a cena

Detesto cenare (un po’ meno fare aperitivi) con persone che non conosco, perché non mi piace mangiare davanti ad estranei.
E’ una mia fissazione.
E poi è estremamente faticoso: non riesco a rilassarmi e neppure a godermi quello che mangio, la conversazione deve essere sempre controllata, mai argomenti “delicati”, mai giudizi estremi su qualunque cosa (dall’arte alla politica, è inutile argomentare), bisogna sempre essere posati e in punta di forchetta, ringraziare, sorridere, conversare del tempo o cercare di parlare di qualcosa che interessi ai commensali, non bere troppo (anche acqua perché fa brutto finire la bottiglia), non ordinare cose troppo costose o di più se si divide il conto in parti uguali.
E poi mi irritano le persone che si lamentano: troppo/troppo poco aglio/cotto/sipido/insipido e via discorrendo o che hanno da ridere sempre con quel povero disgraziato del cameriere.

Andare a queste cene è come lavorare.
E la cosa brutta è che nessuno ti paga per andarci.
Misantropia?
Probabile.
Però, devo ricordarmelo, non ho fatto niente di male.

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