la musica che talvolta cura

Da quando mi sono alzata questa mattina avevo una canzone nella mente.
Sentivo il riff proprio distinto e chiaro.
Poi ho cominciato a canticchiare il ritornello.
Poi non so cosa sia successo: sono uscita alle 13 per un aperitivo con un amico che parte e sono rientrata in ufficio con quell’angoscia che non si spiega (mentre il mal di testa si è spiegato con l’aver bevuto uno spritz fatto bene a stomaco vuoto), l’occhio lucido, la lacrima pronta e un po’ di rabbia in corpo.
Mi sono ritrovata ad un certo punto con le cuffie a tutto volume di quella canzone e un quadretto di cioccolata fondente in mano. mentre con l’altra sistemavo un archivio on-line.
Ora: io detesto la cioccolata fondente, forse nel cassetto della scrivania non c’era altro.
La musica ha avuto il suo effetto?
No lo so, so solo che mi ha permesso di isolarmi, ri-incanalare tutto quello che provavo e mi ha fatto sorgere un dubbio: c’è stato un tempo in cui – sciagurata! e adolescente – il lunedì sera andavo a correre con i compagni di squadra e prima impantanarmi in un paio di flirt (lunga storia adolescenziale e un modo sicuramente più utile di utilizzare il mio tempo) ho passato mesi ad ascoltare esattamente quella canzone in loop.
Ah sì, non esistevano ancora gli mp3 e con il mangiacassette era un continuo riavvolgere.
Ora sto divagando.

Annunci

l’arte del decluttering

Il decluttering è diventata una filosofia di vita che spesso si lega alla cosiddetta economia della decrescita serena di Latouche.
In pratica significa mettere ordine e fare spazio eliminando in modo consapevole ciò che non ci serve e che sapremo non ci servirà più.
Consapevolezza vuol dire riciclare, scambiare, donare, barattare, rivendere e buttare via il rimanente.
Io sono confusionaria, disordinata e accumulatrice, ma condivido la filosofia del “fare spazio” soprattutto da quando vivo da sola. Questo si traduce che ad ogni cambio stagione archivio ciò che so di non usare più e che non mi servirà.
Purtroppo metto le cose da parte e non sono capace di fare il passo successivo: liberarmene.
Di mezzo ci sta una buona dose di egoismo e di ansia da possesso…

Ieri la Bestiaccia mi ha fatto supporto nel riordino e decluttering (non totale) delle mie scarpe e, per chi non lo sapesse ancora, io amo follemente le scarpe.
Qualche paio non sono riuscita proprio ad archiviarle, altre – circa 15 – sono state messe da parte e la Bestiaccia, consapevole della mia limitatezza, ha fatto una grande grandissima borsa e se le è portate a casa al motto di “ci penso io”.
Ogni manuale di decluttering, in effetti, consiglia di farsi aiutare in questi momenti catartici in cui la razionalità spesso lascia il posto ad altri sentimenti.

Ho trovato la mia nuova assistente di decluttering…

goffamente a modo mio

dialogo tra cuore e cervello che raramente concordano su qualcosa.

Mi piace.
Sì anche a me. Finalmente.
Un po’ posizionato, colto, simpatico. Però non ho le farfalle nello stomaco, ho solo…
…voglia di rincontrarlo?
Esatto. Vorrei mi invitasse a bere un caffè.
Aspetta e spera. Invitalo tu…
Sai come sono fatta…
Sì, male.
Non succederà e tutto svanirà, anche questa sensazione. Potrei andare a trovarlo al lavoro.
Sai che non lo farai mai.
Già. Vorrei facesse il primo passo, sono stata gentile a modo mio.
Capirai. Hai il tatto di un plantigrado.
Già…

Titolo del post: sì, cioè, ci penso dopo

Stavo per scrivere il solito post lamentoso.
Talmente lamentoso che l’ho cancellato.
Domani si inaugura l’ennesima mostra, ma non l’ultima di quest’anno, rifletto su questo lavoro, valuto la proposta di una collaborazione che mi sembra una fregatura o meglio che secondo me richiede più impegno di quanto non restituisca economicamente, mi faccio coinvolgere in un progetto che richiederebbe molte più energie e tempo di quanto io non abbia ora, sogno di poter archiviare tutte le mie scarpe in scatole ordinate e numerate, di sistemare casa e fare una torta, ho letto un’email che giace nella mia posta dal 2002 e – come speravo – non mi ha turbata, ho sonno e male ad una caviglia.

Ok, mi rimetto a fare cose serie che qui altrimenti si batte la fiacca e mi devo anche mettere lo smalto!