l’elogio delle virtù

Ho esercitato la temperanza per non aver picchiato il maestro di nuoto che continua a dirmi che tengo male la mano sinistra. Facciamo una prova: ti dò un gancio di destro e uno di sinistro. E dopo potrai dirmi che tengo male la mano sinistra. Ma solo dopo che ti avrò fatto un occhio nero.
Ho esercitato il silenzio sempre di cui sopra.
Ho esercitato la lentezza, perché di correre non ne avevo voglia, tranne quando mi trovo qualcuno nella corsia accanto e ho la tentazione di superarlo e di arrivare prima.

Ho esercitato la pazienza: acqua alta, pioggia, ombrello rotto, scarpe leggere. Ma non posso prendermela con la marea che sei ore sale e sei ore scende. Ho scelto questa città e ne accetto pregi e difetti anche quando ho i piedi bagnati.
Ho esercitato la castità perchè non ho un fidanzato con un barchino o un amico con un barchino a cui dire: vienimi a prendere in piscina e sarò la madre dei tuoi figli.

Ho esercitato…

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