i sogni non sempre son desideri

Ho fatto un sogno strano: ho sognato mio padre.
Succede per fortuna assai di rado, spesso si tratta di rielaborazioni della perdita, dell’abbandono, alcune volte di sfoghi di rabbia (miei) e, per certi versi, so di averla superata perché non riesco ad immaginare la mia vita di oggi con lui al mio fianco e non averlo qui mi rende oggettivamente più serena.
Però questa notte è stato diverso: c’era nostalgia, un’aura di possibilità, sensazione da seconda/terza/quarta possibilità, un concerto a cui andare, un autobus da prendere, un paio di occhiali da sole mettere.
Non è stata una passeggiata onirica divertente, non lo è mai quando c’è di mezzo la famiglia.
La notte è finita, io mi sono alzata, mi sono vestita, sono arrivata in ufficio e tutto è rientrato nei ranghi: nulla è cambiato. La vita scorre e così com’è va benissimo (che ci crediate o meno) anche perché di fatica per arrivare fino a qui ne ho fatta veramente tanta.
E questo post non vuol essere una lamentazione, una richiesta d’aiuto ma solo un appunto a me stessa.

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