere un altro paio di spettacoli dal loggione). Alcuni spettacoli mi hanno fatta ridere come quello del caro e vecchio Oscar Wilde, altri mi hanno lasciata spiazzata e trafitta come l’ultimo allestimento del Macbeth del Bardo, altri mi hanno allietata, alcuni mi hanno lasciato il niente, altri hanno conciliato il sonno. Ecco, sabato sono stata a vedere Brecht. Premessa: come autore mi piace, era acuto, intelligente, aveva un ottimo occhio critico su come gira il mondo. È un po’ pesantuccio, ma non è colpa sua. Lo spettacolo è stato noioso, sopra le righe, eccessivo, didascalico…du’ palle potrei dire se non volessi scrivere una recensione come si deve. Comunque, anche questa è fatta.


un padre

Io ce l’ho un padre, tutti ce l’hanno nel bene e nel male.
E’ sparito dalla mia vita quando ho compiuto 18 anni, ora ne ho 30…l’ho incontrato – per modo di dire perchè ero sedata come un tossico – quando sono stata male nel 2008.
Poi più nessun contatto.
Ci ho messo anni ad elaborare l’abbandono, il lutto, a tal punto che il suo ricordo ormai è, appunto, solo un ricordo di qualcuno, come un professore a scuola o un datore di lavoro.
Oggi la Bestiaccia si è laureata e mamma ha fatto una foto a lei e ai miei zii insieme finche aspettavamo che discutesse la tesi.
Sarà una bella foto.
Io non ho una foto così.
Io ho però una bellissima foto della mia laurea triennale scattata in un pomeriggio di luglio, con un caldo incredibile, insieme a mia mamma, i miei zii la Bestiaccia, amiche di mamma e una quindicina di amici tutti sorridenti, perchè eravamo felicissimi.
E non rimpiango quella foto, non sentivo la mancanza di nessuno: tutto il mio mondo e le persone che mi volevano bene c’erano. Però devo dire che in quella foto mancava solo una persona: mia nonna.


quando le cose si collocano da sole

Adoro i giorni in cui i problemi trovano naturalmente la loro soluzione come in un fluire di qualcosa di più grande.
Quando trovo persone elastiche con cui saltare la corda.
Quando gli impegni non si sovrappongono e si riorientano sull’agenda come per magia.

E così la lezione dei preti è stata spostata inaspettatamente e giovedì andrò a cuor leggero alla laurea della Bestiaccia (ma soprattutto non dovrò mendicare degli appunti altrui).
E così un trasporto che sembrava complicato si è risolto.
Una consegna ha trovato il modo di partire e di arrivare in tempo.
Un’artista ha preso probabilmente la sua dose di xanax e oggi è molto più tranquilla.
Un libro che ho ordinato da am#zon (per la prima volta) è arrivato senza problemi.

Fossero tutti i giorni così.