think (a different) pink

La pigrizia, a volte, qui la fa da padrona.
Ma dato che è saltata la data di assistenza in aeroporto di venerdì mi sono messa lo smalto.
Oggi si lavora sulle gradazioni del rosa:
make-up rosetto
camicia rosa pallido
ballerine viola chiaro
smalto viola scuro
…gli occhiali li ho rotti…ahimè.

dita

EDIT
…speravo io di averla sfangata…una collega è malata: domani aeroporto, stasera acetone.

 

pinguini in libera uscita

La divisa in aeroporto e in porto è tailleur nero (o blu, dipende dal servizio) e camicia bianca.
Ieri, dopo il turno, con dei colleghi del porto e dell’aeroporto siamo andati a mangiarci un gelato a Venezia.
Può sembrare una sciocchezza ma, se sei in piedi dalle 5 della mattina e hai fatto un turno di 8 ore, è impegnativo.
Eravamo un gruppetto di pinguini, passando vicini a dei ristoranti ci siamo accorti che più che assistenti di viaggio sembravamo dei camerieri.
“Pur sempre in libera uscita…”
Magra consolazione.

se la settimana si vede dal lunedì…

Arrivo nello stanzone alle 9, vado a bermi un caffè alla macchinetta, mi cambio gli occhiali e improvvisamente entra un tizio con una decina di persone.
Io avrei dovuto avere una visita guidata alle 9.30 ad un gruppo di 40 equamente diviso con la mia collega.
“Sì sì siamo il tuo gruppo.” Dice l’accompagnatore anglo italiano.
In pratica: l’agenzia ha sbagliato la prenotazione.
Io ho mollato il gruppo alla collega e sono andata in ufficio.
Perché? Lei viene da più lontano, ma soprattutto erano 15 botanici americani e io non ho mai imparato i nomi delle piante in inglese (bosso, cipresso, agrifoglio, quella pianta lì che boh è verde ma potrebbe essere qualunque cosa, siepe…), al massimo in latino.

poche certezze e neppure buone

E’ da poco passato mezzogiorno in aeroporto e mi si avvicina un ragazzo italiano con due valigie.
“Scusi, la stazione dei treni?”
“Deve prendere l’autobus in seconda corsia.” Gli indico il percorso, il numero del bus, sorrido garbatamente.
“Ma questo è l’aeroporto?”
“Sì.”
“Ne è sicura? Non ci sono treni qui?”
“Sono sicurissima.”
“ok…”
Comunque lui non era molto convinto.

dalla laguna alla montagna

Sono partita domenica mattina da casa che c’era una cappa di afa e umido sopra alla laguna.
Un’aria irrespirabile.
Sono arrivata in montagna e non ho fatto in tempo a dire “oh, che bel tempo” che nel giro di una notte ha cominciato a diluviare.
18 gradi e un’umidità perfetta per far nascere i funghi ma non per gli esseri umani.
Non sto patendo, sia chiaro.
Mi diletto tra negozi, canederli e strudel.
E anche una manciata di ricordi piacevoli.
(e va bene…rispondo pure a sms ed e-mail di lavoro, a volte credo che essere iper-connessi e iper-raggiungibili non sia sempre un bene).

il redentore

E anche questo redentore è andato.
Diventa sempre una “questione di famiglia”: chi cucina, chi mette le decorazioni, chi s’imbosca a leggere o a dormire, chi prepara e chi – alla fine – è costretto a pulire.
Io, quest’anno lo posso dire, mi sono proprio riposata.
Mi sono goduta la giornata, la cena, il vino, i fuochi d’artificio.
E, anche se non ho fatto la mia passeggiata domenicale sul ponte votivo, ci metterei la firma perchè fosse anche l’anno prossimo così.

dove sei oggi?

Quando C. mi manda un sms ormai me lo domanda sempre.
Qui, lì, forse là, dopo altrove…questa è più o meno la risposta standard.
Tra l’altro oggi sono in ufficio ma stamattina ero ad una riunione in terraferma (questioni di bilanci, gare, piattaforme…), quindi sempre in ufficio ma non nel mio e non davanti ad un pc (comunque con l’ipad per rispondere alle mail).
Mentre andavo a prendere l’autobus ho avuto un momento di smarrimento pensieroso: “perché devo affrontare anche questi problemi? Sono tanto felice con i miei turisti.”
(Peccato che l’esatto pensiero opposto io lo faccia nei momenti di crisi in aeroporto e rimpianga i miei artisti.)
Poi mi sono guardata riflessa su una vetrina: sandali rosa, pantaloni neri comodi, una camicia viola, un fiore tra i capelli, una borsa colorata.
E sono stata felice, io sono così e nessuno sa quanto siano contenti i miei piedi oggi.
Mentre quando lavoro con i turisti per l’agenzia ho sempre pantalone nero serio, camicia bianca, giacca, capelli raccolti…sono una persona grigia.
La scissione dell’anima passa anche dal colore delle mutande.
Si metta agli atti.

 

non preoccuparti per me, io sto bene

La bastarda gastrite è tornata.
Aspetta che io vada a dormire e…zac!
Una spalla è bloccata, probabilmente per colpa dell’aria condizionata in aeroporto.
Aspetta che ci siano i 130 passeggeri del volo da chekkinare e giù di crampo.
Avrei anche male ad una caviglia.
Anche se non è una novità.
La stanchezza mi attanaglia, stamattina ho preso un ginseng lungo e devo dire che non fa per me.
Però va tutto bene.