essere fortunate

A volte mi rendo conto di come la mia vita, così com’è e con tutti i suoi problemi, sia effettivamente stimolante.
Certo, spesso vorrei restare sotto alle coperte e non alzarmi, uccidere il mio capo, affogare i miei colleghi, lanciarmi da un aereo senza paracadute, avere un solo lavoro e sicuro…però, appunto, ci sono delle giornate in cui mi dico: cavolo, sono fortunata.
Fortunata a vivere a Venezia, ad avere una casa (in disordine), a vivere nell’unico centro storico dove le macchine non ci sono, ad andare in piscina dopo il lavoro, ad avere la possibilità di incontrare tante persone (con 3 lavori e mezzo è normale), ad avere pochi e buoni amici, ad andare a teatro con pochi soldi.
E così ieri sera con C. e 10 euro siamo andate al Malibran per un’operetta proprio scarsa di Rossini.
Siamo uscite un po’ deluse: l’allestimento era molto intrigante, ma i cantanti scarsissimi e il libretto peggio di un teen movie.
Però tornando a casa, attraversando Piazza San Marco, mi sono detta che quella sera ero stata fortunata.

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io zumbo

Non è una questione di età e neppure di pigrizia, forse neppure di essere fuori forma da un pezzo.
E’ proprio che io sono scoordinata, non riesco a coordinare le braccia con le gambe e non ho una connessione funzionante tra occhi e arti, quindi posso guardare un’insegnante di zumba piuttosto che di aerobica ma senza particolare successo: capisco 10 minuti dopo quello che devo fare e nel frattempo gli altri sono andati avanti.
Però se mi mettete in acqua forse c’è la speranza che io non mi rompa una caviglia e che qualcosa venga fuori (gambe rigide, dolori muscolari…) anche se è domenica mattina.
Ma la prossima volta con le scarpette antiscivolo!

quando piove prendi l’arte

I musei sono un ottimo rifugio d’estate perchè di solito fa sempre fresco, d’inverno c’è il riscaldamento, i bagni sono inclusi nel biglietto e quasi sempre puliti, ma soprattutto quando piove si sta all’asciutto!
E così con un diluvio incessante a Milano, le scarpe nuove e un treno alle 19 si possono supplire a gravi mancanze culturali, come andare con la propria mamma alla Pinacoteca di Brera e ritrovare ad esempio molte tele studiate all’università, molte tele che erano di casa a Venezia, conoscere nuovi pittori e lasciarsi trasportare dall’emozione di vedere per la prima volta il “Cristo Morto” del Mantegna ben illuminato, come fosse una rivelazione.

solidarietà precaria

Sabato sono andata a vedere una mostra a Milano, alla biglietteria chiedo se c’è qualche riduzione per chi lavora per la società che ha organizzato l’esposizione.
Il ragazzo mi dice di no, ma mi fa comunque due biglietti gratuiti, perchè in realtà è buona norma essere solidali con i colleghi precari (a lui è successo e, in effetti, anche io lo faccio quando sono nello stanzone).

dove ho perso il mio polmone?

E così ieri prima lezione del corso di nuoto adulti dopo oltre 10 (in realtà 17) anni in cui non seguivo una lezione con un istruttore e altri nuotatori. Il ragazzetto mi fa provare gli stili e poi mi mette in una corsia con altre due persone.
Dopo 4 vasche credevo di morire: male alle spalle, male alle braccia, naso chiuso e fiatone.
Vero che per fare bella figura cercavo di nuotare spedita…però non me lo ricordavo così.
Oggi sono tutta un dolore e stanchezza.

mani bucate

Ah! questo dicembre non ho speso praticamente niente con la carta di credito!
Sono veramente una formichina parsimoniosa.
Oh, toh, è il 15 del mese…vado a vedere l’estratto conto.
Cosa????!?!
400, quattrocento (che bel numero tra l’altro), dicevo quattrocento euroooooo?
Ma cos’ho comprato?
Sì questo è vero, anche questo, ah, già c’è pure questo…sì…tutto torna.
Beh, tante cose da pochi euro…pochi…
E non ho neanche comprato un paio di scarpe, accidenti!
Magari dovrei ridurre gli acquisti on line
E quelli di riavvio attività e…

bon, non ci pensare.

Io lo so perché le formiche risparmiano: non hanno la carta di credito e non comprano su internet.