Archivi del mese: agosto 2013

prospettive

Ieri ho mandato un curriculum con la mia solita letterina delle prospettive lavorative di una giovane professionista indipendente.
L’ho mandata senza pretese.
E stamattina la società mi ha chiamata per un colloquio oggi pomeriggio.
La mia parrucchiera dalle mani d’oro mi ha sistemato i capelli in pausa pranzo, io poi sono corsa a casa e mi sono stirata (stirata!!) giacca e pantaloni, truccata…sembravo proprio una bella persona seria.
E sono andata al colloquio con la mia borsa bella, scarpinando un bel po’.
Ed è andata bene.
E sono felice delle prospettive come non mi accadeva da mesi…

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è di nuovo cinema

Da cosa si capisce che è Biennale Cinema?
I turisti sono aumentati.
Donne in abito lungo e tacco 12 intasano i vaporetti di sera.
Uomini in completi di sartoria sfoggiano al supermercato accrediti VIP al collo.
George che non viene a prendere un martini a casa mia. E c’è pure il divano letto libero.
Giorgio che viene in visita alla Biennale Arte.
Militari in fermento.
La Vespucci ancorata in mezzo al bacino.
Gli yachts ancorati sotto casa e luccicanti per le feste a bordo.
Io che con mamma spulcio il programma delle proiezioni.


c’è sempre un insulto adatto

Bisogna raccontare il parziale trasloco di C. e Architettando: 4 persone, 7 valigie, 4 borse, 1 gatto.
Dovevamo partire alle 17, quando in realtà ci siamo ritrovati all’imbarcadero alle 18.10.
Un orario pessimo.
C’era la ressa della chiusura della biennale.
E ci è sfuggito soltanto un “maledetti biennalisti”, una via di mezzo tra turisti e utenti della biennale e “bruttieantipatici” senza criterio ed educazione.
L’unica che non è stata schiacciata è stata la gatta che ha preso il trasloco con molta più filosofia di me.


un cuore un po’ ammaccato

C. e Architettando si sono trasferiti di nuovo, questa volta in terraferma.
Li ho aiutati con una parte del trasloco, poi quando hanno caricato tutto sulla macchina ho abbracciato C. e sono ancora triste.
Fino a ieri tornavamo a casa insieme, andavamo in piscina, a bere lo spritz, ci facevamo la spesa vicendevolmente, io andavo a sfamare la gatta, lei i pesci rossi…er la comodità di vivere a neanche 50 metri di distanza, forse 30 e un ponte.
Avevo promesso a me stessa di non piangere come l’ultima volta, anche perché non ho nessuno che mi possa consolare.
Ma sono triste.
E mi rendo conto troppo sola.


la pace dei sensi

Ormai questo post posso scriverlo visto che l’estate sta finendo, tutti rientrano al lavoro e i ritmi lentamente ritornano normali e asfissianti.
L’anno scorso mi ero esercitata nella pratica degli incontri fortuiti e delle relazioni occasionali…i risultati non erano stati eccellenti come speravo, ma solo perché non mi ero applicata come si deve.
L’avevo fatto per scelta e per non ascoltare un cuore ancora incrinato.
Quest’anno ho fatto la scelta esattamente inversa: niente uomini, niente appuntamenti, niente aperitivi, niente…
Ed è stata la pace dei sensi.
E mi stupisce di come io stia bene, di come – nonostante tutto – si possa vivere bene senza un compagno, un flirt…
E mi fa paura questo pensiero perché ho un’età in cui se non trovo un compagno a breve finisco a fare la zitella con tanti gatti o mi tocca mettere mano al portafogli per un piano B.


tecniche demotivazionali

Mi ero abituata bene a non avere turni nello stanzone (in effetti avevo barattato la mia anima per due fine settimana liberi), ero libera come un fringuello, però poi si torna velocemente alla realtà.
Ma non avevo molta propensione al contatto con il pubblico.
Così ad una famigliola straniera con 5 bambini urlanti e maleducati ho cominciato ad elencare tutti i lati negativi di una visita con me e giuro che non ho mai accennato al fatto che i mocciosi maleducati non mi piacciono.
Ad un’altra famiglia ho detto che la visita guidata durava tantissimo e che probabilmente le bambine si sarebbero annoiate (cosa testata e vera).
La mia collega ha trovato un altro paio di scuse pertinenti e il fine settimana è stato lungo ma ci siamo specializzate in tecniche demotivazionali eccellenti!


tecnicamente abile

Non me la cavo molto bene con la tecnologia, nel senso che faccio il minimo indispensabile per sopravvivere.
Qualche nozione di html, sapere come attaccare qualche cavo e un po’ di fortuna mi fanno vivere serenamente, se non fosse che chissà per quale motivo io sono l’amministratore del sito dell’ufficio.
Dovrebbe essere Ufficio Stampa, perché lei satuttofatuttodecidetutto, ma il sito richiede comunque un po’ di manutenzione e attenzione e lei rompe le scatole una volta una tantum per farmi modificare una virgola.
Una volta le ho detto: hai le password di accesso, hai tutti gli strumenti per fare qualunque modifica come amministratore…falle!
Con la scusa che aveva troppo lavoro mi ha ignorata.
La verità è che nessuno qui dentro sa usare questo strumento del male.
A parte la sottoscritta.
E quelle rare volte che ci provano lavoro il doppio per sistemare ciò che hanno incasinato.
Questo per dire che oggi ho lavorato sul sito e ho fatto delle cose molto semplici, ma sono molto fiera di me…anche perché erano operazioni semplici ma non abituali.
Mi accontento di poco.