Archivi del mese: luglio 2013

come si cambia

Ho capito che ognuno affronta i suoi lutti e le sue perdite come può e con i suoi tempi.
E noi siamo decisamente a buon punto!
Se quindici anni fa mi avessero detto che avrei fatto le mie vacanze senza famiglia, avrei risposto: sarebbe anche ora.
Se quindici anni fa mi avessero detto che avrei desiderato fare le mie vacanze con mia mamma li avrei presi per stupidi.
Se quindici anni fa mi avessero detto quello che mi aspettava probabilmente mi sarei nascosta in un armadio e avrei lasciato passare il tempo.
Se quindici anni fa mi avessero detto che dopo il grande dolore dell’abbandono, dopo la sofferenza e la rabbia, dopo tutta una serie di spiacevoli pensieri mia mamma sarebbe andata da sola a fare un grande viaggio non ci avrei creduto.
Quando si è piccoli o comunque adolescenti si vede cambiare il mondo intorno a sé, ma si crede che la famiglia sia uno di quei punti fermi che tempeste, fulmini e mareggiate non ti porteranno mai via.
In realtà anche le famiglie cambiano, i padri se ne vanno, i figli e le mamme crescono e imparano cercando nuovi punti fermi.
E vederla partire ieri per un grande viaggio mi ha aperto il cuore, mi ha fatto sentire felice.
Mi ha fatto credere che anche il suo cuore si sta aggiustando un pochino.

Anche se ci siamo promesse che la prossima volta andremo via insieme.
Viaggiare insieme è probabilmente una delle cose che ci viene meglio!

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step by step

Oggi è arrivata la tanto attesa lettera:

Cara AmandaBlack,
abbiamo controllato i tuoi titoli, hai superato gli esami di abilitazione, adesso devi solo pagare un sacco di tasse, una marca da bollo e darci una fotografia e sarai felicemente detentrice del tuo patentino di accompagnatore turistico.

Direi che sono quasi una escort!
A parte gli scherzi è un ottimo inizio!


un mese basta e avanza

Ebbene da oggi non sono più bionda.
Odiavo i miei capelli: quando li lavavo sembravano degli spinaci, stavano diventando più giallognoli che biondi e come meches non mi piacevano particolarmente.
E così oggi due mani di colore e sono tornata scura e naturale e mi sento decisamente meglio!
Finalmente in pace con i miei capelli!


Realmente a casa

Oggi è un giorno di decompressione: sono a tornata a casa di mia mamma stanotte e domani torno a Venezia. Lentamente, con calma…è finalmente stanotte sono riuscita a dormire e mi chiedo: ma da quando è diventato così complicato? Comunque ieri è stata forse una delle giornate migliori: da sola a zonzo, ritrovando i miei interessi e i miei punti fermi che valgono ovunque. Uno di questi è mark&spencer, ovunque io vada, una catena di grandi magazzini: entro, vado in bagno, vado nella zona bar a pranzare, esco. Ed è bello per me sapere che non sono più quella ragazzina spaurita che aveva paura a chiedere due francobolli: ora domando, parlo, chiacchiero, mi aggiro e scovo luoghi e se mi perdo prendo un taxi.


Come a casa

Oggi mi sono sentita a casa, a me basta poco, come andare in un museo accogliente dopo giorni dedicati ad altro. Io sono casa-lavoro, ho a che fare con presunte cose artistiche e problemi, ma soprattutto questi musei bellissimi di stampo anglosassone hanno alla base il principio dell’accoglienza: spazi gradevoli, servizi per tutti. È bello entrare e perdersi dentro, bersi un tea, leggere al bookshop, entrare e uscire….l’assenza di barriere induce a pensieri e attitudini sempre positive. A me l’arte mette di buon umore, anche quando vedo qualcosa di bruttino mi diverto. E penso inevitabilmente ai miei colleghi e quella stuccatura sul muro mi fa ridere, l’umidificatore che gorgoglia mi mette nostalgia e avrei voglia di accarezzarlo per zittirlo come faccio da me, vorrei riprendere il guardia sala fancazzista. E poi mi siedo e mi perdo a guardare un paesaggio Constable e improvvisamente mi ricordo che amo l’arte contemporanea, ma che non c’è niente meglio di un buon classico per rendermi felice. È oggi sono stanca, ma felice.


Lungo la strada

Durante questa vacanza non riesco a dormire, tanto per cambiare e quindi ho un bagaglio di stanchezza che potrebbe costarmi un surplus sull’aereo. In compenso ho trovato una cosa che avevo perso: l’ispirazione. Accompagnata da amici marginalmente antipatici, ma è pur sempre una bella riconquista.


Appunti annegati

San wifi mi aiuta ad appuntare alcuni pensieri: in Irlanda dovrebbe piovere e invece fa un caldo della malora…allora perché io ho l’impermeabile? Una volpe morta sul ciglio della strada. La guida a sinestra (letteralmente scritto così sulla macchina). Il cibo tipico che va oltre il fish and chips, ma non è molto leggero. La birra a cui non sono più tanto abituata, meno che meno ad una pinta e mezza. Viaggiare in gruppo: devo ricordarmi la prossima volta che io, me e il mio super-io ci bastiamo, faccio già esercizio di pazienza durante l’anno che non dovrei farlo anche in vacanza. L’accento irlandese che non è poi così tragico.