Archivi del mese: giugno 2014

sssssshhhhhh!

Sono in ufficio.
Se ne sono andati tutti: è estate in fondo.
Chi è in ferie, chi va dall’estetista, chi va in piscina.
Il vicino suona il pianoforte, o meglio, è da 4 ore che va avanti con le scale. E le fa da 40 anni. Ed è meglio così perché quando ci prova con Beethoven vorresti rantolare a terra e gridare “basta, ti prego, basta!”. E perché lo dica io…
Un merlo sta facendo un’indigestione di fichi sull’albero che vedo dalla finestra di fronte alla mia scrivania.
I dirimpettai dell’albergo di fronte fanno il sonnellino pomeridiano.
I ragazzi che abitano sotto sono al mare.
I telefoni non squillano.
Mi godo la pace estiva.

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esegesi dei supereroi

Ho lavorato per una compagnia con un brand consolidato, orientata ad un pubblico di bambini ma anche ai quei bambini che sono cresciuti, fidelizza il suo target di riferimento.
A me crea attacchi di panico.
Non sono una loro cliente.
Comunque, avevo il loro logo ed ero in aeroporto.
Attacca bottone con me un bambino, incuriosito da questo aggeggio con il logo.
“Conosci questa società?”
“Ma io sono grande! Io guardo Spiderman!”
E finche entrambi aspettavamo un volo abbiamo parlato da dove escono le ragnatele dell’uomo ragno, di Batman e di quanto poco le generazioni d’oggi considerino Robin, di Silverman (che non so chi sia), di Superman e della criptonite, ma anche di Wolverine (oscillando tra DC e Marvel), del centro del potere, di spin-off e cross over.
“Però sai che male se Wolverine ti fa il solletico.”
“Io non soffro il solletico.”
E siamo tornati sui nostri discorsi seri: vero, mai divagare. 


questi giorni di ordinarie sveglie all’alba

Se c’è una cosa che non so fare è svegliarmi presto.
Eppure sto imparando.
Lentamente.
Prima o poi riuscirò anche a dormire da sera fino all’alba senza svegliarmi con il panico per guardare l’ora ogni tre quarti d’ora.
Intanto gli attacchi di ansia sono faticosi e poi vuoi mettere dormire 5 ore di fila?
Sono fisicamente molto stanca ma, nonostante tutto, abbastanza lucida.
Domenica, probabilmente, collasserò sul prato su cui andrò a fare un pic-nic con la famiglia…succede così, in effetti, quando devo recuperare le forze e ho un giorno libero.
Ogni tanto penso che questo lavoro di accompagnatore turistico potrebbe essere il mio futuro.
Ho l’entusiasmo, la voglia di raccontare aneddoti e la grinta che avevo quando ho cominciato a lavorare da tutt’altra parte, in tutt’altro ruolo.
Ho anche la gastrite se è per questo…
Ecco, e così non ho appuntato tutte le persone strambe che ho incontrato in questi giorni…


vorrei…

…lamentarmi.


il devasto

Tre giorni full time in aeroporto.
Con orari di partenza da casa impegnativi e troppo all’alba.
Con rientri a casa ad orari assurdi.
Con la notte bianca dell’arte.
Con l’ufficio che mi reclama.
Con i piedi stanchi e quel dolore bastardo che avevo anche l’anno scorso e che cavolo…speravo di dimenticarmelo.
Con una spalla bloccata dall’aria condizionata.
Sono stanca.


storie di ordinaria manutenzione

Ore 6.20.
Mi alzo per mettere fuori i sacchetti delle immondizie per la raccolta porta a porta.
Il portoncino è bloccato.
Ancora.
Succede sempre così d’estate: si allenta lo scrocco e la porta si blocca.
La strattono, apro, metto fuori i sacchetti.
Torno a letto.
Ci ripenso.
Mi alzo.
Prendo un cacciavite e un tassello, come mi ha insegnato il buon Guido tuttofare.
Smonto la serratura.
Modifico la serratura.
Richiudo le viti.
Uno dei netturbini mi guarda perplesso: sarà per la mia chioma fluente piena di ricci o perché sono le 6.40 del mattino e io sono discinta in camicia da notte (con un buco sul fianco) che traffico come un fabbro?


basta un pizzico di gentilezza

A volte i turisti dimenticano a casa la gentilezza.
Oggi arriva in aeroporto una signora che ha la valigia ma ha perso il marito.
Succede più spesso di quanto si pensi.

I miei colleghi ed io abbiamo appena terminato il briefing e aspettiamo incoscienti il primo charter in arrivo.
Non un “buongiorno” e neppure un tono vagamente gentile e neppure un “per favore”: solo un imperativo scocciato.
“Tenetemi il bagaglio che ho perso mio marito.”
Tra l’altro non viaggiava neppure con la compagnia che rappresentavamo, ma spesso questo non è un problema…anzi. Spesso si danno informazioni, supporto logistico/morale a chiunque.
La signora alza il tono della voce e noi, garbatamente, la mandiamo alle informazioni o al desk della sua compagnia.
“Dovete solo tenermi la borsa!” Urla.
“Mi dispiace, ma il regolamento lo vieta.”
Fine della storia e qualcun altro se l’è cuccata.