il silenzio

Attorno a me.
Dentro di me.
Riordinare i libri.
Riordinare i dvd.
Un giorno di ferie.
Accendere una candela.
Tirare fuori una lampada che avevo messo via.
Ascoltare questo cuore che batte a volte all’impazzata.
Non dover parlare.
Non sto male.
Mi godo solo il mio silenzio.

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tremate tremate!

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Tremate tremate!
Poliziotti in assetto antisommossa.
Dimostranti con cagnolini e bambini.
Donne con fischietti.
Tutti con i palloncini.
Alla faccia dei forconi anche noi protestiamo MA in modo garbato, sobrio, colorato, inoffensivo.
Ci sarebbe stato bene il vin brulè.

quello che mi frega

Stamattina mi lavo i denti e vedo lo spazzolino che gli avevo dato una mattina, la settimana scorsa.
L’ho preso.
“Vaffa#%&!# spazzolino!”
E l’ho buttato via.
Ma mica è colpa dello spazzolino, ci mancherebbe.
Però è stato un momento assolutamente catartico.
E io oggi sto bene.
Certo non dormo ancora bene.
Ma sorrido, parlo, interagisco e non grugnisco e non piango.
Ho un velato senso di inadeguatezza che non conoscevo, ma dipende dall’essere stata scaricata e così la mia mente dice: se non piaci a lui non piacerai a nessuno.
Ma sai che ti dico cervello?
Vaffa@#€!
Per colpa sua mi sento brutta e inadeguata?
Ah! Mi sono comprata un vestito!
Stasera cercherò di farmi i boccoli e al diavolo.

Se lui non è abbastanza per me, io lo sono per me stessa.

Giusto per dire che adoro lo shopping on line che non prevede l’incontro con le commesse e che posso fare quando non dormo.

post noioso

Ok, stavo per scrivere un post lamentoso, piagnucoloso perchè è normale e fisiologico che io non sia proprio gaudente. Avrei voluto non alzarmi dal letto stamattina e me ne sarei stata al buio a piangermi addosso, ma invece sono uscita con mia mamma, siamo andate a pranzo e a teatro. E sebbene lo spettacolo non sia stato il massimo per un cuore incrinato (storia di un uomo bastardo e fedifrago) è stato salutare.
Sul serio, vorrei lamentarmi e poi guardo l’agenda e dico: cavolo, è tutto così semplice.
Io sono io, sto bene, non mi manca niente, ho dei lavori, ho una famiglia, ho degli amici.
E non voglio piangere per due mesi divertenti, belli, fisici, ma pur sempre solo 2 mesi.
Una parte di me dice: basta amore, basta innamorarsi, basta uomini, basta soffrire.
Non cercherò un uomo, ma se lo incontrerò dovrà essere come me o meglio di me, curioso, colto e non ansioso.
E quel piano B sembra sempre più probabile perchè l’uomo perfetto non esiste.
Intanto sguazzo un po’ nella mia infelicità.
Ma solo per stasera.
O forse anche domani.

downlodata

Facciamo una sintesi: il 4 ottobre il mio mondo sentimentale ha una svolta.
Ho incontrato il tatuatore, ci siamo fatti prendere dalla gioia e dalla passione.
Ho sempre pensato che Lui fosse l’unico uomo per me, anche perchè in tre anni di solitudine non ho trovato nessuno con cui condividere la mia vita se non quale cosa veramente occasionale.
Avevamo la sensazione di essere l’uno per l’altra.
Un senso di completezza difficile da spiegare.
Abbiamo messo dei paletti, abbiamo dato spazio a noi stessi, Lui si sta impegnando in un progetto. Ci siamo andati coi piedi di piombo perchè c’erano dei motivi validi per cui io l’avevo lasciato la prima volta.
Il tutto per non rifare gli stessi errori.
Vivevamo giorno per giorno, senza fare progetti a lungo termine, anche se quel paio di volte in cui ci siamo svegliati assieme ci siamo detti che era bellissimo.
E ieri: ti devo parlare.
Siamo diversi, io non verrò mai a teatro o all’opera con te, hai bisogno di una persona più simile a te, ti amo ma…
E per la prima volta nella mia vita io sono stata lasciata da un moroso/compagno/o quel che è.
Sono rimasta choccata, indecisa se ridere o piangere e la soluzione è stata telefonare a C. per rovesciarle addosso i miei pensieri.
E non sto soffrendo, anzi…ho avuto una sensazione di leggerezza quando me lo ha detto: non devo più programmare e cercare di far combaciare Lui con la mia vita.
E so che mi mancherà, soprattutto la sua fisicità e la sua presenza, ma ho visto troppe relazioni autodistuggersi per non sapere che questa è la soluzione migliore e che il mio piano B è sempre il migliore.
E stanotte ho dormito (strafatta di ansiolitici) ma ho dormito e questa giornata non mi sembra posì così brutta e per fortuna viene mia mamma oggi a trovarmi.

il presente post è catalogato sotto “cuore infranto”, ma io sto bene. Sul serio!

e anche questa mostra è aperta

L’ultima mostra dell’anno non è la più faticosa e forse neanche la più laboriosa, non è neanche la più bella, ma è speciale: è la nostra tradizione e raccoglie le ultime briciole di forza che ci restano.
A sfiancare sono il freddo, la stanchezza di un anno che ha visto un’estate fantastica e difficilissima, gli imprevisti risolti sempre sul filo di lana…
E quando sono tornata a casa mi sono infilata pigiama, calzettoni e via sotto il piumone.
Ho il freddo nelle ossa, ma so che posso prendermela comoda e durante quest’ultima parte di dicembre dovrò trovare la forza per continuare e dei buoni motivi (non solo “venali”) per non mandare tutti a ramengo.