Archivi del mese: dicembre 2013

io no!

Mi sa che quasi tutti i bloggettari stanno scrivendo il loro resoconto del 2013 e i buoni propositi per l’anno prossimo.
Ecco, io quest’anno evito.
Sono stanca delle aspettative, dei desideri che non si realizzano, di quel “vorrei ma non posso/ho paura”…pertanto le mie dita non digiteranno oltre!

Tra una mezz’ora esco dall’ufficio dove ho letteralmente scaldato la sedia. La cosa bella di questi giorni è che posso venire al lavoro in tuta, potrei venire anche in pigiama…tanto siamo solo la radio ed io.

Il mio programma per la giornata?
Silenzio stampa anche su questo!

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in laguna

Rientrata in laguna non per diletto ma per lavorare.
Ieri è stata una mattina intensa e incasinata che si è conclusa con una visita guidata alle tre a tre individui russi che non mi capivano e ripetevano a pappagallo quello che dicevo.
Ma mi domando: se non capisci quello che dico perchè ti sprechi a farmi fare un’ora di visita guidata e sopratutto perchè mi chiedi cose per le quali non intuisci le risposte?
Si vede che era da molto che non mi facevo un turno nello stanzone…
Oggi, invece: ufficio, io e la radio.
Uno spasso, anzi, una vacanza!


in scatola

Quando ero ragazzina odiavo i giochi in scatola…sarà che perdevo sempre.
O forse mi urta(va)no i bambini delle pubblicità.
Eppure da un paio d’anni provate a togliermi scarabeo o monopoli e potrei staccarvi un braccio a morsi, anche se continuo a perdere.
Per me questo sta diventando famiglia: mia mamma e mia zia in cucina, io che ogni tanto faccio incursioni a beccolare, lo stereo che va, la bestiaccia e lo zio a leggere sul divano…sarà melenso, sarà banale, saranno gli ormoni, ma più penso a come dovrà essere il mio futuro e più sono convinta che la mia famiglia la voglio così.
Senza intrusi, senza estranei, fondamentalmente in pigiama.


le gioie della natura

Trullalero trullalà mi alzo dal letto dopo la solita notte difficile.
Come a Venezia qui non si sente passare una mosca, anzi no, un cane sta abbaiando…ma questo succede anche a casa e se becco quello che ha lasciato i suoi escrementi davanti alla mia porta e io in infradito ci sono piombata in mezzo…butto in canale il padrone. Giusto perchè è natale.
Comunque, colazione, un giornale, rifaccio i letti.
Apro una finestra.
Bisogna pur cambiare aria (umida e puzzolente…proprio come a casa!).
Una cavalletta mi si attacca sulla spalla (io in pigiama).
C’ha freddo poveretta.
Mi starebbe anche bene come una spilla.
Però ha due difetti: è brutta ed è viva.
Non urlo.
Sarei quasi pronta a spogliarmi per cacciarla, in realtà agitandomi come una pazza lei se ne scende.
E io chiudo la finestra.


In campagna

Prendersi una pausa vuol dire anche lasciare Venezia e rilassarsi, giocare a scarabeo con la bestiaccia, leggere, provare a dormire, mangiare…


a tutto c’è una ragione

O me misera lacrimante e abbandonata…
Dai, non prendiamoci in giro.
E’ una banalissima sindrome pre mestruale, arrivata troppo presto forse per lo stress.
Il mio corpo reagisce a modo suo e io lo so e lo accetto, anche se a volte me ne dimentico.
Il tutto risolto brillantemente con C. e Architettando a cena e nel pomeriggio con un non proficuo giro per bancarelle a Mestre, un po’ di chimica e dicendo ai bambini sulle scale mobili del centro commerciale che babbo natale non esiste.
Jingle bells!


compulsivi che fanno

Su realtime c’è una trasmissione assurda: Malati di pulito, una nuova serie a base di disturbi ossessivo-compulsivi; Linda Dykes, la protagonista, ha pensato bene di creare una ditta di pulizie formata da “pulitori compulsivi” e di lavorare con gli accumulatori seriali.
Io tendo ad essere un’accumulatrice un po’ ordinata e ogni volta che vedo questo programma (troppo spesso) mi prende un’ansia pazzesca e inizio a riordinare e pulire…compulsiva di qualcosa lo sono pure io.