l’ex professore

Secondo anno di università.
Un inverno difficile dal punto di vista meteorologico: c’era alta marea tutte le mattine e ogni giorno tutti (sia pendolari che non) uscivano di casa con gli stivali in borsa.
Solitamente all’ultimo ponte utile ci si ritrovava e ci si cambiava.
La regola quando si cammina nell’acqua alta è andare piano e non alzare i piedi per non muovere troppo l’acqua.
La cosa bella è che la città va a rallentatore.
Una mattina alle 8.30 avanziamo lungo la fondamenta e sentiamo un gran casino, vediamo qualcuno che corre a ginocchia alte in mezzo all’acqua.
A lezione ci ritroviamo difronte quest’uomo con i mocassini e i pantaloni fradici e una pozza d’acqua sotto ai piedi e ogni volta che si muoveva si sentiva quel tipico cic-ciac.
Tra l’altro ha un evidente deficit di attenzione, riscontrato anche durante la mia visita guidata.
Comunque, non mi ha insegnato molto e non lo considero un mentore…in compenso mi ha fatto ridere con la sua costante ridicolaggine.

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2 pensieri su “l’ex professore

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