è primavera

I giorni scorrono tra cento impegni che a breve diventeranno mille.
Le giornate si allungano, ho tirato fuori camicie leggere e vestiti primaverili.
Avrei voglia di una settimana di ferie.
Di stendermi al sole e dormire come i gatti o le lucertole.
Ho comprato dei libri e avrei voglia di leggerli.
Ho tolto le calze e ho un paio di ballerine viola che fanno il paio con gli orecchini e gli occhiali.
La biennale si avvicina e vorrei sprofondare.

guidando

Questa settimana zoppica.
Per fortuna lei e non io.
Comunque, già lunedì un gruppo non si è presentato alla visita guidata che aveva prenotato, oggi la cosa si è replicata ad un’altra mostra.
E mi puzza di karma negativo (o come dice C. sono proprio dei cafoni).
Quello che mi urta veramente è che per preparare questa visita ci ho messo molto tempo, ho rinunciato ad un concerto e per studiare mi ero stampata i documenti in carattere 18 per ovviare alla temporanea cecità.
Dicevo, ci ho impiegato più tempo del previsto perché tratta di fotografia contemporanea ed era prevista la visita in inglese. Per carità, io vado anche a braccio, purtroppo si tratta di un vocabolario che ancora non mi appartiene del tutto e quindi per ogni autore che mi capita devo studiare. In più non c’era un press kit in inglese (comunicato stampa, testi critici e via dicendo), quindi ho dovuto fare una ricerca di articoli e critiche alla mostra sulla stampa internazionale.
Sono comunque ottime occasioni per imparare cose nuove…
Però…

il mio corpo ricorda

Solita manfrina di fine marzo sulla mia salute.
E’ passata la buriana del “come è bello vivere” e quella della sindrome del sopravvissuto, che tra l’altro non mi spetta di diritto.

Sto bene, lavoro, sono stanca, risento della primavera.
Se non che da due giorni (e ipotizzo fino al 2/3 aprile) sono praticamente cieca.
Non riesco a leggere, è una via di mezzo tra una dislessia e una difficoltà di messa a fuoco (peraltro lavorare al pc e non solo è difficile, scrivere un post un’impresa e preparare una visita guidata…faticoso).
Perché?
Solo perché il mio corpo ama ricordare gli anniversari e trova ogni anno un modo fantasioso e fastidioso per ricordameli.

mecenatismo?

Lavoro nel mondo dell’arte contemporanea e dei giovani artisti e questo, ancora per un po’, è un dato di fatto.
Ne incontro tanti, ma con pochi entro in confidenza sugli aspetti della loro produzione, perché è più facile essere distinta e burbera che lasciarsi andare in critiche o lodi (tant’è che non è il mio lavoro).
Però a volte capita che mi faccia prendere da un progetto, da un’immagine, da…
E ieri ho comprato e installato a casa un’opera con l’artista che l’ha prodotta…una stampa scala 1:1 di una porta…murata.
E più la guardo e più mi piace e sono contenta di averlo fatto a casa mia.

il tempo scorre

Giorni che non scrivo e avrei mille piccole cose da raccontare: dall’esame dei preti alla gita a Trento, dal freddo agli studenti che non si sono presentati ad una mia visita guidata, dalla mia CiCilla alla gatta della calle che forse sarà mamma.
Non sono rimasta un minuto con le mani in mano e così ora, prima di uscire di corsa dall’ufficio, ho ripreso in mano il mio diario virtuale.
Il tempo scorre e faccio fatica a stargli dietro.

l’ora dei profeti

Il corso dei preti sta finendo e sabato devo fare una visita guidata/esame e nel mentre dovrò approfondire un cupolone della basilica con 11 profeti e 2 re, ognuno con un cartiglio illeggibile e in latino (sì, lo so, ho fatto il liceo classico…più di 10 anni fa).
Ora, a prescindere che non mi ricordo niente…stanotte mi sono svegliata all’improvviso alle 3 e ho riletto tutto e la mente sembrava più disponibile ad assorbire.
Stamattina mi sono svegliata e non mi ricordo niente.
Forse dovrei fare l’esame dormendo.
Comunque per la cronaca esistono attestati 4 profeti maggiori e 11 minori…

l’ora dei convegni

E’ primavera e fioriscono i convegni a Venezia.
E quindi si ricomincia a lavorare su più fronti.
Oggi, nello stesso spazio d’attesa, c’eravamo io con due colleghe per un meeting e altre tre di un’altra società per un altro incontro.
Slittavamo simultaneamente da un’area all’altra.
Avevamo tutte il tailleur pantalone nero, la camicia bianca, il badge da escort (che altrimenti ci fanno la multa) e quello della società che s’incontrava, oltre al cartello in mano e la check list degli ospiti. 
L’altra ditta aveva anche la ragazza immagine: ‘na cavallona con tacco 12 zeppato e minigonna e cartellone.
Ovviamente gli ospiti non guardavano il cartello.
Ogni tanto mi dico che alle donne non servono le quote rosa, perché non siamo panda, poi mi imbatto in queste situazioni e mi convinco che l’unica soluzione sarebbe resettare il cervello dei maschi.

voglia di rosa

Sono due giorni che Venezia è sotto ad una coltre di nebbia.
(Che vuol dire: vaporetti che non vanno, che vengono deviati…e aggiungiamoci pure lo sciopero di domani).
E per tirare fuori la primavera che è in me oggi ho rispolverato la mia borsa rosa!
Ripeto: rosa!

l’ora delle gite

Inizia la primavera.
A breve inizierà il tour de force turisti-biennale-turisti-turisti, ma intanto ci godiamo qualche spiraglio di sole e qualche raggio caldo.
Mi piace vivere a Venezia perché posso andare al parco, in 10 minuti (2 fermate di vaporetto) sono in spiaggia…che, voglio dire, non è neanche lontanamente paragonabile ad una bella spiaggia e l’acqua lascia molto a desiderare, però placa la voglia di spogliarsi, di prendere il sole, di bagnarsi i piedi oppure di scaricare la tensione dopo un giorno di lavoro.
In 20 minuti (23 per la precisione) sono a Murano e ci sono stata sabato.
La mia gioia non è nell’andare lì, ma è dire: ho voglia di fare quattro passi e vado lì, mentre il resto del mondo si macina ore di viaggio per arrivare.
E così gita primaverile con mamma facendo un po’ le turiste e un po’ le cittadine, guardando con occhio critico gli anglosassoni che sezionano una frittura bevendo cappuccino e una coppietta di fidanzatini italiani che ordinano spaghetti al pomodoro…mentre noi spolpiamo una canocia e facciamo la lotta con il nero di seppia.