la crisi del paliotto

“Xe trenta ani che vegno quasi tuti i dì in sta ciesa e noogavevo mai visto…”
Queste sono state le parole di uno dei docenti del corso dei preti oggi in basilica, quando abbiamo visto un “nuovo” altare al di qua dell’iconostasi.
E’ tornato a casa presto perchè doveva assolutamente ristudiare i suoi libri per trovare quell’altare del 1300.

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l’ex professore

Secondo anno di università.
Un inverno difficile dal punto di vista meteorologico: c’era alta marea tutte le mattine e ogni giorno tutti (sia pendolari che non) uscivano di casa con gli stivali in borsa.
Solitamente all’ultimo ponte utile ci si ritrovava e ci si cambiava.
La regola quando si cammina nell’acqua alta è andare piano e non alzare i piedi per non muovere troppo l’acqua.
La cosa bella è che la città va a rallentatore.
Una mattina alle 8.30 avanziamo lungo la fondamenta e sentiamo un gran casino, vediamo qualcuno che corre a ginocchia alte in mezzo all’acqua.
A lezione ci ritroviamo difronte quest’uomo con i mocassini e i pantaloni fradici e una pozza d’acqua sotto ai piedi e ogni volta che si muoveva si sentiva quel tipico cic-ciac.
Tra l’altro ha un evidente deficit di attenzione, riscontrato anche durante la mia visita guidata.
Comunque, non mi ha insegnato molto e non lo considero un mentore…in compenso mi ha fatto ridere con la sua costante ridicolaggine.

il mio fine settimana nello stanzone

Sabato e domenica sono stata di turno nello stanzone e nell’ordine:
– ho avuto un vecchio visitatore maschilista che non si rassegnava del fatto che dopo il 1400 le donne non venissero più rinchiuse o affogate nei canali. Ad un certo punto, non ricordo come, gli ho detto che per fortuna le donne oggi sono emancipate, ma soprattutto sua moglie (poradonna) gli sopravviverà.
– frotte di tedeschi ai quali ho consigliato di fare altro perché nessuna guida da noi parla tedesco.
– simpatiche vecchiette anglofone
– un corso di storia dell’arte di anziani e mi sono divertita come quando ho le classi
– un corso di una prestigiosa università tedesca e mi sono consolata: sono fancazzisti come esattamente gli studenti italiani
e…the last but not the least…
– un mio ex professore universitario che merita un capitolo a parte (nel prossimo post).
Oggi sono stanca e ho concluso poco fa con un gruppo di svedesi sulle orme di Palladio. Faccio vedere loro uno scalone monumentale e il capogruppo mi chiede di intervenire: anche loro ce l’hanno perché un architetto svedese aveva incontrato nel 1643 quello veneziano e ha preso ispirazione per uno scalone monumentale a Stoccolma.
“Il primo esempio di scala a doppia rampa in Europa” dico io, come sempre.
“E noi abbiamo la seconda.” Risponde lui.
Alla faccia del campanilismo.

è iniziata la stagione

Navi, passeggeri, aerei, lost&found (molto lost e poco found), turisti, divise, camicie bianche, orridi foulard, badge, scarpe scomode, sorrisi, meet&greet, rivedere i colleghi, avere lo sconto dipendenti al bar, valigie colorate, squinzie che prima di passare la dogana salgono su tacchi 12 (non ci credo che ti sei fatta 12 ore di volo sui trampoli), baci e abbracci, ritardi, anticipi…
E’ cominciata la stagione turistica.
Ora non ci resta che sopravvivere all’apertura della Biennale.
E sarà una bella estate.

p.s. io oggi sono senza calze!

Regole d’oro

imagePer vivere bene in una città (direi come Venezia, anche se credo un po’ ovunque) ho imparato che: Al bar non si mangiano tramezzini piccanti (questo me lo ha spiegato il tatuatore: si fanno con gli avanzi) e si frequentano solo posti conosciuti. 

Venerdì sono uscita di casa poco prima delle 6 (tanto per cambiare sciopero dei mezzi) per andare a lavorare in un hotel e verso San Marco (6.10) ho deciso di bere il primo caffè della giornata. Solitamente io frequento due bar in quella zona, ma quando ne ho visto uno aperto sono entrata. 2,50€ per un cappuccino al banco…ora, parliamone…a quell’ora sono tutti lavoratori, i turisti dormono beati…che ti costa farmi un prezzo normale che non siamo neanche in Piazza San Marco. La prossima volta vado dal mio berlusconiano con i calendari delle donne nude e con quel prezzo mi prendo pure la brioche e mi danno lo scontrino.