io, precaria…o forse non l’ho ancora capito

L’dea mi è venuta in mente leggendo un post di Eide in “Nebbia in laguna” e anche ascoltando le ultime boutades del non eletto (EDIT: in parlamento)presidente del consiglio che “regalerà” ad una valanga di italiani 80€.
Chi mi legge sa che io raramente parlo di politica e continuerò a non farlo.

Dicevo, io sono una partita iva, non ho contratti, non ho diritti (e se volete capire qualcosa sulla situazione delle donne che si fanno un mazzo tanto e non hanno quasi niente in cambio dallo stato andatevi a leggere il blog di Afrodite K), ho tre lavori e mezzo, un’agenda cartacea che è la mia ancora di salvezza e tantissimo sonno.
Dei giorni sono felice, mentre in altri vorrei chiudermi in casa e restare a letto per tutta la vita: io, me e la tv.

Qualcuno dice che sono fortunata perché posso fare quello che voglio, non sono legata ad una scrivania da un contratto che non mi dà opportunità di crescita, posso cambiare, posso scappare, posso fare cose diverse e non annoiarmi, posso reinventarmi.
E, in effetti, io non mi annoio.

Qualcuno dice che sono in una posizione difficile perché non avendo certezze non posso costruirmi un futuro sia previdenziale che familiare.
E su questo concordo, anche perché a trenta-e ops-anni certe scelte vanno prese e condizionano decisamente il futuro e se trovi un moroso come il tatuatore fancazzista che ti rinfaccia che hai poco tempo libero e che non si può coordinare tutto con un’agenda…beh, le difficoltà potrebbero aumentare.

C’è chi lavora e si mantiene vivo con delle passioni e chi, per necessità e un po’ come me, cerca di far coincidere le passioni con il lavoro.
Purtroppo i risultati non sono sempre ottimali e lo stress che ne deriva spesso non vale la candela.
Resta comunque il fatto che non ho il tempo er andare in palestra o a fare la spesa…neanche male, vuol dire che ho da lavorare (sempre secondo qualcuno).

C’è chi ha uno stipendio fisso a fine mese e su quello fa i conti e regola la sua vita.
Io ho le mani bucate: datemi cento euro e li spenderò in dieci minuti e non è che la spesa sia proporzionale al tempo…tutt’altro.
Però, cosa che mai avrei immaginato: sto imparando a calibrare le uscite (a suon di cadute e conti in rosso). Infatti non sapendo se e quando verranno saldate le mie fatture si impara a risparmiare sulle bollette, sulla spesa, si tagliano le poche uscite e ci si fa invitare tanto!
Quello che resta è l’amarezza, tanta amarezza, per non vedere il proprio lavoro adeguatamente ricompensato ogni giorno.
Suvvia, non siamo venali…direbbe qualcuno.

Però, alla fine di tutto questo sproloquio che potrebbe a suo modo continuare, posso dire di essere fortunata: ho degli amici (ormai non tantissimi, ma quelli che servono) e ho una famiglia alle spalle che agevola il mio cammino, mi ascolta e mi supporta quando vado in crisi (molto spesso), mi aiuta economicamente nei periodi di magra, mi ascolta quando vado in crisi.

Oggi non mi piango addosso, domani forse sì, resta comunque il fatto che l’erba del vicino è la più bella e vorrei anche io una vita normale come l’hanno avuta i miei genitori. E, come dice la saggezza popolare, non è detto che la vi(t)a degli altri sia più semplice, più leggera, più migliore della nostra.
Comunque, è vero: troppo spesso le perle vanno ai porci.
E sappiate che non amo quelle di fiume.
ça va sans dire

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4 pensieri su “io, precaria…o forse non l’ho ancora capito

  1. E quindi tutto si sostanzia nel: dipende da come ci picchia la luce.
    E nella risposta alla domanda “Sei felice?”.
    Nemmeno io parlo di politica, ma solo perché sono incompetente e per nulla obiettiva. Comunque volevo dirti che gli 80€ sono arrivati, quindi hai un conto aperto di gelati e aperitivi presso la sottoscritta: offre Renzi.

  2. Solo una piccola nota a margine, perché c’è libertà di pensiero, ma non sulle norme della costituzione: NESSUN presidente del consiglio è MAI stato eletto.
    #pedantezzatime

    • hai ragione: è nominato dal Presidente della Repubblica dopo le consultazioni avvenute dopo che gli aventi diritti al voto hanno eletto i loro rappresentanti in parlamento.
      Saltato l’ovvio passaggio logico delle normali elezioni, resta il fatto che nessuno lo ha votato per andare in parlamento. O sbaglio anche qui?
      E per questa volta non ti banno…ma solo perché ti voglio bene.

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