Archivi del mese: luglio 2014

think (a different) pink

La pigrizia, a volte, qui la fa da padrona.
Ma dato che è saltata la data di assistenza in aeroporto di venerdì mi sono messa lo smalto.
Oggi si lavora sulle gradazioni del rosa:
make-up rosetto
camicia rosa pallido
ballerine viola chiaro
smalto viola scuro
…gli occhiali li ho rotti…ahimè.

dita

EDIT
…speravo io di averla sfangata…una collega è malata: domani aeroporto, stasera acetone.

 

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pinguini in libera uscita

La divisa in aeroporto e in porto è tailleur nero (o blu, dipende dal servizio) e camicia bianca.
Ieri, dopo il turno, con dei colleghi del porto e dell’aeroporto siamo andati a mangiarci un gelato a Venezia.
Può sembrare una sciocchezza ma, se sei in piedi dalle 5 della mattina e hai fatto un turno di 8 ore, è impegnativo.
Eravamo un gruppetto di pinguini, passando vicini a dei ristoranti ci siamo accorti che più che assistenti di viaggio sembravamo dei camerieri.
“Pur sempre in libera uscita…”
Magra consolazione.


se la settimana si vede dal lunedì…

Arrivo nello stanzone alle 9, vado a bermi un caffè alla macchinetta, mi cambio gli occhiali e improvvisamente entra un tizio con una decina di persone.
Io avrei dovuto avere una visita guidata alle 9.30 ad un gruppo di 40 equamente diviso con la mia collega.
“Sì sì siamo il tuo gruppo.” Dice l’accompagnatore anglo italiano.
In pratica: l’agenzia ha sbagliato la prenotazione.
Io ho mollato il gruppo alla collega e sono andata in ufficio.
Perché? Lei viene da più lontano, ma soprattutto erano 15 botanici americani e io non ho mai imparato i nomi delle piante in inglese (bosso, cipresso, agrifoglio, quella pianta lì che boh è verde ma potrebbe essere qualunque cosa, siepe…), al massimo in latino.


poche certezze e neppure buone

E’ da poco passato mezzogiorno in aeroporto e mi si avvicina un ragazzo italiano con due valigie.
“Scusi, la stazione dei treni?”
“Deve prendere l’autobus in seconda corsia.” Gli indico il percorso, il numero del bus, sorrido garbatamente.
“Ma questo è l’aeroporto?”
“Sì.”
“Ne è sicura? Non ci sono treni qui?”
“Sono sicurissima.”
“ok…”
Comunque lui non era molto convinto.


lasciatemi in vacanza…

…grazie.


dalla laguna alla montagna

Sono partita domenica mattina da casa che c’era una cappa di afa e umido sopra alla laguna.
Un’aria irrespirabile.
Sono arrivata in montagna e non ho fatto in tempo a dire “oh, che bel tempo” che nel giro di una notte ha cominciato a diluviare.
18 gradi e un’umidità perfetta per far nascere i funghi ma non per gli esseri umani.
Non sto patendo, sia chiaro.
Mi diletto tra negozi, canederli e strudel.
E anche una manciata di ricordi piacevoli.
(e va bene…rispondo pure a sms ed e-mail di lavoro, a volte credo che essere iper-connessi e iper-raggiungibili non sia sempre un bene).


il redentore

E anche questo redentore è andato.
Diventa sempre una “questione di famiglia”: chi cucina, chi mette le decorazioni, chi s’imbosca a leggere o a dormire, chi prepara e chi – alla fine – è costretto a pulire.
Io, quest’anno lo posso dire, mi sono proprio riposata.
Mi sono goduta la giornata, la cena, il vino, i fuochi d’artificio.
E, anche se non ho fatto la mia passeggiata domenicale sul ponte votivo, ci metterei la firma perchè fosse anche l’anno prossimo così.